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	<title>Commenti a: DIS &#8211; Dipartimento informazioni per la sicurezza</title>
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	<description>informazione, intelligence, politica internazionale e sicurezza</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2010 19:38:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: marco federico</title>
		<link>http://www.servizisegreti.com/2010/03/dis-dipartimento-informazioni-per-la-sicurezza/38/comment-page-1#comment-136</link>
		<dc:creator>marco federico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 16:36:33 +0000</pubDate>
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		<description>Il govermo del Presidente Hosni Mubarak, è in prossimità di arrivo, il prossimo anno ci saranno le elezioni e difficilmente il figlio Gamal Mubarak sarà eletto dagli egiziani.
I militari egiziani fanno quadrato attorno al generale Omar Suleiman, non sarà semplice neanche per lui arrivare alla presidenza, incontrerà ostacoli ed insidie.
Certo è che Gamal, ci proverà, ma nel caso in cui dovesse essere eletto Suleiman, sicuramente chiederà un ruolo significativo nel nuovo governo o comunque nelle strategie e programmi di sviluppo del Paese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il govermo del Presidente Hosni Mubarak, è in prossimità di arrivo, il prossimo anno ci saranno le elezioni e difficilmente il figlio Gamal Mubarak sarà eletto dagli egiziani.<br />
I militari egiziani fanno quadrato attorno al generale Omar Suleiman, non sarà semplice neanche per lui arrivare alla presidenza, incontrerà ostacoli ed insidie.<br />
Certo è che Gamal, ci proverà, ma nel caso in cui dovesse essere eletto Suleiman, sicuramente chiederà un ruolo significativo nel nuovo governo o comunque nelle strategie e programmi di sviluppo del Paese.</p>
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		<title>Di: marco federico</title>
		<link>http://www.servizisegreti.com/2010/03/dis-dipartimento-informazioni-per-la-sicurezza/38/comment-page-1#comment-25</link>
		<dc:creator>marco federico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 14:06:14 +0000</pubDate>
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		<description>Il Generale Suleiman uomo chiave nel Medio Oriente


Il  Direttore EGIS Gen. Omar Suleiman  è sicuramente un uomo fondamentale nella lotta al terrorismo. Dall&#039;aspetto tipicamente &quot;english&quot;, Omar Suleiman laureato in Scienze Politiche, nel 1980 ha seguito un master presso Ain Shams-Università del Cairo  - Successivamente diviene Direttore dell&#039;Intelligence Egiziana (EGIS), quindi interlocutore fondamentale per tutte le questioni riguardanti la sicurezza in Medio Oriente e nel rapporto tra l&#039;Egitto e gli Stati