Smantellate cellule di al-Qaida a Riad

marzo 24, 2010

Centotredici persone arrestate per aver pianificato attacchi armati. “La nuova tolleranza in Arabia Saudita”. RIAD, 24 MARZO

Le maggiori televisioni di stato saudite hanno mostrato, questa mattina, le immagini esclusive dell’importante operazione, condotta dalle forze di sicurezza nazionale, che ha permesso di sgominare due cellule di attentatori suicidi facenti capo ad al-Qaida nella capitale.

Centotredici persone sono state arrestate e trovate in possesso di un ingente quantitativo di armi e munizioni, probabilmente utilizzato per preparare attentati contro i centri nevralgici del regno, negli ultimi anni.

La maggior parte di loro sono yemeniti e sauditi ma, ad essere coinvolti, risultano anche numerosi stranieri, illegalmente presenti nella penisola araba, e fra questi alcuni eritrei e somali, giĂ  conosciuti dalle forze di sicurezza dei rispettivi paesi di provenienza.

Le due cellule terroristiche, che lavoravano in maniera indipendente senza apparenti legami, erano particolarmente impegnate negli attacchi ai siti petroliferi nel nord del paese. La loro azione prevedeva, anche, riprese video e intercettazioni ambientali nonchĂ© l’addestramento dei terroristi in campi yemeniti.

L’operazione di stamattina conferma gli sforzi immani del governo saudita, soprattutto dopo l’11 settembre, per porre freno all’attivitĂ  di al-Qaida sul proprio territorio. Agli arresti di massa degli ultimi anni, inoltre, sono seguite politiche di dialogo interreligioso basate sulla tolleranza reciproca, che hanno permesso importanti passi in avanti nella lotta al terrorismo globale e nazionale. Lo stesso Re Abdullah, dopo aver posto sotto osservazione i sermoni del venerdì e aver invitato alti esponenti del clero saudita a partecipare a “corsi di rieducazione “ in materia di insegnamento islamico, ha anche istituito una commissione di studio con il compito di procedere ad un aggiornamento dei libri scolastici, al fine di eliminare “passaggi” che possano alimentare le diatribe fra le varie etnie religiose. Un modo come un altro, assicura lo stesso sovrano, per scoraggiare il radicalismo in giovane etĂ .

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