L’inosservato che osserva: l’hacker Julian Assange

luglio 27, 2010

di Marco Federico:

Ovvero Julian Assange, ex hacker australiano che tramite il sito WIKILEAKS di cui è fondatore, ha reso pubbliche dal 2007 ad oggi, oltre 90 mila DOC “classificati e riservati” senza mai comunicarne le fonti…

Senza perifrasi, questo signore praticamente è entrato nelle stanze segrete che contano (cartelle di file riservate ai soli addetti) ed uscito dalle finestre di internet, per sfamare l’informazione e la disinformazione che opera sulla rete…Forse è arrivato il momento di cominciare a capire che esistono oltre agli hacker anche i “cracker” o meglio i criminali informatici. Gli hacker in questo caso sono coloro che per deformazione professionale si divertono a smanettare e sin dagli anni cinquanta, si sono divertiti a frequentare  i cosidetti “tunnel sotterranei” nel continuo tentativo di “aprire varchi”. Li chiamavano hacking.

Ora la domanda è se Julian è tuttora un hacker o qualcos’altro? Inoltre, perchè tre organi di stampa rinomati come ” New York Times, Guardian e Dear Spiegel” hanno deciso di pubblicare  adesso e non prima questi documenti militari riservati?

Adesso siamo in stato di allarme perchè queste nuove rivelazioni possono mettere a repentaglio non solo la sicurezza della NATO, ma lo stesso Afghanistan.

Ci sono documenti rilevanti e non rilevanti, il punto è capire chi ha messo in moto questa “macchina mediatica” che a quanto pare evidenzia anche il “doppio gioco” del Packistan nei confronti degli Stati Uniti. Vi è una strategia comune intrapresa nel contrasto al terrorismo e in tutto questo non tralasciamo la questione Al Qaeda, che per taluni è come se non esistesse più, mentre sembra che al nord della Somalia, continuino a fare proselitismo Jihadista. A tal proposito,  Mr Julian Assange, che notizie ha sulla Somalia e l’orrore che si nasconde all’interno?

E cosa ci dice degli interessi ed intrighi di Dubai o del continuo traffico marino nel Golfo di Aden…?

20 commenti per L’inosservato che osserva: l’hacker Julian Assange

  1. sm696 cesar on luglio 28, 2010 at 2:58 am

    Vorrei entrare a far parte dei servizi segreti italiani.
    Quali sono le procedure.
    Grazie
    M.

  2. michele on luglio 28, 2010 at 10:06 am

    … Basta andare sul sito e far vedere chi sei .. compili il questionario , ti inviano una mail ..compili il tutto e buona fortuna

  3. Elisa on luglio 28, 2010 at 5:04 pm

    Ciao sm696,
    non è così facile come la dice il sito!Perchè c’è ancora gente che aspetta la chiamata,…e chissà se arriverà! ;)
    Ci voglion Santi in Paradiso!
    Ciao

    • Salvatore on agosto 23, 2010 at 12:16 pm

      tempo fa un santo ci fu …
      chissa se c’è ancora o se è ormai pensionato
      ma magari una parolina potrà
      ( Area Riservata – “Doctrinas Bello Aptare” — To

      • Marco. on agosto 24, 2010 at 5:48 am

        Ciao Salvatore,

        “Sotto lo scudo su di un caniglio d’argento è riportato il motto “Doctrinas bello aptare”, che sintetizza le finalità dell’Istituto e che già appartenne alle “Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazione”, ossia al più antico degli Istituti dai quali discende l’attuale Scuola di Applicazione.”

        Spero di trovare al più presto il tempo per andare a Torino e visitare l’Istituto di Studi Militari dell’Esercito.

