DIS – Dipartimento informazioni per la sicurezza

marzo 10, 2010

Il Dipartimento informazioni per la sicurezza (DIS) è l’organo di cui si avvalgono il Presidente del Consiglio dei ministri e l’Autorità delegata per l’esercizio delle loro attribuzioni e per assicurare l’unitarietà nella programmazione della ricerca informativa, nelle analisi e nelle attività operative dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) e dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI).

In particolare il DIS:

  • coordina l’intera attività di informazione per la sicurezza e ne verifica i risultati
  • è informato costantemente delle operazioni di AISE e AISI e trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri le informative e le analisi prodotte dal Sistema
  • raccoglie informazioni, analisi e rapporti prodotti da AISE e AISI, dalle altre amministrazioni dello Stato e da enti di ricerca
  • elabora analisi strategiche o relative a particolari situazioni da sottoporre al Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) o ai singoli ministri che lo compongono
  • promuove e garantisce lo scambio informativo tra i servizi di informazione e le Forze di polizia

Inoltre il DIS:

  • esercita il controllo sulle attività di AISE e AISI attraverso l’Ufficio centrale ispettivo
  • vigila sulla corretta applicazione delle disposizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri in materia di tutela amministrativa del segreto di Stato e della documentazione classificata
  • impartisce gli indirizzi per la gestione unitaria del personale di DIS, AISE e AISI
  • elabora con AISE e AISI il piano di acquisizione delle risorse umane, materiali e strumentali
  • cura le attività di promozione della cultura della sicurezza e la comunicazione istituzionale

All’interno del DIS sono stati istituiti dalla legge quattro uffici con particolari funzioni:

  • Ufficio centrale ispettivo
  • Ufficio centrale per gli archivi
  • Ufficio centrale per la segretezza (UCSe)
  • Scuola di formazione

Fonte: sicurezzanazionale.gov.it

4 Responses to DIS – Dipartimento informazioni per la sicurezza

  1. marco federico on aprile 6, 2010 at 9:54 am

    ” HERAT, UN CENTRO INTERCULTURALE ?…”

    Herat, l’estate scorsa, in un agguato teso dai talebani, morirono 12 civili. La NATO, tramite il segretario generale Rasmussen, annunciò in agosto di voler creare “UN CONSIGLIO DI ESPERTI” per la pianificazione delle missioni all’estero.A tal proposito, perchè non pensare di costituire a ” HERAT, UN CENTRO INTERCULTURALE ?…”Un progetto da realizzare con diverse Università Europee e Americane. ( o anche la Russia vista la recente visita del 16 dicembre di Rasmussen a Mosca )Un laboratorio per favorire relazioni tra studiosi e raccogliere memorie di migrazioni…La società plurale chiama in causa tutti noi per stabilire relazioni di reciprocità e individuare risorse utili per attuare azioni e progetti di integrazione…Nel frattempo, tra sunniti e sciiti, c’è una crescente immigrazione verso Herat, “attirati dalla crescita economica della città e dall’influenza della vicina Repubblica Islamica dell’Iran.”"La città si trova lungo le tradizionali vie commerciali tra India, Cina, Medio Oriente ed Europa. Ancora oggi le strade da HerÄt verso l’Iran, il Turkmenistan, MazÄr-e SharÄ«f e Kandahar sono strategicamente importanti.”Tutto ciò in prospettiva di un approfondimento per la conoscenza delle problematiche e chissà, di una risoluzione delle questioni in Medio-Oriente…(non voglio peccare di presunzione) Penso che servirebbe anche per tracciare e monitorare ulteriormente il Dossier Nucleare Iraniano, nonchè portare avanti il “processo di pace” tra Israeliani e Palestinesi, magari riprendendo il rapporto interrotto 30 anni fa tra Teheran e Washington, sappiamo che ci sono interessi anche da parte di quei Paesi in conflitto con l’Iran. La Germania ha chiesto maggior scambio con Teheran, la Turchia chiede maggiori aperture per le concessioni dei giacimenti dei gas naturali Iraniani. Idem la Cina per la fornitura del petrolio Iraniano. Mentre l’India si appresta a firmare un contratto per la costruzione di un gasdotto…Questo però si spera non cambi gli equilibri di forza nella Regione… Meditiamo…Marco Federico

  2. marco federico on aprile 6, 2010 at 10:03 am

    COSA STA SUCCEDENDO NEL GOLFO DI ADEN ?

    “La Rosa dei Venti a Dubai, turbine eolica dei finanziamenti mondiali…?â€

    Attaccato (la mattina del 02 aprile a largo delle coste dell’Oman) container Ital Garlandâ€, un mercantile italiano, il quale grazie ad alcune manovre propizie, è riuscito a sfuggire all’assalto di otto pirati somali. Sono pirati che con piccole imbarcazioni e mitra alla mano sparano alle navi in transito, dalle prime notizie sembra che avessero a bordo anche un bazooka ed un razzo che, per fortuna, non sono stati usati.

    Certo è che quest’area marittima sta diventando qualcosa di “anomalo†nel senso che è da tempo che il Golfo di Aden è sottoposto e soggetto ad attacchi pirateschi, nonostante sia entrato in azione l’operazione anti-pirateria dell’Alleanza Atlantica “ocean shieldâ€. Più di un mese fa, una fregata della Nato affondò una nave dei pirati ed è evidente che bisogna rafforzare la sorveglianza e presidiare 24 ore su 24 queste acque del Golfo di Aden e aree limitrofe. I pirati somali sono più che una flotta ormai, il punto è capire da chi sono riforniti e supportati e quale relazione c’è con il business di Dubai, visto il perdurare delle loro azioni piratesche.

