Gli overstayers ed i flussi migratori nell’area della globalizzazione

luglio 20, 2010

Di questi tempi è importante sottolineare il concetto dei “flussi migratori nell’area della globalizzazione”.

Le migrazioni sono sempre state “il termometro” dellevarie fasi storiche che caratterizzano e manifestano anche l’attuale situazione delle politiche di pianificazione di dissenso e di restrizione da parte degli Stati.** Prendiamo atto dei movimenti di persone che avremo nei prossimi decenni, focalizzando l’attenzione su “COME FARE SICUREZZA E INTEGRAZIONE…” Sono due facce della stessa moneta, bisogna decidere quali sono gli strumenti efficaci per “coniare questi due aspetti” nel rispetto della legge, “NEL TEMPO DELLA PLURALITA’ “.

IL PACCHETTO SICUREZZA sarà riconosciuto nel tempo, come il “fulcro della politica di integrazione”.

Detto ciò, ritengo sia necessario fare una netta distinzione tra chi viene nel nostro Paese per delinquere e chi invece ha veramente il desiderio e la volontà di integrarsi e lavorare sul nostro territorio ed aspira alla cittadinanza sociale e politica. Come già avviene in altri Paesi d’Europa, anche in Italia ci saranno sempre più stranieri che si stabiliranno sul territorio e parteciperanno alla vita democratica.

Proprio in questi giorni, il Ministro Maroni, ha evidenziato che, in prossimità del periodo estivo, nonchè in concomitanza della chiusura del centro di espulsione di Lampedusa,  l’aeroporto di Malpensa potrebbe essere uno “dei nodi principali dell’immigrazione clandestina per  via aerea in Europa”. Il Senatore Mantovano, ha invece sottolineato che purtroppo una volta eliminato il “visto con la direttiva euopea”, il “finto turista” può entrare in Italia con una formale autoattestazione in cui si impegna, entro e non oltre i 90 gg. ad uscire dal territorio. Ha poi ribadito, che ” GLI OVERSTAYERS che rimangono nel nostro Paese, sono il pericolo numero uno”.

autore: Marco Federico

2 Responses to Gli overstayers ed i flussi migratori nell’area della globalizzazione

  1. marco federico on luglio 21, 2010 at 5:24 pm

    In prossimità delle vacanze estive:

    gran parte degli immigrati entrerà nel nostro Paese in modo regolare e parecchi diventeranno “clandestini”.

    • marco federico on luglio 23, 2010 at 6:02 am

      ” INTERNET POINT… ”
      (centro multiservizi). Sicuramente sono dei luoghi che offrono una vasta gamma di prodotti e servizi digitali, punti di riferimento per coloro che si trovano fuori sede per lavoro, turisti di passaggio o, comunque, persone che non hanno il computer a casa e frequentano questi centri abitualmente. Curioso il fatto accaduto recentemente al medico milanese, Mario Dalbuono, il quale sembra essere stato vittima di una truffa, pare proprio in un “Internet Cafè”, in quanto è stata utilizzata la sua identità per “regolarizzare un immigrato” e fargli ottenere il lavoro e di conseguenza il permesso di soggiorno.”Dall’agosto del 2005 in Italia gli Internet Point sono soggetti alla normativa antiterrorismo (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale N. 190 del 17 Agosto 2005), in base alla quale ogni cliente che accede ad internet in un internet café deve essere censito dal titolare del locale il quale ha anche l’obbligo di usare un software che tenga traccia dei siti visitati dai clienti.”
      Evidentemente questa normativa da sola non è sufficiente a garantire la tutela e la sicurezza dei dati rilasciati dal cliente che usufruisce di questi servizi, sicuramente di grande utilità, ma che andrebbero monitorati in maniera più capillare…

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