Esplode la violenza: decine di morti, alcuni decapitati. Ucciso anche un giornalista.
ACAPULCO, 14 MARZO. Non è bastato il dispiegamento di oltre cinquanta mila militari, nella regione, a sostegno della polizia. Nell’ultimo weekend,infatti, riesplode, con incredibile ferocia, la violenza fra gang locali di narcos, in lotta per il controllo del traffico di droga.
L’ultimo teatro degli scontri è lo Stato di Guerrero, nel sud del Paese ed, in particolare, la città di Acapulco. La metropoli messicana è il centro operativo de “La Familia”, cartello narco emergente, considerato il principale fornitore di droghe sintetiche negli Stati Uniti d’America. Nell’importante centro turistico messicano, nelle ultime ore, si contano tredici morti; fra questi cinque agenti delle forze di sicurezza nazionali mentre le altre vittime, per la maggior parte giovani e probabili appartenenti ai cartelli dei narcos, sono stati trovati trucidati in varie parti della città alcuni, addirittura , decapitati e con le mani legate dietro la schiena. Un segnale inquietante rivolto alla polizia locale e alle gang rivali, destinato a far crescere, ancor di più, se fosse possibile, la tensione nel Messico, da anni sotto scacco dei gruppi criminali dediti al commercio internazionali di droga e di armi. Nella capitale dello Stato di Guerrero, a Chilpancingo, è stato trovato anche il corpo, crivellato dai proiettili, del giornalista Evaristo Solis, corrispondente nella regione per un settimanale, “Vision Informativa”. Il trentatreenne è solo l’ultima di una lunga serie di vittime fra i giornalisti (ben 13 nel solo Messico nel 2009) nelle aree a rischio del globo, come denunciato più volte dalla stessa organizzazione “Reporters Sans Frontieres”. Duri scontri si sono registrati , anche, a Navolato, nello Stato di Sinaloa, dove un gruppo armato ha fatto irruzione in un locale durante una festa, uccidendo otto giovani. La complessa situazione sembra poter degenerare da un momento all’altro.
Le violenze ripetute dei cartelli dei narcotrafficanti hanno portato, negli ultimi anni, ad massiccio esodo della popolazione verso gli Usa. Nelle città la situazione è insostenibile: in alcune metropoli del paese vige il coprifuoco e i giovani preferisco rimanere a casa, rinunciando a frequentare locali e vie cittadine.
La strategia della tensione, quindi, sembra prevalere sull’ingente dispiegamento di forze armate: il Messico è, di fatti, ostaggio delle gang e non sembra profilarsi una soluzione possibile all’orizzonte.

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