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Servizi Segreti: “disinformazione e controinformazione”.

Le campagne di disinformazione, volte a scandire i vari passaggi politici di un governo democratico allo scopo di confonderne idee e realtà sociali, con possibili costituzioni di gruppi militanti politici di forze estreme, pronti a colpire la “spina dorsale” dello Stato (le Istituzioni), “hanno obiettivi strategici di lungo periodo”.

Ci troviamo all’inizio di una strategia di campagna della disinformazione ed il pericolo è una possibile e strisciante rivolta interna al nostro Paese.

Negli ultimi tempi, accadono fatti che non lasciano ombra di dubbio: tutto fa presupporre che si voglia delegittimare ad ogni costo l’avversario politico, chiunque esso sia, purchè sia agevolata la propria fazione politica di appartenenza. L’Italia non sta vivendo una situazione favorevole, spesso, ultimamente, si assiste ad una mancanza di responsabilità anche e, purtroppo, da parte di onorevoli deputati…

 

La controinformazione, come azione possibile di contrasto alla disinformazione, deve ispirarsi e mirare a quei principi di verità e di democrazia, prima che le “notizie fabbricate ad hoc” penetrino nelle viscere del Paese, determinando “la progressiva modifica delle idee e dei sentimenti dei suoi cittadini”.          Una controinformazione che rispetti i fatti reali e moderi le emozioni suscitate, altrimenti il rischio è la manipolazione non solo delle notizie ma anche dello stesso popolo.

Marco Federico

26 Responses to Servizi Segreti: “disinformazione e controinformazione”.

  1. Matrxx oo7 "ANGELS" Rispondi

    Aprile 8, 2011 at 5:24 pm

    Il pensiero è colui che ordina un azione concreta , per me costruttiva .
    “Il pensiero quello che conta in questo momento da sapere delle persone, appunto che…. bisogna sapere , chi legge la mente elabora e cresce sempre di più ma c’è solo una cosa che divide tutta questa ideologia è si chiama BENE/MALE , la cura migliore e strigere forte con il pensiero il BENE senza lasciarlo andare via è piantarlo in ogni cosa per poi coltivare e raccogliere mano mano..
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  2. Jane Rispondi

    Aprile 9, 2011 at 3:49 am

    Un esempio tipico di disinformazione e` quello della ex Unione Sovietica,che si serviva di cio` per continuare ad avere il potere, confondendo il suo popolo con delle falsita` assurde che, per amore o per forza, dovevano essere assimilate dalla gente comune.Cio` che si ripete, puntualmente, con i seguaci della scuola della “Grande Madre Russia”. Personalmente non amo la disinformazione, e` un mezzo vile per ottenere cio` che si vuole.

  3. Giovanni Rispondi

    Aprile 9, 2011 at 3:58 am

    Sono perfettamente d’accordo con Jane, aggiungerei anche che, nel nostro piccolo, assistiamo ad una “disinformatio” da parte della magistratura politicizzata e chi la osanna, intenta a destabilizzare il nostro governo, eletto con sistema democratico, a tutti i costi, anche perpetrando illeciti….Ora, devo dire, sono caduti proprio in basso in quanto e` sotto gli occhi di tutti, la popolazione non e` piu` ingenua come all’epoca dell’Unione Sovietica, si informa, legge, si fa un’opinione propria (sempre chi riesce a farlo)e si rende conto della trappola che vorrebbero far scattare sotto i piedi del Premier. E` la dittatura che impera dietro le quinte,che non riuscira` mai a stare senza il potere!

  4. Alfonso Rispondi

    Aprile 9, 2011 at 4:08 am

    E che dire del comportamento “super partes” del Presidente della Camera? Altro esempio tipico di affiliazione al “gruppo” che lavora indefessamente per stabilizzare quello che e` stabile da tempo in Italia. Ma evitare una destabilizzazione di un governo democratico non e`, forse, materia dei servizi segreti? Spero che lavorino per questo e non remino contro corrente, sarebbe la fine della democrazia!!

  5. Video Barbam Rispondi

    Aprile 9, 2011 at 5:33 am

  6. Fortitudo Rispondi

    Aprile 9, 2011 at 6:23 am

    Il fu Emerito Presidente della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, vive nel presente e nel futuro prossimo di questa nostra bene amata Patria.
    Egli stesso amava spesso definirsi “un Personaggio nel teatrino della politica italiana:
    un politico anomalo che diceva quello che pensava e pensava a quello che diceva”.