Uniti. E&#039; stato cruciale nell&#039;azione di mediazione tra Palestinesi ed Israeliani, nonchè con Hamas per far cessare l&#039;ultimo conflitto a Gaza. C&#039;è chi lo vede bene nel dopo Mubarak, potrebbe essere preferito al figlio Gamal Mubarak  nella corsa alla Presidenza, in quanto negli ultimi quasi trent&#039;anni di governo, il Generale, è stato ed è tuttora uno dei più affidabili uomini di potere non solo d&#039;Egitto...E&#039; un uomo di raccordo con le diverse diplomazie estere e, tramite le ambasciate, con gli uomini di riferimento dislocati sul luogo. Riesce ad essere interattivo nell&#039;attuare azioni di contrasto al terrorismo internazionale. Un uomo di esperienza che conosce sia le procedure d&#039;azione militare che diplomatiche: potrebbe essere il nuovo Leader Politico dell&#039;Egitto con delega per le questioni Medio-Orientali.  Marco Federico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Generale Suleiman uomo chiave nel Medio Oriente</p>
<p>Il  Direttore EGIS Gen. Omar Suleiman  è sicuramente un uomo fondamentale nella lotta al terrorismo. Dall&#8217;aspetto tipicamente &#8220;english&#8221;, Omar Suleiman laureato in Scienze Politiche, nel 1980 ha seguito un master presso Ain Shams-Università del Cairo  &#8211; Successivamente diviene Direttore dell&#8217;Intelligence Egiziana (EGIS), quindi interlocutore fondamentale per tutte le questioni riguardanti la sicurezza in Medio Oriente e nel rapporto tra l&#8217;Egitto e gli Stati Uniti. E&#8217; stato cruciale nell&#8217;azione di mediazione tra Palestinesi ed Israeliani, nonchè con Hamas per far cessare l&#8217;ultimo conflitto a Gaza. C&#8217;è chi lo vede bene nel dopo Mubarak, potrebbe essere preferito al figlio Gamal Mubarak  nella corsa alla Presidenza, in quanto negli ultimi quasi trent&#8217;anni di governo, il Generale, è stato ed è tuttora uno dei più affidabili uomini di potere non solo d&#8217;Egitto&#8230;E&#8217; un uomo di raccordo con le diverse diplomazie estere e, tramite le ambasciate, con gli uomini di riferimento dislocati sul luogo. Riesce ad essere interattivo nell&#8217;attuare azioni di contrasto al terrorismo internazionale. Un uomo di esperienza che conosce sia le procedure d&#8217;azione militare che diplomatiche: potrebbe essere il nuovo Leader Politico dell&#8217;Egitto con delega per le questioni Medio-Orientali.  Marco Federico</p>
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		<title>Di: marco federico</title>
		<link>http://www.servizisegreti.com/2010/03/dis-dipartimento-informazioni-per-la-sicurezza/38/comment-page-1#comment-23</link>
		<dc:creator>marco federico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 14:03:38 +0000</pubDate>
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		<description>COSA STA SUCCEDENDO NEL GOLFO DI ADEN ?

