di Marco Federico
Un uomo sceso dal nord per andare a contrastare la mafia in Sicilia: non è il Capitano Bellodi di Sciascia, ma un Ufficiale dei Carabinieri, il Generale Mario Mori, attualmente sotto processo, insieme al Colonnello Mario Obinu, per presunto favoreggiamento aggravato a causa della mancata cattura (nel 1995) del boss Bernardo Provenzano.
Oggi, stando ai quotidiani, pare che il capo di imputazione possa cambiare e diventare: concorso esterno in
associazione mafiosa
IL Generale Mori, come sappiamo è colui che guido le indagini che portarono alla cattura nel 1993 del “capo dei capi”, Salvatore Riina. Di certo, non è persona che si ferma dinanzi ad ostacoli di ogni tipo.

Nel Bel Paese, non ci facciamo mancare niente: da un lato, siamo orgogliosi dei nostri navigatori, poeti e Santi, dall’altro, ci sono stati e continuano ad esserci criminali di ogni specie: gente che scioglie i bambini nell’acido, che prima ammazza con ogni mezzo e poi si pente, che dimentica dall’oggi al domani ciò che ha fatto, salvo (con il senno di poi) ricordare chi sono i complici di questo o quell’altro misfatto…Certo, non si deve dimenticare che sono persone, anche se hanno commesso questi terribili crimini, ma altrettanto non bisogna mettere alle spalle le nefandezze che hanno commesso. E’ vero che ogni uomo si può pentire delle proprie terribili azioni perpetrate nei confronti di altri esseri umani, ma altrettanto non si deve cadere dentro un “modus vivendi”, in cui basta dichiararsi pentito ed il resto è fatto: “ogni parola enunciata acquista un diverso significato”. La Magistratura adempie al proprio dovere svolgendo le dovute indagini ed un uomo, che ha servito lo Stato, questo lo sa e vi si affida senza alcuna remora. Auspichiamo che non venga tralasciato alcun particolare di tutta questa vicenda…A mio parere (in alcuni passaggi), ricorda tanto il famoso romanzo di Sciascia (Il giorno della civetta) in cui l’autore con la sua riconosciuta capacità di riuscire ad intuire e leggere i comportamenti, nonchè i gesti e le parole degli “uomini d’onore”, ci invita ad andare oltre la narrazione, a non tralasciare nulla, in quanto esiste una ”verità sottointesa”. La domanda che dobbiamo porci tutti quanti è la seguente: “chi sono gli uomini e chi i quaquaraquà”?
Lo Stato, per fortuna, ha uomini dislocati in ogni apparato istituzionale che, con il proprio senso del dovere, hanno combattuto e continuano a contrastare (talvolta, sacrificando la propria vita) la mafia e la criminalità organizzata. Questa è l’Italia a cui apparteniamo, non certo quella di Don Mariano Arena,
personaggio mafioso ed emblematico, nel racconto di Leonardo Sciascia.



Un caro saluto al Generale Mori, un altro capo di imputazione? Per adesso è solo un’ ipotesi ventilata dai giornali, sull’onestà ed il senso del dovere del Generale non ho dubbi e consiglio alla gente di andare a guardare tutto il suo percorso fatto al servizio delle istituzioni, sempre con abnegazione e spirito di sacrificio per il Paese.
Arrivederci Generale!
” IL FRANCO DI DON VITO? ”
Se penso che neanche Massimo Ciancimino è in grado di tracciare un vero identikit dell’uomo ombra…Allora, mi chiedo se il tanto chiaccherato signor Franco, potrebbe avere altri nomi o, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe anche non esistere…
Mi viene spontaneo pensare ed è (per me) emblematico, ciò che afferma Massimo Ciancimino e cioè che non sappia identificare ancora il “signor Franco”,un uomo ombra del padre. Pare appartenga ai servizi segreti, ma di lui soltanto una foto nella quale qualcun’altro riconoscerebbe l’uomo misterioso che frequentava casa Ciancimino.
Se mi posso permettere, consiglierei oltre che leggere i “misteri della’agenda rossa”, fare un ulteriore sforzo ed excursus del percorso di vita di tutti i mafiosi coinvolti nella stragi di mafia negli ultimi vent’anni.