        A presto

  4. marco federico on luglio 29, 2010 at 10:22 am

    L’Iran sponsor del terrorismo internazionale, rivela Wikileaks
    L’analisi di Christian Rocca

    (Informazione che informa)

    Testata: Il Sole 24 Ore
    Data: 28 luglio 2010
    Pagina: 9
    Titolo: «Nei file segreti l’asse Iran-Talebani»

    Barack Obama ha scelto il Giardino delle rose della Casa Bianca, ieri a mezzogiorno, per dire agli americani di essere molto preoccupato per la massiccia fuga di notizie sulla guerra in Afghanistan. Il presidente però ha confermato che i documenti riservati finiti su Wikileaks non svelano niente che non fosse già di pubblico dominio. La stessa cosa, la sera precedente, aveva detto il portavoce del Pentagono (che ha confermato l’apertura diun’inchiesta penale). Obama, insomma, prova a non perdere la calma, a mettere una pezza alla beffa subita da un sito internet pacifista e a sminuire l’importanza delle rivelazioni.
    Entro la settimana la Camera bassa di Washington dovrà votare un ulteriore finanziamento da 60 miliardi di dollari richiesto dal Pentagono per affrontare le maggiori spese correnti della guerra in Afghanistan. Il testo è stato già approvato dal Senato, ma l’impatto mediatico di Wikileaks potrebbe aver complicato le cose, almeno stando all’interpretazione che dà la prima pagina del New York Times (il giornale che ha ricevuto in anteprima i 92mila documenti riservati). Gli analisti di politica interna sono decisamente più ottimisti, così come il Washington Post. Ma l’intervento di Obama al Giardino delle rose dimostra che il presidente non può dare per scontato il consenso dei suoi concittadini a una guerra che sembra non finire mai. Ieri, tra l’altro, uno dei due soldati americani spariti nell’area a sud di Kabul è stato ritrovato morto.
    Un aiuto indiretto a Obama però potrebbe arrivare da una lettura più attenta di alcune delle carte diffuse da Wikileaks. Il Wall Street Journal,tra gli altri,ha concentrato l’attenzione su quei rapporti militari e di intelligence diffusi dal sito pacifista che proverebbero una collaborazione molto più ampia di quanto si sospettasse tra Iran, al-Qaeda, i talebani e altri gruppi estremisti sunniti.
    Tra i novantaduemila documenti che nelle intenzioni di Wikileaks avrebbero dovuto provocare una sollevazione popolare contro la guerra in Afghanistan, in realtà ci sarebbero le prove del coinvolgimento diretto degli ayatollah iraniani nelle operazioni terroristiche internazionali. In uno dei rapporti resi pubblici da Wikileaks, scrive il Wall Street Journal, si parla addirittura del ruolo svolto dall’Iran per facilitare una compravendita di armi tra la Corea del Nord e al-Qaeda, attraverso il terrorista afghano di stanza in Pakistan Gulbuddin Hekmatyar.
    Questi documenti, come tutti gli altri, sono da prendere con le molle. Sono certamente autentici, ma spesso contengono informazioni per sentito dire, analisi non corroborate da fatti e informazioni incomplete. Ma se le verifiche incrociate confermassero la veridicità delle informazioni sulle attività congiunte tra Iran, Corea del Nord, talebani e al-Qaeda, i militanti di Wikileaks potrebbero non solo aver inconsapevolmente aiutato Obama, ma addirittura riabilitato il suo predecessore George W. Bush. Era stato Bush, infatti, a parlare tra mille polemiche di asse del ma-le, di un’alleanzadi fatto tra i regimi sponsor del terrorismo internazionale che comprendeva l’Iran e l’Iraq, l’Afghanistan e la Corea del Nord. Molti esperti e commentatori, allora liquidarono le parole di Bush come propaganda bellica: non tenevano conto delle differenze religiose tra gli sciiti e i sunniti, tra gli iracheni e i qaedisti. Queste carte, invece, raccontano una raltà diversa. Nonostante le rivalità storiche e religiose, iraniani e talebani, terroristi sciiti e sunniti, collaborano, fanno affari, uccidono. Anche questa, in realtà, non è una novità. Sono anni che i generali americani impegnati sul campo, da David Petraeus a Ray Odierno, raccontano ufficialmente di questa santa alleanza islamista. Adesso, forse, c’è anche la conferma di Wikileaks.

