Commando intercettato a sud di Parigi: un arresto, altri quattro terroristi in fuga.
PARIGI, 17 MARZO. Non ce l’ha fatta il cinquantaduenne agente francese rimasto ferito gravemente, nel tardo pomeriggio di ieri, a seguito di uno scontro a fuoco con un presunto commando dell’Eta. Il brigadiere, padre di quattro figli, è morto nella notte in ospedale, dove era arrivato già in condizioni molto critiche.
Il commando è stato intercettato a Dammarie-les-lys, un piccolo centro a sud di Parigi, mentre metteva a segno un colpo ad un concessionario di autovetture. Ma non erano semplici ladri e, soprattutto, alcuni di loro, secondo i testimoni, si esprimevano in basco. Il gruppo terroristico, probabilmente composto da cinque membri, e fra questi sembra esserci anche una donna, ha reagito prontamente ingaggiando un lungo conflitto a fuoco con le forze di polizia francesi. La reazione, non consueta per i “topi d’auto”, conferma l’ipotesi degli investigatori sulla matrice terroristica del commando.
A rimanere a terra, in fin di vita,è stato il brigadiere mentre uno dei sospettati è stato arrestato: nonostante la forze dell’ordine non abbiano ancora chiarito i particolari della vicenda, il quotidiano spagnolo El Mundo sostiene che il terrorista fermato sia il trentacinquenne Joseba Fernandez Aspurz, già noto agli investigatori. In quattro, secondo le indiscrezioni fornite dagli inquirenti d’Oltre Alpe, sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce e sono, tutt’ora, ricercati in tutto il territorio nazionale, come confermano anche fonti dell’antiterrorismo di Madrid.
L’episodio riporta, ancor di più, l’attenzione sulla presenza di cellule terroristiche basche in Francia: dall’inizio dell’anno ben sette militanti baschi sono stati arrestati dalla polizia francese. Fra questi anche Ibon Gogeascoechea, latitante dal 1997, catturato in Normandia e considerato il capo militare del movimento separatista, coinvolto, anche, nel fallito attentato al Re Juan Carlos al Guggenheim Museum di Bilbao.


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