Superata, a livello nazionale, la lista“Alleanza per lo stato di Diritto” del premier uscente. Risultati definitivi a giorni.
BAGHDAD, 17 MARZO. A dieci giorni dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento in Iraq ancora sono poche le certezze. Dopo lo scrutinio di oltre l’ 80 per cento delle schede, continua il testa a testa fra Maliki, il premier uscente che guida “L’Alleanza per lo stato di Diritto” e l’ex ministro Allawi, che, tuttavia, supera, per la prima volta a livello nazionale, il suo acerrimo rivale. Sono oltre nove mila i voti di vantaggio: non molti ma abbastanza per mettere tensione nello schieramento avverso, pronto a richiedere il conteggio dei consensi, denunciando brogli e gravi irregolaritĂ nelle operazioni di scrutinio. Dallo stesso schieramento di Maliki, infatti, arriva un duro attacco alla Commissione Elettorale per aver compiuto una “chiara manipolazione nell’interesse di una lista specifica”.
Dal calderone delle elezioni irachene emerge, comunque, una certezza: nessuna lista sembra in grado di raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi, ben 163, e quindi di poter formare un esecutivo da sola: il sistema elettorale vigente, quello proporzionale, spingerĂ ad ampie alleanze per la formazione del nuovo governo con la possibilitĂ , non tanto remota, di poter anche relegare il partito di maggioranza relativa all’opposizione.
Del testa a testa fra il laico sciita Allawi e il premier uscente, potrebbero approfittarne “L’Alleanza nazionale Irachena”, che raggruppa i partiti religiosi sciiti, e la “Kurdistan Alliance”, nata dalla fusione dei due partiti curdi, che è nettamente in testa in tre province: le due liste minoritarie risulterebbero di fatto indispensabili, ai due candidati, per ottenere la maggioranza dei seggi in Parlamento e formare il nuovo governo.
In realtĂ la situazione non è poi così semplice: dopo le dichiarazioni incandescenti degli ultimi mesi fra i leader delle varie formazioni politiche, i tempi dei negoziati per la costituzione del nuovo esecutivo potrebbero dilatarsi notevolmente rischiando di dare origine ad un pericoloso “vuoto” di potere che potrebbe alimentare le violenze in Iraq. Non resta che attendere l’esito della competizione elettorale: i risultati definitivi, secondo il responsabile della commissione elettorale, arriveranno a giorni.


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