    Per gli appassionati di Informazione ed Intelligence

    Cossiga e la passione per i servizi segreti
    di Piergiorgio Oddifreddi

    Se l’Italia è passata, alla fine del Novecento, dalla prima alla seconda Repubblica, lo deve anche a Francesco Cossiga. Il più giovane presidente della nostra storia, eletto plebiscitariamente nel 1985 a soli cinquantasette anni, si trasformò infatti nel 1990 nel “picconatore”, dedicandosi a demolire la stessa Costituzione che aveva giurato di servire. Tutta la vita politica di colui che, per il suo americanismo e la sua durezza, venne chiamato “KoSSiga” è stata caratterizzata da polemiche e sospetti: le richieste di “impeachment” (da presidente del Consiglio e della Repubblica), le dimissioni (da ministro degli Interni, presidente della Repubblica e senatore a vita), le coperture di scandali ed episodi oscuri (De Lorenzo, Moro, Ustica, la P2, Gladio).
    Cossiga ha dichiarato una volta: “Come a qualcuno piacciono i fiori, a me piacciono le spie”

    Questa sua passione per i servizi segreti l’ha sempre reso un candidato naturale per vari incarichi politici: da fiduciario presidenziale di Segni tenne i rapporti con il Sifar, da sottosegretario alla Difesa appose i famosi “omissis” all’indagine sulle deviazioni dello stesso Sifar, da ministro degli Interni istituí i corpi speciali dei Carabinieri (Gis) e della Polizia (Nocs), e da presidente della Repubblica prese le difese di Gladio. Da senatore a vita, infine, ha presentato varie proposte di legge per la riforma dei Servizi, raccolte in Abecedario (Rubbettino, 2002). E’ su questi temi che siamo andati a intervistarlo a casa sua a Roma il 4 novembre 2002.

    “Come è arrivato a interessarsi ai Servizi di informazione?”

    Io mi sono sempre occupato di queste cose, ne ho sempre avuto la curiosità. E poi me l’ha chiesto il mio partito, Moro in particolare. La Democrazia Cristiana, per motivi storico-ideologici, non ha mai avuto un grosso interesse per gli “arcana imperia”: per il potere sí, ma per l’informazione no, a causa della cultura cattolica, verso la quale io ho un’atteggiamento di opposizione dialettica. In Italia non esiste un ambiente non militare che si occupi di questioni strategiche.

    “Non c’è niente di analogo alla Rand Corporation?”

    Poca roba. Esperti e studiosi di strategia, come Edward Luttwak in America, da noi non ci sono. Non si sa nemmeno, ad esempio, che la strategia appartiene alla logica.

    “In che senso, precisamente?”

    La strategia è l’arte del preordinare i mezzi ai fini, e del commisurare i fini ai mezzi: guai se uno si propone dei fini per cui non ha i mezzi, o usa mezzi sbagliati per i fini che si è proposto. La strategia è la scienza dei fini, come la tattica è quella dei mezzi. Da noi questo non c’è.

    “C’è però in matematica, nella teoria dei giochi. Lei se n’è mai interessato?”

    Sí, ho cercato di avvicinarmi, però non avevo la base teorica: mentre nelle cose pratiche uno può arraffare, lí entriamo in un campo inaccessibile. Una delle cose che mi sono fatto spiegare dai militari, e che mi hanno affascinato, è la ricerca operativa. Mi ha colpito il fatto che, a volte, per rendere un sistema più gestibile bisogna renderlo meno complesso: ad esempio, in certe situazioni può essere meglio diminuire il numero dei posti di distribuzione del rancio, invece di aumentarlo.

    “La ricerca operativa è sorta proprio per risolvere problemi di distribuzione delle risorse.”

    Esatto. E’ nata durante la Seconda Guerra Mondiale, e le prime applicazioni furono l’organizzazione dei convogli sull’Atlantico e, tragicamente, dei bombardamenti. Però quello che si è sviluppato nel campo militare, in realtà riguarda tutto: un buon stratega militare è anche un buon stratega economico. Cosí come l'”intelligence”, che ha avuto come prima applicazione il campo militare, poi è diventata soprattutto politica, industriale e finanziaria.

    “A proposito, come mai è arrivato a scrivere un libro sull’intelligence?”

    Quand’ero presidente della Repubblica, vollero tentare una riforma dei Servizi. Per dare solennità alla cosa fecero una riunione del Consiglio Superiore di Difesa, e io mi accorsi che molti suoi eminenti membri non sapevano nulla di questi argomenti. Cosí un sabato e una domenica ho scritto il libro per loro: quasi un dizionario terminologico, perchè capissero almeno le parole. Poi capitò a pranzo da me l’ex-capo della CIA, William Colby, e allora io gli chiesi il favore di leggere e correggere. Lui lo fece, e mi diede anche un voto: nove e mezzo.

    “Quando l’aveva conosciuto?”