    I bucanieri spesso sono nuclei formati da meno di dieci persone che, con piccole imbarcazioni, attaccano e tentano l’arembaggio delle navi in transito sia americane che tedesche, francesi, inglesi, italiane e quant’altre ancora…Le acque di Aden sono un punto strategico confinante con l’oceano indiano e lo yemen, sulla costa meridionale della penisola araba. E’ un luogo di transito importante per il petrolio del Golfo Persico che sappiamo quanto esso sia ritenuto vitale per l’economia mondiale. Tutto ha una relazione e un nesso con la stabilità politica delle vicine regioni limitrofe al Golfo di Aden… Non a caso, negli ultimi mesi, persino la Cina ha stabilito una base navale sulle acque di Aden. Proviamo ad analizzare cosa è successo ultimamente nel mondo: la Somalia è colata a picco un anno fa ed Haiti, ancor prima del terremoto, era in una condizione a dir poco disastrosa, mentre ci sono Paesi come ll Sudan, lo Zimbabwe, il Ruanda, il Nepal, l’Indonesia ed altri ancora che peggioreranno sempre più il loro livello ambientale e climatico con il riscaldamento globale. Il mancato attentato (avvenuto il natale scorso) del ragazzo nigeriano addestrato nello Yemen, partito sul volo della Northwest Airlines, (rotta: Amsterdam-Detroit) ha un mandante ben preciso, che ha comunque dimostrato come bloccare la maggior parte degli aeroporti internazionali: ritardi alle partenze, file interminabili, perquisizioni a tutto spiano per garantire la sicurezza di ogni passeggero. Inoltre, i governi dovranno far fronte ad ingenti investimenti per l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati come i “personal scannerâ€, tutto ciò andrà a discapito dei voli low-cost per cui ci saranno voli più costosi ed anche per motivi di sicurezza molti passeggeri rinunceranno a volare…Saremo più isolati e meno liberi di muoverci. La strategia del terrorismo non è fatta solo di bombe ma anche di coercizione psicologica causata dallo stress e dalla paura degli atti terroristici. Sta cambiando la strategia del terrorismo-globale, Il mutamento in atto è già cominciato da perecchi anni e adesso si entra nella fase di destabilizzazione degli equilibri mondiali.

    Nello Yemen nei prossimi anni mancherà una risorsa primaria come l’acqua e man mano sta finendo anche il petrolio. Ben vengano le attenzioni dei Leader mondiali (da G8 a G20), nei riguardi di queste parti del mondo che sono “serbatoi e scintille terroristiche di Al Qaedaâ€. Si possono intraprendere iniziative corali da parte della comunità internazionale per attuare nei prossimi anni un sistema di politica e prevenzione per la sicurezza di tutti quei Paesi più poveri in cui le risorse del luogo non sono state mai incentivate e sfruttate come si deve o si dovrebbe fare in un Paese civile ed organizzato.

    In quest’era globale nella quale tutti sono legati alla crescita e allo sviluppo di ogni nazione, i Potenti della terra, non si possono permettere la “caduta a picco di un Paese†perchè ciò significherebbe rompere gli equilibri mondiali.

    La Cina e l’India sono all’avanguardia e l’Africa è a portata di mare…

    Marco Federico

  3. marco federico on aprile 12, 2010 at 10:06 am

    Il Generale Suleiman uomo chiave nel Medio Oriente

    Il Direttore EGIS Gen. Omar Suleiman è sicuramente un uomo fondamentale nella lotta al terrorismo. Dall’aspetto tipicamente “english”, Omar Suleiman laureato in Scienze Politiche, nel 1980 ha seguito un master presso Ain Shams-Università del Cairo – Successivamente diviene Direttore dell’Intelligence Egiziana (EGIS), quindi interlocutore fondamentale per tutte le questioni riguardanti la sicurezza in Medio Oriente e nel rapporto tra l’Egitto e gli Stati Uniti. E’ stato cruciale nell’azione di mediazione tra Palestinesi ed Israeliani, nonchè con Hamas per far cessare l’ultimo conflitto a Gaza. C’è chi lo vede bene nel dopo Mubarak, potrebbe essere preferito al figlio Gamal Mubarak nella corsa alla Presidenza, in quanto negli ultimi quasi trent’anni di governo, il Generale, è stato ed è tuttora uno dei più affidabili uomini di potere non solo d’Egitto…E’ un uomo di raccordo con le diverse diplomazie estere e, tramite le ambasciate, con gli uomini di riferimento dislocati sul luogo. Riesce ad essere interattivo nell’attuare azioni di contrasto al terrorismo internazionale. Un uomo di esperienza che conosce sia le procedure d’azione militare che diplomatiche: potrebbe essere il nuovo Leader Politico dell’Egitto con delega per le questioni Medio-Orientali. Marco Federico

  4. marco federico on luglio 24, 2010 at 12:36 pm

    Il govermo del Presidente Hosni Mubarak, è in prossimità di arrivo, il prossimo anno ci saranno le elezioni e difficilmente il figlio Gamal Mubarak sarà eletto dagli egiziani.
    I militari egiziani fanno quadrato attorno al generale Omar Suleiman, non sarà semplice neanche per lui arrivare alla presidenza, incontrerà ostacoli ed insidie.
    Certo è che Gamal, ci proverà, ma nel caso in cui dovesse essere eletto Suleiman, sicuramente chiederà un ruolo significativo nel nuovo governo o comunque nelle strategie e programmi di sviluppo del Paese.

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