Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Terroristi si stanno infiltrando in Europa

Nel campo di Ein Héloué, situato tra uno sbarramento dell’esercito libanese e un campo di rifugiati palestinesi, sono confinati pericolosi jihadisti, usciti da Fatah-al-Islam ( movimento ispirato ad Al Qaida); uno di loro, Ahmad Al –Doukhi, è uno dei responsabili di attentati contro la Forza delle Nazioni Unite in Libano, altri hanno compiuto attacchi contro l’esercito libanese. In maggioranza sono rifugiati palestinesi, altri attivisti siriani, sauditi, yemeniti e qualche maghrebino; tutti cercano di approfittare dell’immunità che gode il campo palestinese del Libano.

E’ estremamente difficile individuare e avvicinare tali individui, certi si nascondono, altri restano per lunghi periodi di tempo reclusi nelle proprie case senza uscirne mai, se non per andare alla moschea, ma protetti da una scorta senza precedenti.

Da un anno una ventina di questi pericolosi jihadisti sono scappati con destinazione Europa, molto probabilmente per compiere attentati, si sono seguite le loro tracce fino ad un certo punto, grazie ai contatti con le Interpol dei paesi interessati, poi si sono dileguati con documenti falsi, a volte anche cambiando i loro connotati. Di questi 20 fuggitivi, tre jihadisti, tali Imad Karoum, Youssef Kayed e Ahmad Sidawi, dopo essere passati attraverso la Siria e la Turchia, sarebbero arrivati in Grecia e Bulgaria dove avrebbero trovato documenti falsi per poche centinaia di dollari. In seguito, i fuggitivi si sarebbero spinti fino in Germania, Francia e Belgio, in cerca di contatti con cellule dormienti del movimento jihadista globale.

“Il fatto che non siano andati in Afghanistan o in Iraq spiega molte cose, gli sarebbe stato ordinato di compiere attentati in Europa, essi rappresentano una minaccia per la sicurezza europea” dice il colonnello Mahmoud Issa, principale responsabile della sicurezza a Ein Héloué .
 
Gabriella Gagliardini

8 Responses to Terroristi si stanno infiltrando in Europa

  1. Born Rispondi

    Dicembre 22, 2010 at 8:25 am

    Che Dio salvi il “Bel Paese”, l’Europa ed il mondo! Chissà cosa porterà “Babbo Natale!”
    Povera Patria, povera Europa e tutto il genere umano!!

  2. gianni Rispondi

    Dicembre 22, 2010 at 1:05 pm

    puro allarmismo , guerra di paura che i media stanno conducendo contro i propri concittadini un clima che generasse soltanto regresso e protezionismo.
    non e modo di fare giornalismo quello di creare panico tra la gente difondendo messaggi di paura , lasciate che la vita percoresse nella normalità .

  3. alessia Rispondi

    Maggio 24, 2011 at 10:13 am

    stupidiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  4. alessia Rispondi

    Maggio 24, 2011 at 10:14 am

    antonella

  5. alessia Rispondi

    Maggio 24, 2011 at 10:14 am

    il mondo di patty

  6. frank Rispondi

    Maggio 24, 2011 at 11:38 am

    Questo è quello che accade quando si cerca, invano, di sensibilizzare i cittadini ai pericoli che possono derivare alla nostra sicurezza nazionale dall’area medio orientale: ricordo che solo qualche mese fa, all’approssimarsi della crisi libica, l’idea di mettere in preallarme le nostre unità aero navali in previsione di possibili atti ostili del governo libico generò aspre critiche e accuse! Perfino la fortuna di avere nell’isola di Lampedusa un’area circoscritta e isolata ai fini dell’identificazione e controllo dei migranti, è stata barattata in nome degli interessi particolaristici della piccola comunità locale, con buona pace dei supremi interessi di tutela della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico. Che, poi, i flussi migratori rappresentino importante risorsa per infiltrare pericolosi terroristi è realtà indiscussa su cui bisogna essere vigili e concentrare enormi sforzi, per non essere poi costretti ad erigere mausolei, sulla falsariga di quello della stazione di atocha…

  7. Roberto Castaldini Rispondi

    Maggio 24, 2011 at 1:37 pm

    Che brutta vita fare il terrorista. Solo odio, accecato da scuse religiose, per l’impotenza di vedere un mondo occidentale diverso da quello in cui sei cresciuto e ci stai vivendo con tante ingiustizie subite, in cui una cultura opprimente ed immobile che si vuole autoprolungare ti costringe su strade di pensiero di lucida vendetta. Ci sta di tutto, dalla rabbia fanatica manovrata da personaggi che vogliono il loro califfato, agli Iman guerrafondai che si sentono realizzati solo se i loro sermoni infiammano le fragili menti dei futuri kamicaze, anche se loro si guarderebbero bene da imolarsi per primi per dare l’esempio. La “RAGIONE” dovrebbe spingere le menti a confrontarsi sul piano del rispetto reciproco e sul dialogo costruttivo ma entrambe le parti, si anche la nostra che tante colpe ha avuto nel passato e molte ce le trasciniamo ancora oggi, giocano a voler affermare civiltà e modelli di pensiero religioso e non incapaci di comprensione dell’altro. Non parliamo poi dei giochi speculativi che fare la guerra o tenere sotto la minaccia del terrore crea. La corsa continua ad armarsi, a riempire gli arsenali, a farsi finanziare le guerriciole locali, a creare nemici da combattere, a volere egoisticamente il raggiungimento di un benessere a scapito di altri, a soddisfare la sete di potere che da l’ebbrezza di sentirsi superiori fa che l’uomo, appurato scientificamente la sua origine genetica comune a tutte le genti di questo pianeta e quindi che siamo tutti fratelli, sia l’unico animale intelligente che spreca le sue capacità tecnologiche per distruggersi tra i suoi pari anzichè creare un pianeta più vivibile e rispettoso dell’uno con l’altro. Il retaggio egoistico delle religioni (tutte affermano di essere l’unica e vera religione rispetto le altre), le culture, che sono ideologie ancora totalizzanti, strutturate su avidità secolari dove il confronto era basato sullo scontro di rapina e l’ingordigia dell’accumolo, non in grado di prevalere sul sospetto del diverso si alimentano di odio e di rancore perchè l’uomo in se, che ancora non ha superato il suo limite di territorio materiale, religioso e culturale legato al suo spirito di soppravivenza vede sempre minacce. Potremmo costruire un mondo nuovo, basta parlarci con le parole e non con le armi dell’odio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *