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A tu per tu con un esperto…

Quattro chiacchiere con il Signor Francesco Polimeni, Responsabile commerciale della Polinet srl: azienda specializzata nel settore della sorveglianza e controsorveglianza elettronica, in particolare per la vendita online B2C

-Intervista di Marco Federico – (comunicazione@servizisegreti.com)

Domanda:

Signor Polimeni, lei proviene dai reparti della Polizia di Stato, dove ha prestato servizio dal 1983 al 1990, cosa l’ha spinto a lasciare il lavoro di agente ?

Risposta:

Mi ha spinto l’interesse al settore della “tecnologia investigativa”, pratica, che nella Polizia di Stato, in quel periodo, era riservata a pochi eletti. Ho deciso di lasciare il servizio per potermi avvicinare di più al mondo delle investigazioni private (anni 90/98). Con l’avvento della Legge sulla Privacy, mi sono dedicato totalmente al settore delle tecnologie investigative, viaggiando in Europa alla ricerca di laboratori dell’ex Urss e Germania dell’Est dove ho trovato un ottimo canale di “approvvigionamento”.

D: La Polinet è stata fondata nel 2001 come ditta individuale, ci può raccontare come è nata l’idea?

R: L’idea è nata nel periodo in cui svolgevo l’attività d’investigatore privato, poiché ricevevo, da parte dei miei clienti, moltissime richieste d’acquisto di prodotti per la sorveglianza audio/video e per le bonifiche da microspie. Così ho costituito la Surveillance Equipment di Francesco Polimeni (anno 2000) poi trasformatasi in Polinet S.r.l (anno 2001) unitamente al sito internet www.spiare.com

D: Le attività operative si svolgono attraverso un punto di vendita a Roma, e diversi siti web, a distanza di anni, la Polinet srl, è diventata leadership nel settore. Come si spiega l’ interesse per questo tipo di apparecchiature particolari ?  Cosa sono i B2C ?

R: Penso che l’interesse per questo genere di prodotti, spesso, scaturisce dalle tante incertezze e dai dubbi che affiorano nei confronti dei propri cari o dei soci in affari, dalla paura di essere ingannati, traditi o spiati e per l’esigenza di avere delle certezze per poter riacquistare la propria serenità.

Inoltre, si può diventare vittima, ad esempio, di stalking o di molestie sessuali, situazioni talvolta difficilmente dimostrabili, perciò con l’aiuto di alcune micro apparecchiature, si ha la possibilità di documentarle tramite riprese video effettuate con microcamere nascoste (magari nel bottone della camicia).

Con Business to Consumer, spesso abbreviato in B2C, si indicano le relazioni che un’impresa commerciale detiene con i suoi clienti per le attività di vendita e/o di assistenza. Questa sigla è utilizzata soprattutto quando l’interazione tra impresa e cliente avviene tramite internet, ovvero nel caso del commercio elettronico.

D: Chi sono i potenziali acquirenti ?

R: Direi tutti: dalla casalinga al manager, alle agenzie investigative, alle forze dell’ordine. Non ho mai chiesto ai miei clienti quale professione svolgono.

D: La vendita di questi strumenti può alimentare certe curiosità morbose ? E’ previsto un controllo nei confronti di chi acquista ?

R: Sicuramente questi strumenti possono alimentare ulteriormente delle curiosità morbose, per esempio nei voyeur. Ma in genere questi soggetti, acquistano dei prodotti economici di minore qualità, provenienti da certi paesi asiatici, noti per l’export di prodotti all’apparenza identici ma di qualità e prezzo inferiore a quelli originali. Il cliente spinto dalla pura curiosità o altri motivi morbosi, raramente è disposto all’acquisto di prodotti costosi e di alta qualità, come quelli proposti dalla ns. azienda.

Non e’ previsto nessun controllo da parte del venditore nei confronti dei clienti.

Il cliente viene comunque avvisato che:

“Gli utilizzi impropri di alcuni prodotti violano la legge del 8-4-74  n. 98; art. 615 bis, 617, 617 bis, c.p.; articolo 226 bis c.p.p sulla riservatezza della vita privata e intercettazioni delle comunicazioni. Pertanto la Polinet S.r.l. DECLINA OGNI RESPONSABILITA’  SULL’ USO ILLECITO DI QUESTE APPARECCHIATURE.”

D: Da un lato si proclamano i diritti alla privacy, e dall’altro si vendono apparecchiature sofisticate di settore, aperte a qualsiasi acquirente. Non le sembra una contraddizione ? E come possono convivere nella nostra società, privacy e spionaggio ? Pare che chiunque possa spiare ed essere spiato…

R: La contraddizione, riguarda tanti prodotti in libera vendita e l’utilizzo della stessa Rete Internet: è comunque sempre decisivo l’uso che ne fa il singolo individuo, nonché la finalità che gli attribuisce. Si pensi soltanto ai cellulari dell’ultima generazione, capaci di effettuare registrazioni audio, riprese video e scattare foto che possono essere inviate, immediatamente, a distanze e destinatari illimitati.

Mentre da una parte ci si batte per difendere la propria privacy, contro la macchina di Google che effettua delle videoriprese delle strade, per offrire il Servizio “Street View”, dall’altra, ci si esibisce nei vari social network fornendo volontariamente moltissime informazioni private che possono essere raccolte e sfruttate  per scopi commerciali oppure da personaggi malintenzionati.

