Una Turchia islamista contro un Iran secolare?

8 Dicembre, 2010

Prof. Daniel Pipes

di Daniel Pipes

Washington Times

30 novembre 2010

http://www.danielpipes.org/9123/islamist-turkey-secular-iran

Agli inizi del XVI secolo, mentre gli imperi ottomano e safavide combattevano per avere il controllo del Medio Oriente, Selim il Crudele governando da Istanbul assecondava il suo lato artistico componendo eccellenti poesie in persiano, che in seguito divenne la lingua colta del Medio Oriente. Al contempo, Ismail I, che governava da Isfahan, scriveva poesie in turco, la lingua dei suoi avi.

Selim il Crudele (che regnò dal 1512 al 1520) scriveva poesie sotto il nome di Mahlas Selimi e il suo principale rivale Ismail I (che regnò dal 1501 al 1524) scriveva poesie sotto lo pseudonimo di Khata'i.

Questa giustapposizione fa venire in mente come le popolazioni della Turchia e dell’Iran ora siano impegnate in un’altra lotta. Mentre la Turchia secolare fondata da Atatürk rischia di sparire sotto un’ondata di islamismo, lo stato iraniano islamista fondato da Khomeini a quanto pare è sull’orlo del secolarismo. I turchi desiderano vivere come gli iraniani e gli iraniani amano vivere come i turchi.

La Turchia e l’Iran sono due Paesi a maggioranza musulmana estesi, influenti e piuttosto progrediti, sono storicamente importanti, in posizione strategica e osservati da tutti con attenzione; e man mano che le loro strade si incrociano, come da me previsto nel 1994, correndo in opposte direzioni, i loro destini influenzeranno non solo il futuro del Medio Oriente, ma in fieri anche l’intero mondo musulmano.

È quello che sta accadendo. Per comprenderlo, esaminiamo l’evoluzione di ogni Paese.

Turchia. Dal 1923 al 1938, Atatürk rimosse quasi del tutto l’Islam dalla vita pubblica. Nel corso dei decenni, tuttavia, gli islamisti reagirono e a partire dagli anni Settanta fecero parte di una coalizione governativa; nel biennio 1996-97, furono perfino a capo di un governo. Gli islamisti presero il potere in seguito alle strane elezioni del 2002, in cui il fatto di aver ottenuto un terzo dei voti assicurò loro due terzi dei seggi parlamentari. Governare con cautela e competenza, gli valse quasi la metà dei voti nel 2007, a quel punto si tolsero i guanti e iniziarono a fare i prepotenti, imponendo un’ammenda estremamente eccessiva a un critico, come pure elaborando stravaganti teorie cospirative contro le forze armate. In un referendum del settembre scorso gli islamisti hanno ottenuto il 58 per cento dei voti e sembrano intenzionati a vincere le prossime elezioni che si terranno nel giugno 2011. 

Se gli islamisti dovessero vincere le prossime elezioni, ciò probabilmente permetterà loro di conservare il potere in modo duraturo, piegando il Paese al loro volere, istituendo la legge islamica (la Shari’a) e costruendo un ordine islamico che assomigli al governo idealizzato di Khomeini.

Atatürk Islam esclusi dalla vita pubblica turca e Khomeini ha reso centrale dell'Iran.

Iran. Khomeini fece l’opposto di Atatürk, rendendo l’Islam politicamente dominante durante il suo regno, durato dal 1979 al 1989, ma poco dopo esso cominciò a vacillare, con l’emergere di fazioni discordanti, il crollo dell’economia e con la popolazione che prese le distanze dalla politica estremista del regime. A partire dagli anni Novanta, gli osservatori stranieri si aspettavano che il regime sarebbe crollato presto. Malgrado la crescente disillusione della popolazione, la maggiore influenza dei Guardiani della rivoluzione islamica e l’avvento al potere degli incalliti veterani della guerra tra Iran e Iraq, come simboleggiato da Mahmoud Ahmadinejad, il regime ha ripreso fiato.