“La Rosa dei Venti a Dubai, turbine eolica dei finanziamenti mondiali…?”

Attaccato (la mattina del 02 aprile a largo delle coste dell’Oman) container Ital Garland”, un mercantile italiano, il quale grazie ad alcune manovre propizie, è riuscito a sfuggire all’assalto di otto pirati somali. Sono pirati che con piccole imbarcazioni e mitra alla mano sparano alle navi in transito, dalle prime notizie sembra che avessero a bordo anche un bazooka ed un razzo che, per fortuna, non sono stati usati.

Certo è che quest’area marittima sta diventando qualcosa di “anomalo” nel senso che è da tempo che il Golfo di Aden è sottoposto e soggetto ad attacchi pirateschi, nonostante sia entrato in azione l’operazione anti-pirateria dell’Alleanza Atlantica “ocean shield”. Più di un mese fa, una fregata della Nato affondò una nave dei pirati ed è evidente che bisogna rafforzare la sorveglianza e presidiare 24 ore su 24 queste acque del Golfo di Aden e aree limitrofe. I pirati somali sono più che una flotta ormai, il punto è capire da chi sono riforniti e supportati e quale relazione c’è con il business di Dubai, visto il perdurare delle loro azioni piratesche. 

I bucanieri spesso sono nuclei formati da meno di dieci persone che, con piccole imbarcazioni, attaccano e tentano l’arembaggio delle navi in transito sia americane che tedesche, francesi, inglesi, italiane e quant’altre ancora…Le acque di Aden sono un punto strategico confinante con l’oceano indiano e lo yemen, sulla costa meridionale della penisola araba. E’ un luogo di transito importante per il petrolio del Golfo Persico che sappiamo quanto esso sia ritenuto vitale per l’economia mondiale. Tutto ha una relazione e un nesso con la stabilità politica delle vicine regioni limitrofe al Golfo di Aden… Non a caso, negli ultimi mesi, persino la Cina ha stabilito una base navale sulle acque di Aden. Proviamo ad analizzare cosa è successo ultimamente nel mondo: la Somalia è colata a picco un anno fa ed Haiti, ancor prima del terremoto, era in una condizione a dir poco disastrosa, mentre ci sono Paesi come ll Sudan, lo Zimbabwe, il Ruanda, il Nepal, l’Indonesia ed altri ancora che peggioreranno sempre più il loro livello ambientale e climatico con il riscaldamento globale. Il mancato attentato (avvenuto il natale scorso) del ragazzo nigeriano addestrato nello Yemen, partito sul volo della Northwest Airlines, (rotta: Amsterdam-Detroit) ha un mandante ben preciso, che ha comunque dimostrato come bloccare la maggior parte degli aeroporti internazionali: ritardi alle partenze, file interminabili, perquisizioni a tutto spiano per garantire la sicurezza di ogni passeggero. Inoltre, i governi dovranno far fronte ad ingenti investimenti per l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati come i “personal scanner”, tutto ciò andrà a discapito dei voli low-cost per cui ci saranno voli più costosi ed anche per motivi di sicurezza molti passeggeri rinunceranno a volare…Saremo più isolati e meno liberi di muoverci. La strategia del terrorismo non è fatta solo di bombe ma anche di coercizione psicologica causata dallo stress e dalla paura degli atti terroristici. Sta cambiando la strategia del terrorismo-globale, Il mutamento in atto è già cominciato da perecchi anni e adesso si entra nella fase di destabilizzazione degli equilibri mondiali.

Nello Yemen nei prossimi anni mancherà una risorsa primaria come l’acqua e man mano sta finendo anche il petrolio. Ben vengano le attenzioni dei Leader mondiali (da G8 a G20), nei riguardi di queste parti del mondo che sono “serbatoi e scintille terroristiche di Al Qaeda”. Si possono intraprendere iniziative corali da parte della comunità internazionale per attuare nei prossimi anni un sistema di politica e prevenzione per la sicurezza di tutti quei Paesi più poveri in cui le risorse del luogo non sono state mai incentivate e sfruttate come si deve o si dovrebbe fare in un Paese civile ed organizzato.

In quest’era globale nella quale tutti sono legati alla crescita e allo sviluppo di ogni nazione, i Potenti della terra, non si possono permettere la “caduta a picco di un Paese” perchè ciò significherebbe rompere gli equilibri mondiali.

