Disarmo nucleare, Usa e Russia vicini all’accordo

marzo 18, 2010

Pronti a siglare lo “Start 2”. Oggi visita del Segretario di Stato americano Clinton a Mosca.

MOSCA, 18 MARZO

Sembra essere vicino alla soluzione il lungo negoziato fra Usa e Russia per il rinnovo del trattato Start 1, firmato nel 1991 e scaduto il 5 dicembre scorso, che regola la gestione degli armamenti nucleari fra le due superpotenze. Secondo il Segretario del Consiglio di Sicurezza russo Nicolai Patrushev, l’accordo potrebbe essere siglato nel prossimo mese di aprile.

Ad imprimere un’ accelerata ai negoziati, fortemente voluti dai Presidenti Barack Obama e Dimitri Medvedev, sarĂ  la visita del Segretario di Stato americano Hillary Clinton a Mosca, in giornata, dove incontrerĂ  il suo omologo russo Sergei Lavrov. La Clinton parteciperĂ  anche ad una importante riunione del Quartetto per il Medio Oriente (Usa, Russia, Onu, Unione Europea) per rilanciare i negoziati di pace indiretti fra palestinesi ed israeliani dopo la decisione del premier Nethanyahu di costruire 1.600 nuovi alloggi a Gerusalemme est.

Nei giorni scorsi non erano mancate le frizioni fra i negoziatori, a tal punto che, a porre delle condizioni per la firma del trattato era stata la stessa Duma, la camera bassa del Parlamento russo. Lo speaker della Duma aveva annunciato, infatti, che il Parlamento non avrebbe ratificato il nuovo trattato sul disarmo se nello stesso accordo non fosse stata posta una clausola, che sta molto a cuore alla Russia, sullo scudo antimissile Usa in Europa ed, in particolare, sulla sua dislocazione in Bulgaria. A replicare era stato il ministro degli Esteri russo che assicurò che la clausola, vincolante, sarebbe stata inserita nel trattato. A dipanare i dubbi potrebbe pensarci oggi la stessa Clinton.

Russia e Usa lanciano, così, un messaggio forte a tutta la comunità internazionale, favorito anche dai nuovi rapporti bilaterali fra i due stati. Il nuovo trattato avrà il fine di mantenere << un livello di deterrenza nucleare sicuro ed effettivo>> come ha dichiarato lo stesso presidente americano Obama. Ma il disarmo nucleare si sposta, inesorabilmente, su nuovi binari: la questione iraniana e coreana e la tensione, sempre presente, fra India e Pachistan, non permettono, comunque, di dormire sonni tranquilli.

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