    Quand’era il giovane agente sottocapo della Stazione di Roma, e teneva i contatti con i partiti democratici. Perchè la CIA, come d’altronde il KGB, è una cosa molto più complessa che solo un’agenzia di spionaggio: tant’è vero che da lí sono venuti uomini come Bush padre e Putin.

    “Nel suo libro lei distingue fra spionaggio e controspionaggio.”

    Lo spiegai una volta a Ken Follett [a destra]. Per lo spionaggio occorre fantasia, coraggio fisico e un grosso senso di individualità: una spia dev’essere un solitario. Il controspionaggio invece è un gioco di “puzzle”: occorrono metodo e pazienza. Quando noi crediamo che uno che fa bene la spia faccia bene la controspia, prendiamo un abbaglio.

    “Dunque, separazione delle carriere.”

    Esatto. In Italia non esiste una cultura di “intelligence”, che è diretta soprattutto a conoscere: l’utilizzazione dell’informazione non è di sua competenza. Questa mentalità da noi non c’è, perchè sul piccolo schermo o sui giornali si finisce non con l'”intelligence”, ma con le operazioni di polizia. E cosí si confondono due cose completamente diverse.

    “Nel libro lei propone anche una dicotomia tra legalità e legittimità, che è analoga alla distinzione in matematica fra dimostrabilità e verità.”

    Sí: la legittimità è ciò che attiene alla natura degli interessi costitutivi dello Stato, mentre la legalità riguarda soprattutto i fini. Non esiste servizio segreto che non sia illegale, ma l’illegalità del servizio è giustificata dalla sua conformità alla legittimità. E siccome l’amministrazione della giustizia è dominata dalla legalità, occorre che il rapporto tra “intelligence” e giustizia venga mediato dalla polizia. In altre parole, nessuna prova raccolta con i metodi di “unconventional operations” può essere usata senza ottenere un riscontro convenzionale dalla polizia.

    “Mentre, però, la legalità si può facilmente determinare in base alle leggi scritte, come si può valutare la legittimità?”

    E’ una scelta politica. In fondo vi è un’unica forma di nascita dello stato, ed è la rivoluzione: cioè, la scelta e l’affermazione di fatto di alcuni valori. La legittimità deve avere come base lo stesso consenso che sorregge lo stato. E’ quello che dicevano i romani: “ex facto oritur ius”.

    “Ma perchè dovrebbe esserci un’unica legittimità, in uno stato?”

    Infatti in Italia ne sono esistite due, e per questo c’erano la Gladio Bianca e la Gladio Rossa.

    “Cosa sarebbe, la Gladio Rossa?”

    Un’organizzazione creata dal Partito Comunista Italiano, con l’aiuto del KGB, per salvare i capi comunisti in caso di colpo di stato o di invasione.

    “La Gladio Bianca però era ben altra cosa, no?”

    Anche lí ci si preoccupava anzitutto dell’esfiltrazione, alla quale si rivolgeva la maggior parte delle esercitazioni.

    “Con “esfiltrazione” intende “rapimento”?”

    No! Intendo la messa in salvo di personalità politiche, perchè era chiaro che i paesi del Patto di Varsavia avevano gli elenchi delle persone politicamente sensibili. E poi, naturalmente, c’era la creazione dei focolai per un’eventuale azione di resistenza armata, e soprattutto delle basi d’appoggio per le operazioni delle forze speciali.

    “Quando è stata creata Gladio?”

    Mi sembra nel 1954, con il nome ufficiale di “Stay behind”: io non ho sapevo nemmeno che si chiamasse Gladio. Agli inizi c’erano Regno Unito, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera. Poi è entrata la Germania, prima di noi. L’Italia non la volevano, perchè era il paese più spaccato: per lo stesso motivo, gli americani e gli inglesi ritenevano che fosse meglio lasciarla fuori della NATO. Credevano che saremmo stati un peso, e che avremmo avuto una guerra civile.

    “E come ci entrammo?”

    Fu la grande operazione di De Gasperi. Poi ci accettarono anche in “Stay behind”, e ci fu il grosso problema se occorresse ratificare questi atti. Alla fine furono fatti degli accordi tecnici tra i vari servizi di informazione.

    “I socialisti sapevano dell’esistenza di Gladio, quando erano al governo con Nenni?”

    Sí.

    “E i comunisti?”

    Loro hanno sempre negato.

    “Come mai si venne a sapere della sua esistenza?”

    Perchè la rivelò Andreotti.

    “Volevo dire, perchè la rivelò?”

    Perchè lui a queste cose non crede. Lui crede che la storia abbia un solo facitore: Dio. E su questa terra, la Chiesa. Aveva molto più senso laico di statalità Moro, anche se non si poteva considerarlo un cattolico liberale.