La Cina e l’India sono all’avanguardia e l’Africa è a portata di mare…

Marco Federico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COSA STA SUCCEDENDO NEL GOLFO DI ADEN ?</p>
<p>“La Rosa dei Venti a Dubai, turbine eolica dei finanziamenti mondiali…?”</p>
<p>Attaccato (la mattina del 02 aprile a largo delle coste dell’Oman) container Ital Garland”, un mercantile italiano, il quale grazie ad alcune manovre propizie, è riuscito a sfuggire all’assalto di otto pirati somali. Sono pirati che con piccole imbarcazioni e mitra alla mano sparano alle navi in transito, dalle prime notizie sembra che avessero a bordo anche un bazooka ed un razzo che, per fortuna, non sono stati usati.</p>
<p>Certo è che quest’area marittima sta diventando qualcosa di “anomalo” nel senso che è da tempo che il Golfo di Aden è sottoposto e soggetto ad attacchi pirateschi, nonostante sia entrato in azione l’operazione anti-pirateria dell’Alleanza Atlantica “ocean shield”. Più di un mese fa, una fregata della Nato affondò una nave dei pirati ed è evidente che bisogna rafforzare la sorveglianza e presidiare 24 ore su 24 queste acque del Golfo di Aden e aree limitrofe. I pirati somali sono più che una flotta ormai, il punto è capire da chi sono riforniti e supportati e quale relazione c’è con il business di Dubai, visto il perdurare delle loro azioni piratesche. </p>
<p>I bucanieri spesso sono nuclei formati da meno di dieci persone che, con piccole imbarcazioni, attaccano e tentano l’arembaggio delle navi in transito sia americane che tedesche, francesi, inglesi, italiane e quant’altre ancora…Le acque di Aden sono un punto strategico confinante con l’oceano indiano e lo yemen, sulla costa meridionale della penisola araba. E’ un luogo di transito importante per il petrolio del Golfo Persico che sappiamo quanto esso sia ritenuto vitale per l’economia mondiale. Tutto ha una relazione e un nesso con la stabilità politica delle vicine regioni limitrofe al Golfo di Aden… Non a caso, negli ultimi mesi, persino la Cina ha stabilito una base navale sulle acque di Aden. Proviamo ad analizzare cosa è successo ultimamente nel mondo: la Somalia è colata a picco un anno fa ed Haiti, ancor prima del terremoto, era in una condizione a dir poco disastrosa, mentre ci sono Paesi come ll Sudan, lo Zimbabwe, il Ruanda, il Nepal, l’Indonesia ed altri ancora che peggioreranno sempre più il loro livello ambientale e climatico con il riscaldamento globale. Il mancato attentato (avvenuto il natale scorso) del ragazzo nigeriano addestrato nello Yemen, partito sul volo della Northwest Airlines, (rotta: Amsterdam-Detroit) ha un mandante ben preciso, che ha comunque dimostrato come bloccare la maggior parte degli aeroporti internazionali: ritardi alle partenze, file interminabili, perquisizioni a tutto spiano per garantire la sicurezza di ogni passeggero. Inoltre, i governi dovranno far fronte ad ingenti investimenti per l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati come i “personal scanner”, tutto ciò andrà a discapito dei voli low-cost per cui ci saranno voli più costosi ed anche per motivi di sicurezza molti passeggeri rinunceranno a volare…Saremo più isolati e meno liberi di muoverci. La strategia del terrorismo non è fatta solo di bombe ma anche di coercizione psicologica causata dallo stress e dalla paura degli atti terroristici. Sta cambiando la strategia del terrorismo-globale, Il mutamento in atto è già cominciato da perecchi anni e adesso si entra nella fase di destabilizzazione degli equilibri mondiali.</p>
<p>Nello Yemen nei prossimi anni mancherà una risorsa primaria come l’acqua e man mano sta finendo anche il petrolio. Ben vengano le attenzioni dei Leader mondiali (da G8 a G20), nei riguardi di queste parti del mondo che sono “serbatoi e scintille terroristiche di Al Qaeda”. Si possono intraprendere iniziative corali da parte della comunità internazionale per attuare nei prossimi anni un sistema di politica e prevenzione per la sicurezza di tutti quei Paesi più poveri in cui le risorse del luogo non sono state mai incentivate e sfruttate come si deve o si dovrebbe fare in un Paese civile ed organizzato.</p>
<p>In quest’era globale nella quale tutti sono legati alla crescita e allo sviluppo di ogni nazione, i Potenti della terra, non si possono permettere la “caduta a picco di un Paese” perchè ciò significherebbe rompere gli equilibri mondiali.</p>
<p>La Cina e l’India sono all’avanguardia e l’Africa è a portata di mare…</p>
<p>Marco Federico</p>
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		<title>Di: marco federico</title>
		<link>http://www.servizisegreti.com/2010/03/dis-dipartimento-informazioni-per-la-sicurezza/38/comment-page-1#comment-22</link>
		<dc:creator>marco federico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 13:54:41 +0000</pubDate>
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		<description>&quot; HERAT, UN CENTRO INTERCULTURALE ?...&quot;

