Si stringe il cerchio attorno al nuovo boss di Cosa Nostra. arrestato il fratello e altri 18 fedelissimi. I rapporti con lo 007 Svetonio.
TRAPANI, 16 MARZO. Le Squadre Mobili di Trapani e Palermo hanno eseguito diciannove fermi emessi dalla procura Distrettuale Antimafia del capoluogo siciliano, al fine di smembrare la rete di complicità attorno al nuovo boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro. L’operazione Golam 2, condotta nelle campagne di Catelvetrano, paese natio del super latitante, ha visto impegnati circa 200 uomini, con l’ausilio di unità elitrasportate, ed ha prodotto arresti eccellenti, accusati, a vario titolo, di danneggiamenti, estorsioni, associazione mafiosa, favoreggiamento personale e trasferimento fraudolento di società e valori.
A finire in manette sono anche uomini legati da vincoli di parentela con Matteo Messina Denaro. Alcuni congiunti e il fratello Salvatore, suo braccio destro, definito dagli appartenenti all’organizzazione, in conversazioni intercettate dagli inquirenti, “un cristianu giustu”. E’ lui, chiamato “testa dell’acqua” per il particolare prestigio di cui gode, ad organizzare summit, decidere gli appalti per le grandi opere fra le famiglie siciliane, a programmare estorsioni e “spedizioni punitive” nei confronti dei “creditori”.
Fra i fiancheggiatori sono stati arrestati anche i reggenti delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara, Marsala, Partanna e Castelvetrano. Finito in carcere anche il “decano”della mafia trapanese, Antonio Marotta, uno dei componenti più attivi della banda di Salvatore Giuliano.
I fedelissimi avevano il compito di ricercare covi sicuri e confortevoli e di recuperare e recapitare la corrispondenza con il quale il boss dava ordini e disposizioni, riuscendo, anche da latitante, a mantenere stretti rapporti con le famiglie siciliane, determinando, quindi, la nuova struttura organizzativa di Cosa Nostra dopo gli arresti di Riina e Provenzano. Riuscendo a recuperare alcuni “pizzini” e con l’ausilio delle intercettazioni, gli inquirenti sono riusciti a smascherare ,anche, una fitta rete di legami mafiosi volti al controllo degli interessi economici del territorio mediante la spartizione degli appalti, la richiesta di tangenti e il sostegno alle famiglie dei detenuti.
Fra le “corrispondenze” intercettate, anche un fitto scambio epistolare fra il boss Messina Denaro e l’ex sindaco di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, alias “Svetonio”, legato ai Servizi segreti. Personaggio controverso, componente della Loggia Francesco Ferrer, è stato anche arrestato, nel 1977, per traffico di stupefacenti. L’insegnante che per “ragioni di Stato” non rientra nei provvedimenti emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, svolgeva un doppio ruolo: se da un lato aveva frequenti “scambi” con il boss, dall’altro, ne comunicava i contenuti al Sisde. Nel 2007, tuttavia, il suo “tradimento” fu smascherato dalla rete di protezione di Matteo Messina Denaro che sentenziò la sua “condanna a morte” in una lettera firmata dallo stesso super latitante: <<Ha buttato la sua famiglia in un inferno…>> scrive il boss a Svetonio, <<…la sua illustre persona fa già parte del mio testamento…in mia mancanza verrà qualcuno a riscuotere il credito che ho nei suoi confronti>>.

Arrivano i soldi da destinare alla lotta alla criminalità organizzata
Pubblicato da Marco Federico Dom, 02/05/2010 – 17:27 (Q.net blog dei lettori)
Arrivano i soldi da destinare alla lotta alla criminalità organizzata Il Ministro Maroni, sta procedendo secondo quanto prestabilito dal “pacchetto sicurezza” con la legge del 6 agosto 2008-n° 133 – con la quale è stato istituito il FUG (Fondo Unico Giustizia) dove confluiscono i soldi sequestrati alla mafia con relativi proventi ricavati dai beni confiscati.Il Presidente Berlusconi, ha firmato il decreto che permette di assegnare le quote al FUG con un 50% al Ministero della Giustizia e un 50% al Ministero dell’Interno. Questo “fondo cassa” è destinato a diventare uno strumento attivo del governo nel contrasto alla criminalità organizzata:la sicurezza e la giustizia lo richiedono a gran voce!Viviamo questi tempi con la consapevolezza che ci sono molte cose che non vanno tralasciate, come ad esempio la disoccupazione. La mancanza di lavoro, può generare nel tempo un canale di proliferazione ed affiliazione alla Mafia SPA e diventare espansione incontrollata, crescita rapida di adepti. Ancora oggi, come nel passato, quasi sempre il sud è preso di mira in particolar modo nelle regioni: Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, dove la criminalità organizzata ramifica ed intimidisce. Mentre si arricchisce la multinazionale del crimine organizzato: sembra che fatturi addirittura i 50 miliardi di euro l’anno, grazie all’usura, al racket, all’abusivismo edilizio, all’abigeato, e quant’altro… Si suddivide in varie direzioni, quindi si dirama su strade diversificate (compresa quella telematica) in cui incontra altri sistemi di criminalità organizzata, creando così una fitta ragnatela.Chi pensa che non vi sia collegamento tra i vari sistemi di terrore si sbaglia perchè è una grande rete di collegamento criminale, navigano in internet si scambiano informazioni, fanno propaganda occulta, pattuiscono e lanciano servizi di lavoro e guadagno facile, molto spesso si celano in agenzie di servizi vari…La polizia postale di certo ha molto da monitorare nell’era del web.
