Paura in Irlanda del Nord, autobomba esplode vicino sede del MI5

aprile 12, 2010

Il congegno esplosivo all’interno di un taxi: nessun ferito. Ombre sul processo di pace.

BELFAST, 12 APRILE

Una terribile esplosione ha squarciato il silenzio della tiepida notte di Belfast. Torna la paura in Irlanda nel giorno che avrebbe dovuto rappresentare la svolta epocale nel lungo processo di pace : il passaggio dei poteri di polizia e giustizia dalla Gran Bretagna all’Ulster. Un giorno importante, decisivo, atteso da decenni, per il quale i governi dei due Paesi e le rispettive classi dirigenti politiche, al di là di qualche eccezione, hanno lavorato duramente, senza sosta.

Per tentare di bloccare, speriamo invano, il processo di pace, i terroristi hanno scelto un obiettivo importante, puntando decisamente in alto. L’esplosione, infatti, è avvenuta nei pressi della sede del MI5, i servizi segreti di Sua Maestà, a pochi passi dall’ex base militare di Palace Barracks Holywood.

 

L’esplosivo era piazzato in un taxi: secondo le prime ricostruzioni filtrate dagli inquirenti, un commando armato avrebbe preso in ostaggio la famiglia di un tassista, costringendolo a consegnare la propria auto di lavoro, per poterla poi posizionare, senza produrre molti sospetti, dinanzi l’ex base militare. La polizia irlandese ha ipotizzato, sin dal primo momento, che l’attentato sia stato organizzato da un gruppo di repubblicani contrari al processo di pace fra cattolici e protestanti. Tale teoria è avvallata da una rivendicazione, ancora sotto il vaglio degli inquirenti, da parte di un irriducibile gruppo armato repubblicano, la Real Ira. Alle indagini stanno collaborando anche i servizi segreti britannici. Si attendono nuovi sviluppi nelle prossime ore. Nell’esplosione sembra esser rimasto ferito, non gravemente, un anziano, ora ricoverato in buone condizioni all’ospedale di Belfast.

Unanime si è levato, dal mondo politico e non, lo sdegno nei confronti del barbaro episodio di violenza. Il Ministro per l’Irlanda del Nord, Shaun Woodward, ha ribadito che il processo di pace non si fermerà a causa <<dei pochi criminali che non accettano la volontà della maggioranza della popolazione>>. La speranza è che Woodward sia un “buon” profeta. In molti, in Europa, attendono con impazienza la fine di un incubo che dura, oramai, da decenni.

Emanuele Ameruso

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