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Mohammed Al Sanusi l’Erede al Trono Libico

Gheddafi

L’erede al trono del re Idriss I di Libia, spodestato da Gheddafi 42 anni fa si trova in esilio a Londra. 

Mohammed al Sanusi, 51 anni, dalla voce dolce ed elegantemente vestito, auspica la caduta di colui che aveva detronizzato suo zio Idriss I. In un comunicato così si esprime nei riguardi del suo antagonista: “La sua lotta per restare al potere non sarà di lunga durata, grazie alla grande unità e volontà del popolo libico. Tale rivoluzione popolare finirà per vincere.”

Poi continua: “ Mi batto per far rispettare il nome della mia famiglia. Se, in futuro, i libici sceglieranno la monarchia, io sarò pronto a salire al trono, ma se non la vorranno, rispetterò le loro decisioni”.

Mohammed al Sanusi  racconta di essere stato minacciato dai seguaci di Gheddafi che lo avevano riconosciuto a Parigi, in occasione della visita ufficiale del dittatore. Lo stesso ha dei ricordi di suo padre, Hassan Reda, nel momento in cui firmava la resa della monarchia libica, estorta dietro la minaccia di una pistola alla tempia.

Dopo due anni di prigione, Hassan Reda e la sua famiglia vivevano in una residenza sorvegliata fino al 1984, bruciata dai comitati rivoluzionari; da allora Mohammed al Sanusi è in esilio a Londra.

La sua tendenza è quella di un uomo democratico moderato che accetta il dialogo con tutti, eccettuati gli islamisti armati. Profondamente attaccato alla sua religione, ma non estremista, si dice favorevole ad una eventuale monarchia costituzionale.

L’idea di una monarchia per un popolo oppresso dalla dittatura per 42 anni è un concetto difficile da assimilare, tuttavia il prestigio di Al Sanusi resta vivo nell’area orientale della Libia, dove esisteva una confraternita religiosa, che faceva capo proprio alla famiglia reale, chiamata “Senousis”. Tale confraternita era temuta da Gheddafi tanto che, per sradicarne la memoria dal Paese, aveva trasformato l’antica sede di Koufra in una caserma.

Pare che la nostalgia di questa confraternita si sia tramandata per anni di generazione in generazione fino ai nostri giorni e chissà che un giorno non possa rifiorire in una Libia nuova? 

Gabriella Gagliardini

www.gabriellagagliardini.it

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