    “In che senso?”

    Bisogna distinguere tra democratico e liberale. Ad esempio, io ho sempre sostenuto che il regime dei Soviet fosse un regime democratico.

    “Nel 1917, o anche dopo?”

    Nel 1917 certamente, e con le storture anche dopo. Il regime democratico è il regime della maggioranza, nel senso tardomedievale del temine: non solo “major”, ma “melior pars”. La dittatura del proletariato è cosa ben diversa dal governo dell’aristocrazia, perchè è il governo della parte più cosciente. Che non ha come fine quello di fare i propri interessi, anche se poi magari li fa, ma di fare gli interessi della collettività: da cui la famosa tesi leninista, che la coscienza di classe non nasce dentro il proletariato, ma viene portata al proletariato da fuori, dal partito.

    “E lei pensa che la democrazia si possa coniugare con il comunismo?”

    La democrazia senz’altro, come ha dimostrato l’Unione Sovietica. Il liberalismo meno.

    “Cosa intende per “liberalismo”?”

    La grande concezione della libertà di Locke, che non può diventare nè comunista nè staliniana. Per essere comunisti bisogna derivare storicamente da Rousseau e dai giacobini, che costituiscono l’altra grande concezione della libertà.

    “Ed è possibile coniugare la democrazia con i servizi segreti?”

    Di nuovo, la democrazia sí.

    “Senza rischi?”

    I rischi ci sono, assolutamente.

    “E altri derivano, oggi, da Echelon.”

    Guardi che Echelon c’è da sempre: fu fatta nascere insieme alla NATO, dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’hanno costituita i Servizi di Sicurezza del Regno Unito, degli Stati Uniti, del Canada e dell’Australia, con agenzie fatte di matematici, fisici, linguisti, ecc. Non l’hanno aperta ad altri, ma posso dire per esperienza personale che forniscono informazioni anche a noi, per quanto riguarda la lotta alla droga e alla mafia.

    “E che cosa intercettano?”

    Ormai, tutto ciò che c’è nell’aria. Quello che va per cavo o per fibra ottica deve invece ancora essere intercettato attraverso i Servizi, mediante un’intrusione materiale. Ma il vero problema è come utilizzare l’enorme quantità di informazione che si accumula. In parte si usano parole chiave: ad esempio, se vogliono sapere qualcosa su noi due ricercano “Cossiga” e “Odifreddi” e trovano tutto il materiale in cui compaiono i due nomi, da soli o insieme.

    “La crittografia chi la fa, in Italia?”

    I nostri migliori crittografi sono sempre stati quelli della Marina, anche se adesso la maggiore produzione crittografica viene fatta da un’apposita branca del SIM (Servizio Informazione Militare). Naturalmente una volta si usavano codici manuali, poi si è passati alle bande magnetiche, e ora all’informatica. Ma il problema rimane sempre la lotta tra cifratore e decifratore.

    “E lei usa queste cose?”

    Certo, perchè ho uno strano interesse per tutto questo mondo. Quand’ero alla Presidenza del Consiglio o della Repubblica usavo un sistema fonico sperimentale per i vertici dei paesi della NATO, che non è mai entrato in servizio. Oggi ho telefoni con due possibilità: una cifratura casuale automatica di “routine”, e una sovracifratura manuale per le comunicazioni riservate, che richiede una chiave che solo i due corrispondenti conoscono. E poi mi sono fatto fare un programma personale per la sicurezza dell’e-mail.

    “Un altro problema per la democrazia è, ovviamente, il terrorismo. Durante il caso Moro, avete provato a elaborare strategie matematiche per trovarlo?”

    Venne un esperto americano di origine polacca, Liskiewitz, che era laureato in scienze politiche a Harvard, oltre che uno psichiatra, e adesso collabora a scrivere grandi romanzi. Voleva che lo mettessi in contatto con il mio “team” di strateghi, ma io dovetti rispondergli: “E dov’è?”

    “E oggi siamo ancora cosí impreparati di fronte al terrorismo islamico?”

    A mio avviso, sí. Ad esempio, non abbiamo esperti in culture religiose e conflitti culturali.

    “Lei vede pericoli nel tipo di reazione, emotiva e politica, che c’è stata all’11 settembre?”

    Certo. Io ho ancor oggi lo scrupolo di aver introdotto le leggi emergenziali, che sono poi entrate nella nostra mentalità. In Francia è stato diverso: cessato il terrorismo dell’OAS, le abolirono. E durante l’emergenza, ne affidarono la gestione a una Corte di Sicurezza Nazionale composta di magistrati, perchè non volevano che l’intero sistema giudiziario si abituasse alle leggi eccezionali: altro che Tribunale Speciale, come con molta faciloneria la nostra sinistra definí la Corte!

