La figlia maggiore del dittatore iracheno ricercata dall’Interpool per terrorismo.
AMMAN, 6 APRILE
Ad ordinare la nuova serie di violenze efferate in Iraq sarebbero i dirigenti del deposto regime iracheno. E’ questa la novità, emersa nelle ultime ore, dopo una lunga attività investigativa dell’Interpool. Secondo l’organizzazione della polizia internazionale un ruolo chiave nella vicenda lo avrebbe la figlia maggiore dell’ex Presidente.
Raghda Saddam Hussein è rifugiata,dal 2003 , con la figlia e la sorella, in Giordania, su invito della famiglia reale :da ieri è inserita nella lista nera dell’Interpool con l’accusa di terrorismo e crimini contro la vita. Lo stesso governo iracheno la ritiene responsabile delle recenti stragi che hanno causato centinaia di vittime civili oltre a numerosi agenti delle forze di sicurezza nazionale.
Le autorità giordane sono state informate del mandato di cattura ma, secondo fonti governative, difficilmente procederanno all’estradizione della primogenita di Saddam. Il regno hascemita sembra, infatti, non voler essere coinvolto nella guerra senza confini al terrorismo internazionale, impegnato com’è, da decenni, a stabilizzare le relazioni con gli altri Stati in Medio Oriente.
Già nel 2006, la stessa Raghda Saddam e la madre, furono inserite nella lista dei ricercati dall’Interpool, accusate di favoreggiamento e di finanziamento ad organizzazioni terroristiche.

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