I miei complimenti a Marco per aver descritto, in un’analisi ben architettata, il quadro che si presenta ai giorni nostri di una società piena di contraddizioni. L’unica cosa che non condivido pienamente è il fatto di affidarsi con fiducia alle Istituzioni, in questo caso particolare, alla magistratura per cui nutro i miei forti dubbi. Se la magistratura fosse stata pura e limpida il Generale Mori non sarebbe stato sottoposto a tale ingiustizia, colpevole solo, a mio avviso, di aver assicurato alla giustizia uno dei più pericolosi capi mafia. Purtroppo questo quadro si ripete troppo spesso, persone che servono con passione e attaccamento al dovere la propria Patria sono invischiate in reati molto spesso immaginari, dettati, forse, da forze occulte di potere. E’ il caso anche della ragazza, Ispettore di Polizia, ex Agente del Sismi, intervistata di recente da Marco Federico. Che dire di più? Occorre sperare e, giocoforza, affidarci alla coscienza dei magistrati auspicando che sia vera ed imparziale coscienza.
L’ex Ministro dell’Interno Nicola Mancino, è stato ascoltato dalla commissione Antimafia, fra le cose dette,pare abbia affermato che l’allora Colonnello Mori, non comunicò a lui della cattura di Totò Riina. Pronta la replica del Generale Mori, il quale conferma che “queste attività rientravano nella sfera delle indagini esclusive della polizia giudiziaria e che quindi non riguardavano in alcun modo la sua competenza politica”.
Mi associo a Fortitudo e condivido le perplessità di Margherita…attenzione! ricordiamoci il caso Gladio dove i Gladiatori sono stati lasciati soli in pasto alla stampa dopo aver servito fedelmente lo Stato.
Un caro e sincero saluto al Gen. Mori.
Non posso purtoppo entrare nel merito della vicenda (sarei troppo di parte), anche perché alcune situazioni non possono essere giudicate esclusivamente dal punto giuridico o politico ma vanno vissute in prima persona (per esempio è notorio che la magistratura non è mai stata in simpatia con i Servizi… e con chiunque per meri motivi professionali gestiva situazioni border-line), a prescindere da tutto. Sono sempre esistiti ed esistono tutt’oggi degli equilibri di cui tutti siamo più che coscenti, senza fare gli ipocriti di turno, quindi è troppo comodo e riduttivo trovare ogni volta il capro epiatorio, senza valutare intere vicende nella loro complessità a 360 gradi. Quando le cose funzionano, daranno sempre fastidio a “qualcuno”, non dimentichiamoci il Crimor !!!
Inoltre, prima poi, qualcuno dovrà pur spiegarci che fine ha fatto il ROS?
Forse è stato smantellato? E perchè?
“L’arresto di Riina non fu certamente l’unica attività di rilievo svolta dal ROS, anche se la più eclatante. Sono numerose le indagini sviluppate, anche a livello internazionale, che hanno consentito l’arresto di pericolosi latitanti e l’eliminazioni di temibili organizzazioni criminali transnazionali. Fra le numerose operazioni vanno sicuramente citate quelle conclusesi con la cattura del boss Salvatore Cancemi, di Angelo Siino, indicato quale Ministro dei Lavori Pubblici di “cosa nostra”, dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, lo smantellamento del clan dei Cuntrera-Caruana e quello di Gaetano Fidanzati ed i suoi figli, veri snodi del traffico della droga tra l’Europa e le Americhe.”
il ROS è ancora OPERATIVO. Perché vi chiedete “che fine abbia fatto” ???
Tutte le operazioni di alto livello non possono (per ovvi motivi) essere gestite dai Carabinieri in versione “classica” ma da un reparto speciale appositamente costituito, con il relativo comando con sede nella capitale, la cui gestione Operativa e le cui missioni per logica non sono conoscenza diretta delle locali stazioni dei Carabinieri ne di altri reparti di Polizia, ma la “direzione” delle attività segue una linea di comando di elevato livello di “discrezione e riservatezza”.
Grazie ACAB per il tuo contributo di verità, infatti, per precisione,ho scritto: forse è stato smantellato? Ma converrai nel sottolineare (con me) che gli ufficiali di cui sappiamo: Mori, De Caprio, De Donno, Obinu, ecc…ect, sono stati “presi di mira” e lanciati nel bel mezzo di un “caos probabilmente storico-politico-giudiziario?”. A te la parola ed ai posteri l’ardua sentenza? No, credo che i giovani di oggi debbano sapere e conoscere come sono andati i fatti…Anche, se mi permetti, su quanto è successo agli ex gladiatori, vilipesi per anni, credo proprio sia questo il momento di ristabilire, come si suole dire: “LA VERITA’ STORICA”.
Bisognerebbe far partecipare alla discussione il caro Angelo Jannone, che sicuramente potrà darci qualche delucidazione e maggiori dettagli in merito. Per quel che mi riguarda il ROS è perfettamente attivo e funzionante e sta svolgendo importanti attività nell’interesse del nostro Paese, nonostante alcune ombre grigie cerchino ogni giorno di intralciare i lavori in corso con la complicità di organismi faziosi.