    “In base alla sua esperienza, come si può combattere il terrorismo?”

    Il terrorismo d’origine ideologica si può contenere con i metodi di polizia giudiziaria, come dimostra l’esperienza con la RAF e le BR. Anche se, in Italia, senza l’alleanza tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista le BR non sarebbero state sconfitte.
    Il terrorismo nazionale non si può sconfiggere senza una soluzione politica. L’ha dimostrato, nel piccolo, l’Alto Adige, e lo dimostra l’Irlanda del Nord. Aznar invece non comprende che il terrorismo dell’ETA è nazionale, e che senza risolvere il problema politico del popolo basco non lo sconfiggerà.
    Il peggiore di tutti è il terrorismo religioso. Specialmente quello islamico, perchè l’Islam rifiuta quello che è stato il prodotto congiunto del cristianesimo e dell’illuminismo: cioè, la separazione tra Chiesa e Stato.

    “Il cristianesimo non ha certo disdegnato la teocrazia.”

    Ma non l’ha mai teorizzata, salvo con Bonifacio VIII. D’altronde, nel Vangelo si legge: “Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”.

    “A proposito di religione, so che lei si interessa anche di teologia. Come mai?”

    Io credo che la povertà italiana nel pensiero logico sia dovuta al fatto che il laicismo d’accatto ha respinto tutta la grande tradizione medievale: Anselmo, Abelardo, Roscellino, Tommaso, ecc. Ricordo un Lecturer di filosofia a Oxford, che mi chiese meravigliato come mai in Italia nessuno studia la scolastica. Ad esempio, come si può capire Kant senza sapere quanto deve a sant’Anselmo?

    “La tradizione scolastica, però, è stata ereditata e sviluppata dalla logica moderna.”

    Eh, il mio grande desiderio sarebbe stato quello di studiare queste e tante altre cose, ma evidentemente non ne avevo le capacità. Dopo aver lasciato la presidenza della Repubblica avevo fatto un bel programma di studi, ma poi sono stato trascinato di nuovo banalmente in politica. Comunque, cerco sempre di ritagliarmi uno spazio per lo studio.

    Pubblicato Giugno 10, 2005 12:36 AM
    http://www.piergiorgioodifreddi.it/

  7. Silendo Rispondi

    Aprile 9, 2011 at 7:17 am

    Le campagne di Disinformazione ( prodotte da appositi organismi di Intelligence ) sono abbastanza complesse e pianificate nei dettagli per avere un effetto destabilizzante che duri nel tempo e che non si limiti alla diffusione di una singola o più notizie diffuse solo per un breve periodo. Chi “controlla” la notizia ha “il potere” mediatico sull’opinione pubblica, questo è il concetto fondamentale. L’efficacia della Disinformazione è data dalla frequenza, dalla ripetizione e dalla persistenza di notizie simili e comunque sia anche apparentemente differenti tra di loro ma che mirano a enfatizzare anche in modo subdolo un determinato episodio deformando la realtà e “producendo una nuova realtà” il quanto più possibile verosimile e quindi credibile. Una frase adatta e molto esemplificativa è quella tipo : “se lo dicono in tanti allora sarà vero…”. Per chi non è del settore, è facile percepire notizie provenienti da fonti diverse come distanti tra loro, e non è affatto facile a volte fare correlazioni nell’immediatezza. Solo dopo alcuni studi (anche a livello di analisi semantica) è probabile scoprire che dietro a diverse notizie si nasconde pur sempre un unica regia.
    Caso ormai famoso di un agguerrita campagna di Disinformazione ad opera di derivati del KGB è molto probabilmente quello del caso Gladio, che dal 1991 ai giorni nostri ha subito (e purtroppo ancora subisce), un attività di Disinformazione in grande stile con il contributo in backstage di potenti partiti politici e altrettanti personaggi pubblici che fungono da vettori non sempre consapevoli e a volte anche in buona fede. Nulla è lasciato al caso quando si “crea” una notizia artefatta con tanti testimoni MAI oculari, ma figli del “mi hanno detto, ho sentito dire, si dice che, dicono che…”. E’ facile essere involontariamente vittime di notizie false e distorte appositamente per danneggiare ed infangare l’immagine di una struttura definita Legittima come la Gladio (la Stay-Behind italiana), ma politicamente finora mai dichiarata tale in modo pubblico a tutta quell’opinione pubblica che negli anni ha creduto a complotti e dietrologie proprio perché accecati da anni di una imponente campagna di “Disinformazia”.

