Attacco con mitra e bazooka: tanta paura ma nessun ferito.
OMAN, 2 APRILE
Nonostante le numerose portaerei e navi americane presenti nell’area, il Golfo di Aden continua ad essere sotto scacco dei pirati. In mattinata una nave italiana, la portacontainer Ital Garland, è stata oggetto di un attacco armato da parte di due barche, di piccole dimensioni, con pirati a bordo.
L’episodio è avvenuto a circa trecento miglia dalle coste dell’Oman. Dalle piccole imbarcazioni sono stati sparati colpi di mitra: a bordo i pirati, otto secondo le prime indiscrezioni, avevano anche un bazooka che, fortunatamente, non è stato utilizzato nell’attacco. Il comandante della portaconteiner è riuscito ad eludere l’attacco con alcune manovre a “zig-zag” e numerose accelerazioni, suggerite, in linea diretta, dalla Guardia Costiera. Alcuni colpi di mitra, tuttavia, hanno raggiunto l’imbarcazione sulla fiancata, danneggiando, non seriamente, alcune apparecchiature. A bordo sono presenti ventidue membri dell’equipaggio, di cui nove di nazionalità italiana. Nessun componente risulta ferito.
La Ital Garland sta per essere raggiunta, dopo una tempestiva segnalazione, dalla Etna della Marina Militare Italiana che, al momento dell’attacco, si trovava a circa 300 miglia di distanza. Nel frattempo, dalla sede triestina della compagnia proprietaria della portacontainer, l’ “Italia Marittima”, arrivano le prime rassicurazioni. A rilasciare una dichiarazione, dopo l’insistenza di alcuni cronisti, è stata la segretaria del Presidente della società, Pier Luigi Maneschi: <<tutto è andato per il meglio e non ci sono feriti. Di più non posso dire>>.
Solo la bravura del comandante dell’Ital Garland e dell’equipaggio ha impedito che questo episodio si trasformasse in un caso assai più grave. Servirebbe, per la verità, un piano internazionale più dettagliato attraverso il quale, in modo coordinato e più tempestivo, si possa provvedere ad un’attività di maggiore sorveglianza, di difesa del traffico marino e, perchè no, anche di scorta, qualora ce ne fosse bisogno. La parola, quindi, passa agli organismi internazionali preposti sperando che, gli stati che si affacciano sul Golfo di Aden, facciano, finalmente, la loro parte.


COSA STA SUCCEDENDO NEL GOLFO DI ADEN ?
“La Rosa dei Venti a Dubai, turbine eolica dei finanziamenti mondiali…?”
Attaccato (la mattina del 02 aprile a largo delle coste dell’Oman) container Ital Garland”, un mercantile italiano, il quale grazie ad alcune manovre propizie, è riuscito a sfuggire all’assalto di otto pirati somali. Sono pirati che con piccole imbarcazioni e mitra alla mano sparano alle navi in transito, dalle prime notizie sembra che avessero a bordo anche un bazooka ed un razzo che, per fortuna, non sono stati usati.
Certo è che quest’area marittima sta diventando qualcosa di “anomalo” nel senso che è da tempo che il Golfo di Aden è sottoposto e soggetto ad attacchi pirateschi, nonostante sia entrato in azione l’operazione anti-pirateria dell’Alleanza Atlantica “ocean shield”. Più di un mese fa, una fregata della Nato affondò una nave dei pirati ed è evidente che bisogna rafforzare la sorveglianza e presidiare 24 ore su 24 queste acque del Golfo di Aden e aree limitrofe. I pirati somali sono più che una flotta ormai, il punto è capire da chi sono riforniti e supportati e quale relazione c’è con il business di Dubai, visto il perdurare delle loro azioni piratesche.
I bucanieri spesso sono nuclei formati da meno di dieci persone che, con piccole imbarcazioni, attaccano e tentano l’arembaggio delle navi in transito sia americane che tedesche, francesi, inglesi, italiane e quant’altre ancora…Le acque di Aden sono un punto strategico confinante con l’oceano indiano e lo yemen, sulla costa meridionale della penisola araba. E’ un luogo di transito importante per il petrolio del Golfo Persico che sappiamo quanto esso sia ritenuto vitale per l’economia mondiale. Tutto ha una relazione e un nesso con la stabilità politica delle vicine regioni limitrofe al Golfo di Aden… Non a caso, negli ultimi mesi, persino la Cina ha stabilito una base navale sulle acque di Aden. Proviamo ad analizzare cosa è successo ultimamente nel mondo: la Somalia è colata a picco un anno fa ed Haiti, ancor prima del terremoto, era in una condizione a dir poco disastrosa, mentre ci sono Paesi come ll Sudan, lo Zimbabwe, il Ruanda, il Nepal, l’Indonesia ed altri ancora che peggioreranno sempre più il loro livello ambientale e climatico con il riscaldamento globale. Il mancato attentato (avvenuto il natale scorso) del ragazzo nigeriano addestrato nello Yemen, partito sul volo della Northwest Airlines, (rotta: Amsterdam-Detroit) ha un mandante ben preciso, che ha comunque dimostrato come bloccare la maggior parte degli aeroporti internazionali: ritardi alle partenze, file interminabili, perquisizioni a tutto spiano per garantire la sicurezza di ogni passeggero. Inoltre, i governi dovranno far fronte ad ingenti investimenti per l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati come i “personal scanner”, tutto ciò andrà a discapito dei voli low-cost per cui ci saranno voli più costosi ed anche per motivi di sicurezza molti passeggeri rinunceranno a volare…Saremo più isolati e meno liberi di muoverci. La strategia del terrorismo non è fatta solo di bombe ma anche di coercizione psicologica causata dallo stress e dalla paura degli atti terroristici. Sta cambiando la strategia del terrorismo-globale, Il mutamento in atto è già cominciato da perecchi anni e adesso si entra nella fase di destabilizzazione degli equilibri mondiali.
Nello Yemen nei prossimi anni mancherà una risorsa primaria come l’acqua e man mano sta finendo anche il petrolio. Ben vengano le attenzioni dei Leader mondiali (da G8 a G20), nei riguardi di queste parti del mondo che sono “serbatoi e scintille terroristiche di Al Qaeda”. Si possono intraprendere iniziative corali da parte della comunità internazionale per attuare nei prossimi anni un sistema di politica e prevenzione per la sicurezza di tutti quei Paesi più poveri in cui le risorse del luogo non sono state mai incentivate e sfruttate come si deve o si dovrebbe fare in un Paese civile ed organizzato.
In quest’era globale nella quale tutti sono legati alla crescita e allo sviluppo di ogni nazione, i Potenti della terra, non si possono permettere la “caduta a picco di un Paese” perchè ciò significherebbe rompere gli equilibri mondiali.
La Cina e l’India sono all’avanguardia e l’Africa è a portata di mare…
Marco Federico
Fin quando i governi locali degli Stati che si affacciano sul Golfo di Aden non avranno il pieno controlle del proprio territorio, la questione degli attacchi pirati non avrà soluzione…le coste dell’Oman, ad esempio, non sono presidiate da alcuna autorità locale e diventano i punti di partenza di efferati attacchi. Non basta controllare le acque! I pirati hanno necessità di “zone d’ombra” , di luoghi di attracco e sbarco.