FA BENE IL MINISTRO MARONI AD NON ABBASSARE LA GUARDIA…Quando qualcuno pensava e diceva che forse si stava esagerando con l’allarmismo, oggi si deve ricredere, perchè i risultati danno ragione al Ministro Maroni che, con tutti gli addetti ai lavori, Forze dell’Ordine e vari Dipartimenti dei servizi investigativi, sta ottenendo molti successi professionali, che spesso ci salvano la vita, oltre che salvare il patrimonio culturale del nostro Paese.Gli studenti espulsi dal Viminale, che frequentavano l’università di Perugia, pare avessero piante topografiche delle città con ralativo materiale informatico e foto di monumenti italiani. Insomma pronti a colpire! Anche questi fanno pensare ai SELF-STARTER, a coloro che agiscono in solitudine ma che in realtà sono affiliati ad Al Qaeda. Non abbassare la guardia significa monitorare costantemente i flussi di entrata ed uscita nel nostro Paese, attraverso un attento lavoro di intelligence. Sono tra noi e non sono extraterrestri o ufo, bensì individui che come noi escono al mattino e si confondono nell’agglomerato cittadino.Ogni quartiere è un potenziale luogo di transito di potenziali terroristi. Mai come nel nostro tempo ci vogliono “occhi ed orecchie” in aiuto alle Forze dell’Ordine ed alle istituzioni cittadine. La gente non abbia paura a parlare o comunicare anche il più “sottile” sospetto, un gesto o una parola apparentemente insignificanti, perchè non credo che via Pallotta a Perugia, sia così diversa dalle vie di altre città universitarie o zone periferiche italiane… Marco Federico
Ciao Marco Federico,
non vorrei che , questo messaggio “di partecipazione anche a piccoli eventi” che ,provochino uno stato di sospetto più generato dalla paura,che dalla partecipazione alla sicurezza Nazionale. Questo può accadere nelle piccole e medie città,ma nelle grandi come Roma,Milano,Torino,Bologna,ecc… vige più un senso di indifferenza,che di coinvolgimento. Anche qua, però dobbiamo distinguere le aree (nord,centro,sud). Esempio classico: a Milano non ci si conoscce tra vicini,perchè ognuno pensa solo alla propria vita(lavoro,casa,amici). E quindi se si gira per la metropolitana vedi gente che, guarda avanti, concentrata più sulla giornata che dovrà affrontare che, su ciò che il vicino fa. A Roma ,cambia lo scenario.In metropolitana ci si guarda intorno, ci si saluta aspettando di scendere alla fermata.
A Bologna, ci si crede di esser una “Grande Famiglia”, cercando d’aver molto tolleranza verso gli extracomunitari, e così via! Ogni città ha un modo tutto suo di affrontare le problematiche sulla sicurezza, anche se un’avvertenza,un consiglio, una prevenzione deve esser uguale in tutta Italia.
Se scendiamo al sud la problematica si fa ancor più elevata, perchè la “modalità mafiosa,cammoristica, ecc” ,è entrata nel corso del tempo nella vita stessa dei cittadini. Esempio classico: “tutti sanno tutto di tutti” ma nessuno denuncia o la espone apertamente.
Prima di parlare di sicurezza comunitaria nazionale, dovremmo analizzare città per città ,mentaità locali, e così via per poter avviare al meglio il ddl sulla sicurezza. Questo con l’aiuto delle FF.OO,FF.AA, P.S., Polizia Municipale che vivono a stretto contatto con la comunità. So che può sembrare paradossale perchè il ddl è e deve esser uguale per tutti, ma noi stiamo parlando del nostro Paese, dove la divisione non è stata voluta dagli stessi cittadini,ma dai poteri in Alto, ed ora si sta cercando di rimediare ad anni di SUPERFICIALITA’, CLIENTELISMO, AFFILIAZIONE!
Cordiali saluti a tutti