Questa riaffermazione degli obiettivi islamisti ha aumentato altresì la disaffezione della popolazione dal regime, come pure un allontanamento dalle pratiche islamiche a favore del secolarismo. Le crescenti patologie del Paese, incluse un dilagante uso di stupefacenti, la pornografia e la prostituzione, mettono in evidenza quanto siano gravi i suoi problemi. All’indomani delle fraudolente elezioni del giugno 2009, la disaffezione scatenò della manifestazioni contro il regime. La repressione che ne seguì incitò a nutrire ancor più rabbia contro le autorità.

Una gara è in corso. Ma non si è ancora trasformata in competizione, visto che gli islamisti attualmente governano in entrambe le capitali, Ankara e Teheran.

Erdogan e Ahmadinejad, alla fine, sono sulla stessa lunghezza d'onda

Guardando al futuro, l’Iran rappresenta il più grande pericolo e la speranza più grande del Medio Oriente. La sua attività di proliferazione nucleare, il terrorismo, l’aggressività ideologica e la creazione di un “blocco di resistenza” costituiscono una reale minaccia globale, che va da un’impennata dei prezzi del petrolio e del gas a un attacco a impulsi elettromagnetici contro gli Stati Uniti. Ma se questi pericoli possono essere pilotati, controllati e tenuti a freno, l’Iran ha un’unica possibilità per condurre i musulmani fuori dalla notte buia dell’islamismo verso una forma di Islam più moderna, moderata e che osservi il principio di buon vicinato. Come nel 1979, questo successo probabilmente riguarderà i musulmani di tutto il mondo.

Al contrario, mentre il governo turco presenta pochi pericoli immediati, il modo sottile in cui applica i principi ripugnanti dell’islamismo gli fa occupare una posizione di primo piano come futura minaccia. Molto tempo dopo che Khomeini e Osama bin Laden verranno dimenticati, oserei dire, Recep Tayyip Erdogan e i suoi colleghi saranno ricordati come gli inventori di una forma di islamismo più duratura e insidiosa.

In tal modo, il Paese che oggi costituisce il problema mediorientale più pressante potrebbe domani diventare il leader del buonsenso e della creatività, mentre il più fedele alleato musulmano dell’Occidente da più di cinquant’anni si potrebbe trasformare nella più grande fonte di ostilità e di reazione. L’estrapolazione è tempo perso, la ruota gira e la storia offre sorprese.

 

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12 commenti per Una Turchia islamista contro un Iran secolare?

  1. Born on 8 Dicembre, 2010 at 2:54 pm

    Come afferma il giornalista-scrittore Pipes, il binomio Iran-Turchia, potrebbe nei prossimi anni “influenzare non solo il Medio Oriente, ma tutto il mondo musulmano”? Stando all’articolo, il Professore, ne aveva parlato e scritto nel 1994. Allora, perchè uomini come Daniel Pipes, esperti di geopolitica, non vengono proposti come interlocutori e Consiglieri Diplomatici nei rapporti con il Medio Oriente ed in particolare nel conflitto Israelo-Palestinese?

    • Fortitudo on 12 Dicembre, 2010 at 12:19 pm

      Non è solo interessante l’articolo del Prof. Pipes, ma in prospettivia delle elezioni del 2011, ci indica alcune insidie degli islamisti.

      • Fortitudo on 12 Dicembre, 2010 at 12:21 pm

        Sicuramente è un esperto e conoscitore del Medio Oriente, è un piacere leggerlo e seguirlo su questo sito!

        Ottimo!!
        Un caro saluto a tutta la redazione!

