Annunciata e poi smentita la liberazione della moglie di Cicala
Sono stati sequestrati il 17 dicembre scorso dall’organizzazione terroristica di al- Qaida in Maghreb. Sono Sergio Cicale, pensionato della Regione siciliana, di 65 anni e la moglie Filomena Kabouree, trentanovenne, originaria del Burkina Faso. I due vivono a Carini, in provincia di Palermo. Catturati mentre erano in viaggio nella Mauritania del sud per raggiungere il Burkina Faso, il loro minibus fu trovato al confine con il Mali, a pochi chilometri dalla località di N’Eissira. Alla rivendicazione del sequestro fatta dall’Amqui (gruppo locale di al-Qaida), guidato dai fondamentalisti algerini Mokhtar Belmokhtar e Abdelhamid abu Zeid, seguì un ultimatum, con scadenza il primo marzo scorso, con il quale i terroristi richiedevano, in cambio del rilascio degli ostaggi italiani, la liberazione di quattro combattenti detenuti in Mauritania.
Tale richiesta, tuttavia, si scontrò con la posizione ferma del governo mauritano, deciso a “non trattare” con i terroristi mentre un toccante appello fu lanciato dallo stesso Cicala, il 28 febbraio scorso, al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel frattempo, dopo il silenzio seguito allo scadere dell’ultimatum, in questi giorni, il presidente del Comitato parlamentare Schengen ed inviato speciale del Ministero degli Esteri Franco Frattini, Margherita Boniver, è nel Burkina Faso, con l’obiettivo di vagliare e tenere aperta ogni pista possibile per la liberazione degli italiani. Nel pomeriggio di ieri si erano fatte insistenti le voci del rilascio della moglie di Cicala. Fonti vicine ai negoziati ne avevano annunciato la liberazione, insieme alla cooperante spagnola Alicia Gamez, sequestrata da un altro gruppo terroristico locale il 29 novembre scorso. Ma all’arrivo della Gamez nel Burkina Faso, le speranze del rilascio dell’italiana sono svanite, come ha confermato la stessa funzionaria Boniver. Intanto a Carini sale la preoccupazione per la sorte dei due sequestrati e si moltiplicano le iniziative di solidarietà. Nei giorni scorsi, un corteo di cinquecento giovani studenti, organizzato dall’associazione locale “Amico mio”, ha percorso le vie della cittadina siciliana al grido di “Liberate questi innocenti”. La vicenda sembra attraversare un momento di stallo ma non si escludono nuovi sviluppi nei prossimi giorni.
Emanuele Ameruso

“Liberate questi innocenti”
questo è il concetto primario di questa vicenda, ormai viviamo in un mondo di scelte prese a priori senza alcun approfondimento dovuto..è importante programmare e pianificare ed è anche importante pensare alle conseguenze? il perchè è semplice: c’è gente che ogni giorno ci rimette la vita.
Spesso il governo italiano è stato criticato da parte di chi vede i militari o funzionari dello Stato come servi del potere: invece, sono lavoratori, hanno scelto con consapevolezza una professione, che talvolta li porta fuori dalla loro Patria, e purtroppo anche a perdere (in qualche circostanza) la vita per gli altri, in qualche parte del mondo, lontani dai propri affetti…
Per non dimenticare –
KABUL (Afghanistan), 17 settembre 2009 – Sei militari italiani, tutti appartenenti alla Brigata paracadutisti della Folgore, sono morti in Afghanistan in seguito a un attentato kamikaze-
Pubblicato da Marco Federico Ven, 18/09/2009 – 14:04
” MISSIONE SUL TERRITORIO…”
Silenzio per i militari e civili che lavorando per lo Stato combattono, difendono e muoiono,salvando la vita ad altre persone in pericolo.La mia parola “silenzio” è riferita al rispetto che provo per essi,uomini e donne che siano.