  8. Fortitudo Rispondi

    Aprile 10, 2011 at 9:28 am

    Si avverte nell’aria una “fuoriuscita di nube tossica di notizie”, non facciamoci trovare impreparati dinanzi agli eventi già preannunciati con la “disinformazia”. Chi si propone di fare controinformazione non sempre arriva a colpire il bersaglio prestabilito ma, talvolta, apre (senza volerlo) lo spiraglio ad una visione di un canale inesplorato: fatti, misteri, ed intrighi internazionali…Gheddafi sta vincendo e nessuno ne parla perchè?

    • Max Rispondi

      Luglio 7, 2011 at 8:07 pm

      E’ normale che nessuno ne parla che Gheddafi sta vincendo. Quello che bisognerebbe chiederci semmai è chi sono quegli strateghi che pensavano di vincere contro Gheddafi.
      La storia insegna che solo con i bombardamenti non si vincono le guerre. Allora perché hanno iniziato una guerra persa in partenza ? Se Gheddafi resterà e vincerà, come era logico prevedere, l’Italia perderà tutti i contratti che aveva stipulato a vantaggio di qualcun’altro. Sembra come se l’Italia fosse caduta in un tranello orchestrato per fargli perdere i contratti.

      • giuseppe Monza Rispondi

        Luglio 8, 2011 at 2:39 pm

        Libia

        C’è sempre l’ anello che perseguita la linea politica guida della funzione Nato .
        Gli Stati operano con le vie pragmatiche ormai , mentre il Potere vero e proprio opera con le sue vie ” antiche ” per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
        Oltre alla linea ” simmetrica ” di equilibrio politico , il Potere usa una terza via che blandamente possiamo chiamare ” asimmetrica ” , in quanto ha il compito di preparare ” Nuovi Scenari ” per indirizzare il tipo di politica /opinione pubblica/governi nel stilare azioni nazionali concrete in merito a questi nuovi tipi di scenari globali .

        La pietra che viene buttata nella mischia serve a frantumare gli attori internazionali da un ” versante ” , come se fosse una ” curva geometrica ” che al suo gettito dovra’ incanalare il nuovo modo di operare delle nazioni facente parte della coalizione nato e non .
        Questa forza solo il Potere la può avere e sinceramente se fatta per ” giusta causa ” , la condivido pienamente .
        Stando alla mia analisi dei dati che posso riuscire a comprendere , il Potere sta andando avanti nel suo progetto politico .
        Personalmente ho studiato numerosi altri scenari in merito alle propagande delle guerre delle cose accadute e, sinceramente quanto sta succedendo a pezzi nelle aree di maggior contenuto di guerra , l’ asse di portata (…) non sta avendo nessun tipo di problema nonostante i grandi salti mortali che sta facendo per costruire ” nuovi scenari geopolitici ” in seno alla societa’ generale globale .

        • giuseppe Monza Rispondi

          Luglio 8, 2011 at 6:23 pm

          Libia

          In seguito a quanto ho scritto precedentemente, il Potere deve per forza tagliare da un lato l’ asse portante della guerra , dall’ altra dovra’ costruire un ” nuovo scenario geopolitico ” per fare si che il medioriente possa imporre all’ Europa un disagio politico con l’ avanzata della CINA e la Russia con il suo condotto orientale .

          Il confronto ultimo in merito a Israele sara’ la religione musulmana e la religione ortodossa ( che ancora non si è amalgamata del tutto )
          Il potere di per sè non ha problemi perchè innanzitutto è uno spettro , èd e’ sempre dietro a tutto …
          Dato che il burattinaio invisibile (…) muove i fili e sono anche pensanti essi , per sistemarli a perfezione deve dividerli a pezzi e posizionarli in buchi precisi …

          Ma come si fa a ” riunirli ” e poi inserirli in ” fasce ” ?
          C’è un incredibile lavoro dapprima a livello ” sociologico ” , bacchettando la societa’ attraverso i passi di ” economia politica-politica economica ” dei vari governi riflessi nelle coalizioni internazioni , poi si provvede al ” flusso migratorio a incrocio ” facendo emergere le ” forze corrispondenti e le forze oppositorie sia dal basso che dall’ alto ” .
          Qui si inizia a dividere i rami secchi dai rami produttivi di potere locale .
          Infine , il potere tirando la societa’, filtra l’ anima di questi poteri locali annientandoli del tutto .
          La societa’ da che era in potere a livello locale , adesso è diventata ” comunita’ del potere ” .
          In modo che si potra’ avere alla fine un ” sistema comunitario ” diviso gerarchicamente fino ad arrivare al vertice assoluto …

          Ovviamente in ogni cosa che si fa c’è sempre un bene e un male .
          Guardandola dal lato del BENE , è l’ unico modo per non fare piu guerre in futuro .
          In che modo tutto questo ? Nel modo che il Potere si propaghera’ da una zona precisa e dara’ la possibilita’ a tutti di usufruirne ma , dovra’ tornare indietro al mittente una volta terminate le operazioni di vita .
          Adesso di diverso c’è che ogni individuo può fare il bello e il cattivo tempo ; c’è ancora molta gente che può causare PROBLEMI POLITICI perchè ha la reale possibilita’ di Danaro per comprare qualsiasi cosa al mondo, compreso le forme statali e parastatali .