D: Quali obiettivi si propone ancora la Polinet, oltre alla leadership ? O meglio, quali sono le aspettative di Francesco Polimeni ?

R: Le mie aspettive sono: la continua ricerca di nuovi prodotti, velocizzare i processi logistici, avere degli scambi di partnership con i migliori laboratori esistenti al mondo, oltre che cercare di stringere accordi commerciali con nuovi partner.

Polinet s.r.l

Uff. Via Adolfo Albertazzi, 25 – 00137 – Roma

4 Responses to A tu per tu con un esperto…

  1. Fortitudo Rispondi

    Settembre 10, 2010 at 12:11 pm

    Non so perchè, ma mi viene spontaneo pensare all’Emerito Presidente Cossiga, il quale in un preciso periodo storico, gridava (anche se inizialmente molti facevano finta di non sentirlo)che il “Re è nudo”.
    Pensate che da Vespa a “porta a porta” svelo di girare talvolta con un aggeggino in tasca che rilevava l’eventuale presenza di “microfonini occultati” o meglio delle piccole microspie.

    • Fortitudo Rispondi

      Settembre 10, 2010 at 12:15 pm

      Quindi, perchè ci si stupisce tanto?
      Sin dai tempi di ECHELON, la rete mondiale del sistema di intercettazioni sia private che pubbliche (SIGINT), elaborato da Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, e Nuova Zelanda nel quadro del trattato UKUSA.

      • Plus Rispondi

        Settembre 10, 2010 at 12:18 pm

        Questa infrastruttura satellitare è stata insediata ad inizio negli anni sessanta (si era nel periodo della guerra fredda) con la messa in orbita di un gran numero di satelliti spia, ognuno dei quali prese il nome di una differente generazione tecnologica corrispondente ad una cosiddetta costellazione: ne sono alcuni esempi Ferret, Canyon, Rhyolite e Aquacade Ocelot.

        Responsabile di questi progetti è stata la National Security Agency (NSA), la principale agenzia di spionaggio americana che agiva in collaborazione con la CIA e la supersegreta National Reconnaissance Office (NRO).

  2. Video Barbam Rispondi

    Settembre 10, 2010 at 12:23 pm

    Da Wikipedia:

    “ECHELON utilizza le intercettazioni dei cavi sottomarini del genere Aquacade e Magnum per controllare tramite i suoi più importanti centri di invio le trasmissioni di Internet, in particolare lo smistamento di messaggi e-mail.
    Data l’enorme mole di dati sorvegliata, impossibile da analizzare da parte di esseri umani, per intercettare i messaggi sospetti (inviati via e-mail, telefono, fax ecc.) viene utilizzato un sistema basato sull’identificazione di parole chiave e loro varianti, in grado anche di rintracciare l’impronta vocale di un individuo.

    Non si sa molto su come funzioni il meccanismo e di quali coperture goda: quello che è certo è che nel 1997, in seguito al processo di due ragazze pacifiste, in alcuni documenti e testimonianze, la British Telecom ha fatto sapere che tre linee a fibre ottiche (con la capacità di centomila chiamate simultanee ciascuna), passavano per il nodo di Menwith Hill. La vicenda ha fatto capire che non si può amministrare una società di telecomunicazioni senza far parte del tavolo di Echelon. Gli accordi telefonici Echelon sono blindati, obbligano le compagnie telefoniche occidentali ad assegnare la sicurezza della aziende a uomini del controspionaggio. In Italia, per esempio, Marco Bernardini, testimone chiave dell’inchiesta sui dossier illegali raccolti dalla Security Pirelli-Telecom, effettuò intercettazioni per conto di Echelon sull’Autorità Antitrust ed ebbe accesso ai dati sensibili di Vodafone e Wind [2].

    Su ECHELON sono state sollevate, negli anni, numerose interpellanze al Parlamento Europeo, il quale ha aperto una commissione temporanea sul caso.[3] Sempre il Parlamento Europeo, alla vigilia degli attentati alle torri gemelle, deliberò una serie di contromisure per contrastare Echelon.[4]

    In passato si è sospettato che il sistema possa essere stato utilizzato anche per scopi illeciti, come lo spionaggio industriale, a favore delle Nazioni che lo controllano, a discapito delle aziende di altri Paesi, anche se a loro volta aderenti alla NATO.

    Non è stato mai confermato un coinvolgimento in ECHELON della base USA di Gioia del Colle, nota per le vicende legate alla cosiddetta strage di Ustica.

    Panorama dell’impianto di ECHELON a Menwith Hill nel 2005.Praticamente certo è invece il coinvolgimento della base USAF, in realtà controllata dalla CIA[senza fonte], a San Vito dei Normanni presso Brindisi, non più operativa dal 1994 (guarda in GoogleMaps). Nella zona era visibile fino a fine anni novanta la struttura dell’antenna Wullenweber installata, molto simile a quella presente presso la base navale di Rota, in Spagna (guarda in GoogleMaps).
    La base di San Vito era diventata operativa durante la prima metà degli anni sessanta, con un raggio utile di intercettazione delle comunicazioni radio di 2.400 km

    Dieci anni dopo la chiusura della base brindisina, nel 2004, è stata chiusa la base tedesca di Bad Aibling (guarda in GoogleMaps).”

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