MI5: via gli 007 che non sanno usare internet

aprile 1, 2010

Jonathan Evans: <<Il potenziale di internet non viene utilizzato quanto si potrebbe>>.

LONDRA, 1 APRILE

Ha il sapore di una vera e propria rivoluzione quella annunciata dal direttore dei servizi segreti di Sua Maestà, Jonathan Evans, dinanzi alla commissione parlamentare inglese per i servizi segreti e la sicurezza. L’effetto della digitalizzazione e della diffusione mondiale di internet avrà, quindi, ripercussioni importanti anche sull’intelligence britannica, dopo aver mutato abitudini e fornito nuovi importanti strumenti per gli agenti di mezzo mondo.

Secondo il Daily Telegraph, infatti, molti veterani dei servizi segreti britannici, disconoscono le enormi potenzialità di internet e dei social network, portando ad una declassamento complessivo dei reparti informatici del MI5. La soluzione a tale problematica, secondo il direttore Evans, consiste nello svecchiamento dell’intelligence d’Oltre Manica: gli “anziani” 007 verranno quindi coinvolti in un piano di esuberi obbligatori, godendo di un “ricco” pensionamento anticipato. Inoltre, è già iniziato una campagna di reclutamento per nuovi giovani spie, in particolare donne, dai 20 ai 30 anni.

Sembra che nel prossimo anno saranno seicento i nuovi 007 assoldati ai servizi segreti di Sua Maestà che si aggiungeranno ai 2.500 agenti già esistenti. <<Oltre ai reparti informatici>> aggiunge Evans, <<verrà potenziato il settore investigativo>>. Sono già online i moduli e gli annunci di lavoro per gli aspiranti 007: il ministero degli Interni spera di avvicinare nuove reclute al mondo dello spionaggio facendo leva sulle tante storie (e alcune leggende) che ruotano, da sempre, intorno al MI5, considerato uno dei servizi segreti più efficienti e moderni del pianeta.

3 commenti per MI5: via gli 007 che non sanno usare internet

  1. marco federico on aprile 5, 2010 at 1:59 pm

    ” Lo specchietto delle allodole…”

    ” Lo specchietto delle allodole…” Chiamiamola pure guerra cibernetica e di sicurezza online a livello mondiale. A distanza di due anni e due mesi dopo l’attacco ai server del governo di Estonia, pare da fonti di addetti ai lavori, esperti in informatica, che il peggio debba ancora arrivare. Non siamo ancora entrati nel cuore del problema della privacy e del pubblico, e forse, non è nemmeno un film di fantascienza, perchè il computer esiste e, mentre navighi tranquillamente in internet, è sufficiente un tuo input per azionare ed aprire “una porta di accesso” che può rivelarsi uno ” specchietto per le allodole”. Attenzione, quindi, alle abitudini di navigazione perchè anche queste potrebbero essere tracce o veicolo per intrusione altrui…Non serve la password quando la rete diventa leggibile tramite il tuo IP (internet protocol). E’ la via di casa tua, il tuo numero di telefono personale, il tuo timbro vocale, la tua impronta digitale…E’ un mercato cibernetico, ci sono “i timonieri, i nocchieri e i piloti”, alcuni di essi sono addestrati alla diffusione di “programmi malvagi” ovvero ” malware”. Marco Federico

    ” I nemici in casa?…”

    Internet uno strumento straordinario… Gli hacker, chi sono in realtà?Sono forse lupi travestiti da agnelli ? Entrano in casa tua senza bussare nemmeno alla tua porta, in quanto sei tu stesso ad aprire ? O, forse, non bussano nemmeno alla tua porta, ne entrano dalla finestra, semplicemente, sono come “virus multiformi” che si nascondono dentro il “luna park di internet”, non hanno limiti, ne si pongono confini. Internet, con il suo fascino multimediale dinanzi al quale, non solo i giovani, ma anche l’ adulto rimane affabulato, diventa con un semplice input uno strumento di comunicazione di massa molto potente che suo malgrado può diventare incontrollabile e pericoloso in ogni campo e contesto di vita, personale e privata, nonchè sociale e pubblica. 1969: “primi collegamenti di computer tra 4 Università Americane.” Per poi arrivare al 1991, in cui il CERN (Centro Europeo di Ricerca Nucleare ) annunciava la nascita del “WORLD WIDE WEB”. 2010: “oggi gli utenti internet sono 600 milioni in tutto il Mondo.” Marco Federico

    ” SICUREZZA E PRIVACY…”
    CYBERSPACE

    Viviamo in un momento di contraddizione: da un lato si esalta la libertà nei suoi aspetti più oscuri, dall’altro si cerca la sicurezza. l’avvento delle tecnologie sempre più sofisticate hanno modificato i nostri stili di vita, siamo calati in una dimensione virtuale che talvolta si sovrappone alla realtà simulandola, facendoci perdere ” il senso del reale”. Il mondo informatico ha condizionato quindi la nostra vita e, se sotto certi aspetti, facilita il nostro lavoro, sotto altri, ci trasporta in un nuovo territorio ancora inesplorato, pieno di pericoli che non sempre siamo in grado di padroneggiare, che ci rende vulnerabili.

    Queste riflessioni sono la base da cui dovrebbe partire una azione politica efficace che tenda, interpretando la realtà a difendere la comunità con strategie adeguate. Dopo l’11 Settembre gli aspetti tecnici anche elementari assumono una valenza strategica anche a livello politico.

    Il CYBERSPACE, nel quale affluiscono molteplici informazioni e il cui accesso dovrebbe essere riservato al singolo, può purtroppo dare la possibilità ad altri di introdursi nelle sfere private di qualsiasi cittadino. E’una minaccia che riguarda tutti indistintamente…

    Marco Federico

  2. Andrea on aprile 6, 2010 at 5:35 am

    Non sono perfettamente daccordo con il commento precedente. Il Cyberspace va protetto in quanto magnifico strumento di comunicazione e fondamentale anche per la sicurezza. La questione, forse, sta nella difficoltà, visto la recente diffusione di internet, di trovare dei “paletti” legislativi tali da poter garantire, allo stesso tempo, libertà e sicurezza (privacy). Non mettiamo il bavaglio ad internet ma forniamo a tutti gli strumenti necessari affinchè si possano limare, con il tempo, gli aspetti negativi e le contraddizioni che, anche internet, purtroppo, ha.

  3. marco federico on aprile 6, 2010 at 5:52 am

    Condivido ciò che dice Andrea: “ad internet non va messo il bavaglio,” piuttosto va segnalata ogni tipo di anomalia per prevenire e contemporaneamente fare sicurezza”.

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