          Gli esseri umani hanno i ” vizi fisici ” pertanto sono facilmente comprabili con soldi e puttane e trasgressioni varie .
          L’ essere umano non ha ancora sviluppato la sua ” spiritualita’ ” , per cui non è ancora in grado di ” discernere ” la via , la verita’ e la vita .
          L’ essere umano si domanda ancora il come potrebbe entrare ” al padre ” .
          ( su questa cosa , ai posteri l’ ardua sentenza )
          Cito solo una situazione mondiale e specialmente in italia : le religioni non cattoliche – cristiane criticano la stessa perchè dogmatica .
          La critica è costruttiva e va bene ma , cosa stanno facendo di diverso per esempio i ” buddisti ” dalla cattolica ?
          I buddisti ormai recitano come si recita il santo rosario . La gente non se ne rende conto ;frequentano perchè c’è qualcosa di diverso, cioè di meno opprimente rispetto all’ organizzazione che adottano i preti nelle chiese. La cosa nuova , la diversita’, la situazione piu’ alleggerita .
          Intanto il Giappone si ingrandisce sempre piu a livello mondiale , quindi un passo avanti nella globalizzazione .

          A livello di studi strategici , da che il buddismo si reputava lontano dalla cattolica , adesso ne copia il sistema . La congiunzione .
          Questi sono dei processi che il Potere fa molto bene a guidare nella direzione progettata , lo sapete perchè ? Perchè religioni VERE non esistono ! Solo questione di Potere e basta .
          Le capre ( il popolo corre dietro a tutto )

          Vorrei citare un esempio :

          L’ uomo si domanda da secoli , dove DIO avesse nascosto la ” verita’su di sè in relazione alla creazione umana .
          Sapete cosa risponderebbe Dio in merito ? L’ ho nascosta nella parte piu’ che vicina che potesse esserci all’ uomo , ma l’ uomo cerca altrove …

          shalom a tutti voi fratelli

  9. Marco Rispondi

    Aprile 10, 2011 at 10:00 am

    Risulta evidente che la mania di grandezza dei francesi per non dire degli inglesi, ha trascinato l’Italia, quindi la Nato, in questo marasma internazionale…

  10. Fortitudo Rispondi

    Aprile 10, 2011 at 11:01 am

    Certo che un certo James Cappler (DNI), aveva anche avvertito il Senato degli Stati Uniti ed il presidente Obama, di quanto fosse difficile contrastare militarmente la resistente difesa del rais, Muammar Gheddafi. Col senno di poi, molti si devono ricredere, in quanto il Colonnello, oltre che uno stratega militare, è anche uno stratega politico. Ora, “cercasi la mitica Nato” che rischia di diventare qualcos’altro…Ritorniamo alle regole della “guerra non ortodossa” che ci ha permesso di prevedere i primi attentati in Iraq. Convochiamo un Summit a Pratica di Mare per avversare chi in realtà vuole disintegrare il “patto Nato”.
    Non si può che constatare che sono cambiati gli scenari: prima c’era il muro di Berlino e l’ipotesi di un’eventuale invasione comunista in Europa, adesso invece, abbiamo l’infiltrazione di cellule terroristiche islamiche.

  11. Matrxx oo7 "ANGELS" Rispondi

    Aprile 13, 2011 at 3:40 pm

    “L’informazione”
    certo che sembra cosi difficile vedere l’informazione sotto una forma semplice “in questo caso” invece non è cosi , ormai una info e molto veloce non lascia spazio, è passa in osservato tra di noi in qualsiasi cosa che facciamo una info e li pronta a fare il suo lavoro e gli esempi sono milioni.
    Tramite persone , mezzi, è spazi compie il suo compito ; porta il mondo verso il futuro e gioca un ruolo importante “L’evoluzione” mica poco si puo dire che noi diamo tutto per scontato , ma quante persone compiono atti che a volte in una interpretazione sbagliata o una mancata info giusta di dovere compie un errore?? che può essere di decisione, di mala azione “con conseguenza”. Sembra banale ma sè una persona domani mattina per una mancata giusta informazione che non gli è stata data o non a ricevuto ,il suo cervello ideologico va per quella idea , si alza una mattina scatta un pensiero e compie una azione veramente orribile del tipo, vi ricordate di recente quando quel folle è entrato nella scuola e a ucciso,,??? o chi si sveglia una mattina e inizia a sparare sui civili,,?? a prescindere se sia una persona di minore o maggiore importanza secondo voi L’info poteva fare qualcosa ????????????? secondo me si ed è molto importante , con questo vorrei dire di non trascurare L’informazione semplice o come si può dire banale perchè non ci trovo nessuna differenza tra un matto che spara in una classe è un matto che spara sui civili. E’ vero che l’informazione fa il suo dovere o lavoro ma è anche vero che se noi non usiamo questo mezzo di info a dovere l’evoluzione sarà più catastrofica.
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  12. Giovanni Rispondi