  2. muhammed on 11 Gennaio, 2011 at 3:40 pm

    NOI UCCIDEREMO TUTTI GLI EUROPEI

    • V on 13 Gennaio, 2011 at 6:38 am

      يعنى اية دة

  3. Nemo Propheta in Patria on 13 Gennaio, 2011 at 8:57 am

    Questi mitomani dilettanti per fortuna hanno poche idee e ben confuse 🙂
    p.s. almeno studiate un po, e casomai solo dopo tornate a scrivere altre stupidaggini, per ora siete solo patetici e ridicoli, per non dire sprovveduti.
    “Europeo” non è sinonimo di nulla, dato che l’Europa è multietnica e multireligiosa… Beh, piccoli ma importanti dettagli, che si solito gli Investigatori utilizzano per capire se dietro ad un qualsiasi messaggio che gira nel web ci possa essere un serio pericolo, o se sia una semplice ragazzata di qualche incauto burlone.
    C’è addirittura chi utilizza Google-Traslator per scrivere in pseudo-arabo, dimenticando che una frase scritta da un arabo è sempre contemplata da altre parole importanti (omississ… già vi ho dato troppi consigli)
    Intelligence è anche Analisi ed Investigazione, non dimenticatelo 😉
    Tengo a precisare che QUALSIASI cose viene scritta sul web, è potenzialmente controllata e/o monitorata dalle Autorità competenti, quindi vi consiglio di essere molto più cauti prima di creare e generare falsi allarmi. In pratica non è difficile per le Autorità risalire all’autore in pochi minuti, anche se questo utilizza una connessione fittizia, lascia sempre più di un dettaglio utile alla sia individuazione univoca (DNS, IP, MAC Address ecc ecc..).

    • V on 13 Gennaio, 2011 at 9:56 am

      Devi aver frainteso…io sono italianissimo e il mio intervento era solo per stuzzicare un pò il nostro amico muhammed

      PS: non uso google traslator per la cronaca

    • V on 13 Gennaio, 2011 at 12:26 pm

      Pseudo-arabo?Contemplata da altre parole importanti?
      Se davvero conosci l’arabo dovresti aver capito cosa ho scritto e il senso di ciò che ho scritto quindi il tuo intervento è superfluo.
      L’Europa è multietnica e multireligiosa ma visto che sei così ben informato dovresti anche sapere che ad alcuni personaggi non frega nulla della multireligiosità a loro interessa solo espandere l’islam.

  4. Nemo Propheta in Patria on 13 Gennaio, 2011 at 1:24 pm

    Carissimo V, è la frase che menziona l’Europa non è “corretta” dal punto di vista di un ipotetica ideologia (qualunque essa sia). E’ un fatto di forma che fa trapelare il contenuto non identificativo (chi scrive non sa neppure utilizzare la scrittura per far capire quel che vuole comunicare), in pratica non dice nulla di coerente. Infatti il messaggio non desta alcuna preoccupazione da parte di un attento Analista.
    Un messaggio coerente (per quanto folle possa essere…) avrebbe indicato un “obiettivo” ben preciso (o più di un obiettivo), che in quella frase invece non è affatto delineato se non dal contorno “geografico” fine a se stesso.
    Se il tizio voleva intendere una tipologia specifica di Europei (magari come dici tu un ipotetico integralista islamico..), avrebbe scritto una frase differente (non so se mi sono spiegato in modo esaustivo.)
    Per quanto riguarda l’arabo, se fosse stato un messaggio di un folle esasperato, o di un esaltato religioso o ideologico, avrebbe sicuramente “condito” il suo messaggio con degli anatemi religiosi, ed in ogni caso avrebbe inserito nel suo messaggio altre parole che per ovvi motivi evito di citare, ma che sono conosciuta da chiunque abbia studiato anche superficialmente il fenomeno del Terrorismo integralista o di altra matrice (eccetto quello politico che ha pur sempre uno stile ed una firma di rivendicazione).
    Comunque apparte questa parentesi, credo sia opportuno non scherzare troppo su questi argomenti assai delicati (per evitare di incitare involontariamente qualcuno…), soprattutto in periodi caldi come questo dove possiamo notare un aumento delle tensioni in molti paesi a noi vicini. L’Italia nonostante tutto è uno tra i paesi che promuove azioni pacifiche e cerca in tutti i modi di dissipare tensioni altrui, aiutando anche sul posto qualsiasi paese al fine di incentivare il dialogo e la diplomazia. Lo sforzo spesso abnorme dell’Italia non è molto publicizzato, ma è chiaro che si cerca di portare il nostro miglio contributo anche in quei posti dove la nostra reigione non è ben vista, ma dove il dialogo deve essere sempre al primo posto per un interscambio continuativo e vitale di collaborazione reciproca. Occorre integrazione evitando di emarginare quei popoli meno fortunati che possono per questo essere strumentalizzati dai signori della guerra. p.s. l’espansione religiosa è sempre subordinata ad una condotta belligerante, qui