Herat, l&#039;estate scorsa, in un agguato teso dai talebani, morirono 12 civili. La NATO, tramite il segretario generale Rasmussen, annunciò in agosto di voler creare &quot;UN CONSIGLIO DI ESPERTI&quot;  per la pianificazione delle missioni all&#039;estero.A tal proposito, perchè non pensare di costituire a &quot; HERAT, UN CENTRO INTERCULTURALE ?...&quot;Un progetto da realizzare con diverse Università Europee e Americane. ( o anche la Russia vista la recente visita del 16 dicembre di Rasmussen a Mosca )Un laboratorio per favorire relazioni tra studiosi e raccogliere memorie di migrazioni...La società plurale chiama in causa tutti noi  per stabilire relazioni di reciprocità e individuare risorse utili per attuare azioni e progetti di integrazione...Nel frattempo, tra sunniti e sciiti, c&#039;è una crescente immigrazione verso Herat, &quot;attirati  dalla crescita economica della città e dall&#039;influenza della vicina Repubblica Islamica dell&#039;Iran.&quot;&quot;La città si trova lungo le tradizionali vie commerciali tra India, Cina, Medio Oriente ed Europa. Ancora oggi le strade da Herāt verso l&#039;Iran, il Turkmenistan, Mazār-e Sharīf e Kandahar sono strategicamente importanti.&quot;Tutto ciò in prospettiva di un approfondimento per la conoscenza delle problematiche e chissà, di una risoluzione delle questioni in Medio-Oriente...(non voglio peccare di presunzione) Penso che servirebbe anche per tracciare e monitorare ulteriormente il Dossier Nucleare Iraniano, nonchè portare avanti il &quot;processo di pace&quot; tra Israeliani e Palestinesi, magari riprendendo il rapporto interrotto 30 anni fa tra Teheran e Washington, sappiamo che ci sono interessi anche da parte di quei Paesi in conflitto con      l&#039;Iran. La Germania ha chiesto maggior scambio con Teheran, la Turchia chiede maggiori aperture per le concessioni dei giacimenti dei gas naturali Iraniani. Idem la Cina per la fornitura del petrolio Iraniano. Mentre l&#039;India si appresta a firmare un contratto per la costruzione di un gasdotto...Questo però si spera non cambi gli equilibri di forza nella Regione... Meditiamo...Marco Federico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; HERAT, UN CENTRO INTERCULTURALE ?&#8230;&#8221;</p>
<p>Herat, l&#8217;estate scorsa, in un agguato teso dai talebani, morirono 12 civili. La NATO, tramite il segretario generale Rasmussen, annunciò in agosto di voler creare &#8220;UN CONSIGLIO DI ESPERTI&#8221;  per la pianificazione delle missioni all&#8217;estero.A tal proposito, perchè non pensare di costituire a &#8221; HERAT, UN CENTRO INTERCULTURALE ?&#8230;&#8221;Un progetto da realizzare con diverse Università Europee e Americane. ( o anche la Russia vista la recente visita del 16 dicembre di Rasmussen a Mosca )Un laboratorio per favorire relazioni tra studiosi e raccogliere memorie di migrazioni&#8230;La società plurale chiama in causa tutti noi  per stabilire relazioni di reciprocità e individuare risorse utili per attuare azioni e progetti di integrazione&#8230;Nel frattempo, tra sunniti e sciiti, c&#8217;è una crescente immigrazione verso Herat, &#8220;attirati  dalla crescita economica della città e dall&#8217;influenza della vicina Repubblica Islamica dell&#8217;Iran.&#8221;"La città si trova lungo le tradizionali vie commerciali tra India, Cina, Medio Oriente ed Europa. Ancora oggi le strade da Herāt verso l&#8217;Iran, il Turkmenistan, Mazār-e Sharīf e Kandahar sono strategicamente importanti.&#8221;Tutto ciò in prospettiva di un approfondimento per la conoscenza delle problematiche e chissà, di una risoluzione delle questioni in Medio-Oriente&#8230;(non voglio peccare di presunzione) Penso che servirebbe anche per tracciare e monitorare ulteriormente il Dossier Nucleare Iraniano, nonchè portare avanti il &#8220;processo di pace&#8221; tra Israeliani e Palestinesi, magari riprendendo il rapporto interrotto 30 anni fa tra Teheran e Washington, sappiamo che ci sono interessi anche da parte di quei Paesi in conflitto con      l&#8217;Iran. La Germania ha chiesto maggior scambio con Teheran, la Turchia chiede maggiori aperture per le concessioni dei giacimenti dei gas naturali Iraniani. Idem la Cina per la fornitura del petrolio Iraniano. Mentre l&#8217;India si appresta a firmare un contratto per la costruzione di un gasdotto&#8230;Questo però si spera non cambi gli equilibri di forza nella Regione&#8230; Meditiamo&#8230;Marco Federico</p>
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