Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

«Terry Jones ha sbagliato, ma io lo difendo»

di Daniel Pipes
Liberal
8 aprile 2011

http://it.danielpipes.org/9667/terry-jones-ha-sbagliato-ma-io-lo-difendo

Pezzo in lingua originale inglese:

http://www.danielpipes.org/9654/koran-burning-afghanistan-deaths

Daniel Pipes

 

Quando nel 2010 il reverendo Terry Jones, 59 anni, annunciò di voler bruciare una copia del Corano in occasione dell’anniversario dell’11 settembre, il governo statunitense, temendo degli attacchi alle truppe americane all’estero, mise in campo una diplomazia a tutto tondo affinché il reverendo desistesse dal suo intento, costringendolo alla fine ad accantonare i suoi piani. Il pastore Jones, tuttavia, non ha revocato la sua solenne sentenza, l’ha solo posticipata di sei mesi. E infatti il 20 marzo scorso, nel corso di una cerimonia di sei ore chiamata “International Judge the Koran Day”, Jones ha inscenato un processo in Florida che ha bollato il testo sacro «colpevole di crimini contro l’umanità». E sull’onda della sentenza ha dato fuoco a una copia del Corano. L’episodio è stato volutamente ignorato negli Usa, nella speranza di limitarne l’impatto mediatico-emotivo, ma nell’era di Internet ormai ben poco rimane segreto. Nel giro di due giorni, la notizia del rogo aveva raggiunto il Pakistan e l’Afghanistan, tanto da indurre i suoi rispettivi capi di Stato a biasimare pubblicamente il pastore Jones e le sue azioni. puntando il dito contro l’azione del pastore. Il primo aprile, alcuni furibondi afgani si sono lanciati in un attacco che ha lasciato sul terreno dodici persone nella città settentrionale di Mazar-i-Sharif; il giorno dopo, dei kamikaze che indossavano abiti femminili hanno attaccato una base della coalizione a Kabul, mentre a Kandhar, nel vortice dei tumulti di piazza hanno perso la vita altre dodici persone (va osservato che sono cinque vittime in più rispetto a quelle del settembre 2010, quando diciannove persone vennero uccise dopo che il reverendo Jones minacciò di voler bruciare una copia del Corano.)

Il reverendo Terry Jones si accinge alla simulazione del processo al Corano.

Chi è moralmente responsabile di queste morti, Jones o l’intolleranza islamista? Non sorprende affatto che Jones definisca le stragi «un’azione criminale» e asserito: «Dobbiamo considerare questi Paesi e queste persone responsabili per quello che hanno fatto e per qualsiasi pretesto che hanno usato per promuovere le loro attività terroristiche». Ma non possiamo esimerci dal notare che Barack Obama, al contrario, abbia dipinto il rogo del Corano come un atto di estrema intolleranza e fanatismo», pur definendo le reazioni violente «vergognose e deplorevoli». Anche i membri del Congresso hanno biasimato in massa Jones: Harry Reid, leader della maggioranza al Senato (democratico del Nevada) ha detto che «vaglierà la possibilità» di presentare una risoluzione che condanni il rogo del Corano; Richard J. Durbin, il capogruppo della maggioranza al Senato, ha dichiarato che «questo pastore con la sua trovata pubblicitaria del Corano sfortunatamente mette in pericolo la vita dei nostri soldati e dei cittadini di questo Paese e di molte persone innocenti». Il senatore Lindsey Graham (repubblicano del South Carolina) ha espresso il desiderio di «trovare un modo per ritenere responsabile i cittadini americani» definendo la libertà di parola «una grande idea, ma noi siamo in guerra». Infine Mike Rogers (repubblicano del Michigan), presidente della Commissione di Intelligence alla Camera, ha chiesto a tutti gli americani di «essere consapevoli della responsabilità di ogni cittadino di fare la propria parte per far sì che le nostre truppe tornino sane e salve a casa». 

Alla luce di questo consenso generale tra l’elite sulla responsabilità di Jones, le risposte date a un sondaggio condotto da un quotidiano britannico di sinistra come il Guardian suonano come una specie di sorpresa. Alla domanda: «Il reverendo della Florida che ha bruciato il Corano è moralmente responsabile delle morti dei membri del personale Onu uccisi in Afghanistan?», solo il 45 per cento incolpa Jones mentre il 55 per cento biasima gli islamisti. E infatti alcuni leader musulmani americani sono d’accordo con questa opinione. M. Zuhdi Jasser dell’American Islamic Forum for Democracy in Arizona ha addossato la responsabilità delle uccisioni ai leader estremisti che hanno utilizzato il rogo del Corano come una scusa per ricorrere alla violenza. Shamshad Nasir, l’imam di una moschea di Ahmadiyya in California, ha detto che la sua comunità «disapprova qualsiasi uccisione perpetrata in nome della religione, ovunque nel mondo, anche se perpetrata in nome delle scritture più sacre».

Afgani vicino Kabul bruciano un'effigie del reverendo Terry Jones.

Come ho scritto nel settembre scorso, quando Jones ha minacciato di bruciare il Corano, «la violenza deriva dalla legge islamica, la Shari’a, che esige che l’Islam, e il Corano in particolare, goda di una posizione privilegiata». Questa pretesa, rivendicata dal 1989, quando l’Ayatollah Khomeini emise un editto contro Salman Rushdie per il suo romanzo Versi satanici, non deve essere soddisfatta. L’Islam è una religione come le altre, senza nessuna pretesa di poter ricoprire una posizione di superiorità. Anzi, porre fine alla pretesa di suprematismo islamico potrebbe essere l’unica sfida più grande per la modernizzazione dell’Islam. 

Per quanto offensiva, l’azione di Jones è stata al contempo legale e non-violenta. Il reverendo non è responsabile delle 43 morti, piuttosto lo è la ripugnante e barbara ideologia dell’islamismo. I politici Usa quando capiranno questo fatto fondamentale e difenderanno a oltranza le libertà civili dei cittadini americani? Muovere delle critiche all’Islam, con garbo o meno, è un diritto costituzionale. Anzi, farlo in modo intelligente è un imperativo di civiltà.

One Response to «Terry Jones ha sbagliato, ma io lo difendo»

  1. Jane Rispondi

    Aprile 13, 2011 at 9:17 am

    Sono perfettamente d’accordo, non dimentichiamo mai la strage delle torri gemelle, portata a termine dai fanatici islamici, un eccidio barbaro e gratuito, di gente inerme ed innocente! L’ Islamismo e’ una religione e come tale dovrebbe predicare la non violenza come tutte le religioni che si rispettano. Quanto alla sua superiorita’ e’ tutto da dimostrare! Per quanto riguarda Obama, poi, difendeva il suo proprio credo. Da condannare, nel modo piu’ assoluto, sono coloro che si servono della propria interpretazione della religione per soddisfare la loro sete di sangue e di potere! Per questi, nessuna pieta’ o pietismo infantile, stupido e falso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *