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Tokyo Apocalypse, lo scenario e l’Europa

Grafico: Yuan e borse

Eppure il combinato disposto tra Maghreb e Giappone ci riguarda sin nei fondamentali: con una ricaduta sui mercati pari a quella di un invisibile, ma nient’affatto intangibile, “tsunami” finanziario globale, il breve periodo vedrà l’Europa coinvolta in una dinamica di flussi di dimensioni epocali.

Si tratta di uno “tsunami” capace non di sole distruzioni ma di redistribuzione della capacità produttiva della ricchezza, di ridisegno complessivo di domanda e offerta, di ripensamento energetico e nel complesso di riassegnazione del peso internazionale.

Alcuni dati: in una sola giornata il Giappone ha subito una perdita misurata in oltre l`8% del proprio PIL, e nel medio termine  la prima economia a beneficiare di questi effetti sara` quella Cinese. Il mercato Cinese dovrà infatti far fronte a gran parte della domanda che rimarrà disattesa dal Giappone.

Mentre l`indice Nikkei ha perso oltre il 10% sulla borsa di Tokio, con scarsi segni di potenziale ripresa a breve, gli effetti di questa crisi si estenderanno ben oltre i confini asiatici, soprattutto nei prossimi sei mesi.

Secondo i modelli proposti dai maggiori analisti, infatti, lo Yen andrà incontro nei prossimi giorni ad un deprezzamento previsto tra il 45% e il 70% (80% per Goldman Sachs). La prima conseguenza di tale deprezzamento sarà un opposto apprezzamento del Dollaro. I paesi di eurolandia ne risentiranno già a partire da metà aprile, quando le esportazioni verso gli Stati Uniti attesteranno una prima, brusca frenata. E l’effetto pernicioso del dollaro forte si vedrà su tutti i cross che nelle ultime settimane avevano beneficiato della debolezza dello stesso.

Il mercato delle materie prime legate al Dollaro subisce già significative variazioni. Va guardato in primis il mercato del Crude Oil, che dopo un quel che si definisce un “rally positivo”, cioè un rialzo continuo che lo ha portato fino a 106$ al barile, è ora trattato intorno ai 99$.

Tra i fattori che influenzeranno il ritracciamento del Crude Oil, oltre all`apprezzamento del Dollaro, bisogna tenere conto del fatto che il Giappone rappresenta, o almeno rappresentava fino a ieri, il terzo consumatore mondiale di greggio: il forte rallentamento dell’economia di Tokyo si tradurrà in una  significativa, immediata riduzione della domanda di breve termine. Per l’Europa si tratta di contare su maggiori scorte del greggio saudita e malgrado l’instabilità prodotta dalle rivoluzioni a metà strada nel Nord Africa, l’Europa conta su una presa d’atto da parte dell’Opec capace di rimodellare al ribasso il prezzo del barile. Contestualmente, la drammatica fuga radioattiva dalle centrali nucleari giapponesi devastate dalla furia degli eventi ha riaperto lo scenario in Europa. La sensibilità ambientalista torna ad essere preponderante e l’investimento sull’energetico di quarta generazione, soprattutto in Italia, appare al momento compromesso.

La quasi totalità dei centri portuali nipponici sono al momento bloccati, con una capacità di import/export pari al 2% con conseguente impatto sui mercati hi-tech e automotive. Console, tv, computer, automobili e moto rimangono imballati, con liste d’attesa prolungate sine die. Per far fronte alla domanda europea, stabile, l’industria della Corea del Sud ma anche quelle emergenti di India, Cina e Russia potrebbero incontrare l’interesse di una fascia di clienti inattesa.

Nel medio periodo, entro fine anno, il Giappone sarà comunque in grado di ridefinire la sua base economica e monetaria con una forte riduzione della disoccupazione e forte impulso industriale per la ricostruzione della zona costiera devastata dal maremoto. Ma il “piano Marshall” non sarà a costo zero per Washington. Gli effetti della ripresa potrebbero nuovamente avere un forte impatto sul dollaro americano. La capacità del governo giapponese di intervenire attraverso manovre di politica monetaria espansiva saranno infatti ridotte ed è plausibile che la ricostruzione venga finanziata con la vendita di titoli di stato Usa con forte perdita di valore del dollaro.

Rimane tutto da decifrare il ruolo di indirizzo dell’insieme dei soggetti finanziari europei e di quelli istituzionali: le scelte della Banca Centrale Europea rispetto alle tempeste valutarie in vista e quello, squisitamente politico, della Commissione. Due incognite rispetto alle quali la debolezza di alcuni governi europei non gioca a favore. Una volta l’Europa cambiava il mondo. Poi l’Europa è diventata osservatrice  di  scenari mondiali che la riguardavano sempre più marginalmente.  Oggi il mondo cambia e l’Europa, che vive al rallentatore quei mutamenti, rimane attonita e inerte.

Aldo Torchiaro

One Response to Tokyo Apocalypse, lo scenario e l’Europa

  1. Matrxx oo7 Rispondi

    Marzo 20, 2011 at 7:52 am

    Penso ci sia poco da riflettere i conti son fatti,,
    Nucleare(materiale pericoloso), Italia zona sismica, catastrofi all’ordine del giorno, possibile sfruttare altre nuove tecnologie piu avanzate è più sicure offrendo comunque posti di lavoro. Detto da persone competenti un terremoto non si può prevenire come tale chi lo dice a noi che in italia solo alcune zone sono sismiche ??? forse cosi come gira la terra puo girare un tornado sotto terra chi losa?? è sè fra 20-30 anni le zone sismiche cambiano e si spostano??? non ci inventiamo BAT MOBILE NUCLEARE magari turbo cosi la spostiamo prima,,,,, un po di ironia per riflettere meglio non fa mai male
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