  5. M.F. on agosto 14, 2010 at 1:00 pm

    Entro fine agosto, primi di settembre, Julian Assange renderà noto degli altri 15.000 doc. riservati…

  6. M.F. on agosto 20, 2010 at 6:47 am

    Pubblicato da Marco Federico Sab, 17/04/2010 – 17:32
    La carta copiativa…ne conosciamo la funzione, sappiamo che è un foglio che viene frapposto tra ciò che si scrive e la copia che si produce…Nell’era dell’informatizzazione, anche un hacher, potrebbe essere utilizzato per creare copie di documenti sensibili, la cui riservatezza è di massima importanza. Per esempio, nel gennaio 2010, appunto un hacher, appartenente ad una rete terroristica, pare abbia dirottato ingenti somme di denaro, via internet, verso conti correnti sconosciuti. Inoltre, si dice, che abbia distrutto dossier segreti del Dipartimento americano della Difesa… Marco Federico

    • Elisa on agosto 21, 2010 at 9:32 am

      Ciao Marco,
      ora si ritorna alla solita vita!..Ben tornato!Vedremo cosa salteranno fuori da questi nuovi 15000 doc.!!!
      a presto

      • Marco. on agosto 21, 2010 at 2:42 pm

        Ciao Elisa,
        mi fa piacere leggerti, see you around…

        • Elisa on agosto 22, 2010 at 6:31 am

          Ciao Marco, sempre…
          a breve dovrebbero arrivare nuovi scritti, ne tratteremo come sempre
          A presto

          • Salvatore on agosto 23, 2010 at 12:13 pm

            Marco & Elisa
            interessi?

  7. M.F. on agosto 20, 2010 at 6:48 am

    Pubblicato da Marco Federico Sab, 17/04/2010 – 17:32
    La carta copiativa…ne conosciamo la funzione, sappiamo che è un foglio che viene frapposto tra ciò che si scrive e la copia che si produce…Nell’era dell’informatizzazione, anche un hacher, potrebbe essere utilizzato per creare copie di documenti sensibili, la cui riservatezza è di massima importanza. Per esempio, nel gennaio 2010, appunto un hacher, appartenente ad una rete terroristica, pare abbia dirottato ingenti somme di denaro, via internet, verso conti correnti sconosciuti. Inoltre, si dice, che abbia distrutto dossier segreti del Dipartimento americano della Difesa…

  8. Elisa on agosto 24, 2010 at 9:45 am

    Ciao Savatore,
    studio all’Università e mi diletto a rispondere a certi argomenti. Io un salto a Torino non riuscirò a farlo,ma spero che tu voglia entrar più di frequente in questo sito e ,commentare con noi certe notizie e/o eventi!
    A presto

  9. Fortitudo on settembre 4, 2010 at 9:49 am

    Allora Julian, sono impaziente di leggere gli altri doc. riservati…

  10. Video Barbam on settembre 4, 2010 at 9:53 am

    Sono anch’io in attesa di queste rivelazioni così strategiche che ci condurranno alla veritàààààà

  11. Elisa on settembre 4, 2010 at 1:23 pm

    Le straegie militari ed i rapporti devon rimanere nei cassetti di chi sa tenerli chiusi.Hai cittadini “normali” non interessano,perchè si accontentano di news,in qua e in là,…la loro guerra è ogni giorno per altri prblemi.
    Interessano ai gruppi terroristici,ad ex militari che addestrano truppe sovversive,e così via!

    • Fortitudo on ottobre 27, 2010 at 1:22 pm

      Pare che anche i Russi siano “sotto tiro” per l’annuncio imminente di Wikileaks, secondo cui ci sarebbero notizie scottanti che riguardano Mosca.
      Non si fa attendere la risposta immediata dei Servizi Segreti Russi dell’FSB che, senza perifrasi, addirittura “prospettano la chiusura del sito” di proprietà di Julian Assange.

  12. Plus on ottobre 27, 2010 at 3:07 pm

    Wikileaks è un’organizzazione internaziomale, ora il punto è chi gli passa le informazioni con relativi doc. riservati?
    Chi verifica la veridicità ?
    Non credo che sia così facile oscurare il sito di Julian Assange.
    Credo che il titolo di questo articolo sia proprio emblematico:”l’inosservato che osserva”.
    Chi è lo scudo dell’inosservato?

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