L’emittente statunitense Abc: il fisico nucleare iraniano è negli Usa e collabora con i servizi segreti.
WHASHINGTON, 2 APRILE
Partì per un pellegrinaggio alla Mecca nel giugno scorso e da allora non si hanno più sue notizie. I familiari denunciarono, preoccupati, la sua scomparsa. Seguirono duri scambi di accuse fra l’Iran e l’Arabia Saudita. Il protagonista del mistero è Shahram Amiri, fisico nucleare iraniano, docente presso l’Università Malek Ashtar, legata alla Guardia Rivoluzionaria, e illustre studioso dell’uso medico (ndr) degli isotopi radioattivi per l’Organizzazione dell’Energia Atomica Iraniana.
Da ieri, tuttavia, sui media statunitensi, circolano varie indiscrezioni, secondo gli esperti, fondate, su una sua presenza negli Stati Uniti d’America e sulla sua collaborazione con la Cia. Ad annunciarlo, fra gli altri, anche l’emittente statunitense Abc. La sparizione di Amiri, infatti, rientrerebbe in un piano segreto dei servizi Usa, denominato “fuga di cervelli”, per “assoldare” scienziati iraniani al fine di prevedere e , eventualmente, anticipare, le mosse di Teheran e la temuta minaccia nucleare.
In base alle informazioni trapelate anche dai servizi segreti di alcuni stati europei, Amiri sarebbe stato contattato in Iran da alcuni agenti intermediari della Cia che avrebbero organizzato, nel massimo riserbo, il piano di “fuga” verso gli Usa. Lo stesso fisico nucleare sarebbe stato lungamente interrogato dalla Cia, appena raggiunto il suolo statunitense, svelando importanti particolari sul programma nucleare iraniano. Infatti, sarebbe proprio grazie ad Amiri che gli Stati Uniti sarebbero venuti a conoscenza del progetto, in stato avanzato, di costruzione di un secondo impianto per l’arricchimento dell’uranio a Qom, cittadina a sud della capitale dello stato islamico.
Quello di Amiri non è il primo caso (e probabilmente non sarà l’ultimo) di coinvolgimento della Cia nelle misteriosi sparizioni di “cervelli” iraniani. Anche il “The Telegraph”, negli ultimi giorni, ha avvallato la teoria del piano dei servizi statunitensi: il prestigioso quotidiano britannico sostiene, infatti, che “vittima” di questa strategia sia stato anche l’ex viceministro della Difesa, Ali Reza Asgari, generale della Guardia Rivoluzionaria e scomparso l’anno scorso durante un viaggio ad Istambul. L’ipotesi più plausibile, tuttavia, è che la Cia sia sostenuta in questo “programma” dai servizi dell’Arabia Saudita. Fonti governative iraniane confermano che nei prossimi giorni verranno fornite le prove di un eventuale coinvolgimento saudita. I media occidentali, e non solo, attendono impazienti ulteriori sviluppi.
Emanuele Ameruso

Il Generale Suleiman uomo chiave nel Medio Oriente
Il Direttore EGIS Gen. Omar Suleiman è sicuramente un uomo fondamentale nella lotta al terrorismo. Dall’aspetto tipicamente “english”, Omar Suleiman laureato in Scienze Politiche, nel 1980 ha seguito un master presso Ain Shams-Università del Cairo – Successivamente diviene Direttore dell’Intelligence Egiziana (EGIS), quindi interlocutore fondamentale per tutte le questioni riguardanti la sicurezza in Medio Oriente e nel rapporto tra l’Egitto e gli Stati Uniti. E’ stato cruciale nell’azione di mediazione tra Palestinesi ed Israeliani, nonchè con Hamas per far cessare l’ultimo conflitto a Gaza. C’è chi lo vede bene nel dopo Mubarak, potrebbe essere preferito al figlio Gamal Mubarak nella corsa alla Presidenza, in quanto negli ultimi quasi trent’anni di governo, il Generale, è stato ed è tuttora uno dei più affidabili uomini di potere non solo d’Egitto…E’ un uomo di raccordo con le diverse diplomazie estere e, tramite le ambasciate, con gli uomini di riferimento dislocati sul luogo. Riesce ad essere interattivo nell’attuare azioni di contrasto al terrorismo internazionale. Un uomo di esperienza che conosce sia le procedure d’azione militare che diplomatiche: potrebbe essere il nuovo Leader Politico dell’Egitto con delega per le questioni Medio-Orientali. Marco Federico