    Aprile 14, 2011 at 12:04 pm

    Ragazzi, imparate come si fa disinformazione, guardate i due articoli sul processo breve, c’è un tale Ameruso che è un ottimo allievo della scuola bolscevica!

  13. Giovanni Rispondi

    Aprile 14, 2011 at 4:17 pm

    L’altro articolo è scomparso, forse il tale Ameruso ha anche doti magiche, lo ha fatto sparire!!! Bella serietà, all’insegna della “par condicio”!

  14. Gabriella Rispondi

    Aprile 14, 2011 at 4:31 pm

    “PROCESSO BREVE, NESSUN RISCHIO

    Nonostante le terroristiche affermazioni di alcuni esponenti dell’opposizione, le nuove norme sul processo breve e sulla prescrizione breve non incideranno sui procedimenti per il disastro di Viareggio, il terremoto dell’Aquila o per il crack Parmalat.
    Per il primo i Pm stanno procedendo per reati gravissimi, come l’omicidio colposo plurimo e il disastro ferroviario, puniti con pene molto severe e che si prescriveranno, quindi, in un tempo lontanissimo; se il processo breve verrà approvato la prescrizione del disastro ferroviario di Viareggio maturerebbe in 23 anni e quattro mesi, quindi nel 2032, e la prescrizione dell’omicidio colposo plurimo addirittura dopo, fino a un massimo di 35 anni dai fatti, quindi nel 2044.
    Lo stesso vale per i processi per il terremoto dell’Aquila, dove il termine di prescrizione si ridurrebbe di soli dieci mesi. E anche su Parmalat non ci sarebbe nulla da temere, visto che per il reato di bancarotta fraudolenta ed aggravata si passa dai 18 anni e nove mesi a 17 anni e sei mesi.”

    QUESTO ERA L’ARTICOLO CANCELLATO

    Penso che bisogna riflettere prima di propinare affermazioni assolutistiche; questo articolo dice la cosa diametralmente opposta all’altro articolo sul processo breve; a chi credere dunque? Alla Camera che ha recentemente approvato il processo breve o all’articolo di Ameruso? Ai posteri l’ardua sentenza!

  15. Marco Fattizzo Rispondi

    Aprile 16, 2011 at 11:56 am

    La Camera che ha approvato il processo breve, ha anche “approvato” di credere alla convinzione che Berlusconi fosse convinto che Ruby fosse nipote di Mubarak… quindi con tutto rispetto mi pare che Ameruso sia più credibile.

  16. Matrxx oo7 "ANGELS" Rispondi

    Aprile 20, 2011 at 3:35 am

    A mio parere sembra molto più importatante curare o approfondire altre tematiche,, quello che c’è da chiedersi per nquanto tempo si può sopprimere la forza di un popolo o di una Nazione?? 1-2-3_4 decenni al massimo ma ora l’informazione corre alla velocità della luce , si sa tutto cio che succede dall’altra perte del mondo con un clik, quindi non c’è da meravigliarsi sè poi accadono rivolte e cose poco gradevoli , chi a fatto il pancione a furia di mangire sulla poltrona presidenziale si deve ricordare che la terra si è evoluta, è qui non stanno più a guardare, esiste un detto che è anche di fatto “l?unione fà la forza ” quindi ognuno il suo compito, io scrivo cio che vedo , chi di competenza provvede a riferire , chi è inteligente si mette a dieta si mette a posto con le idee poi tutto andrà per il meglio,, Ma secondo voi quanto può durare questa resistenza ?? umilta-umilta ,vita degna di essere vissuta,, avviciniamoci alla religione ,, un pezzo di pane per tutti…… Quello che voglio esprimere chè giorno d’oggi l’informazione è molto veloce ormai deve andare tutto come deve senò sarà un continuo scoppio rivolte. Poi accdrà un nuovo fenomeno non più guerre tra stati ma guerre tra stati e popoli
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  17. lorenzo Rispondi

    Aprile 20, 2011 at 12:57 pm

    Vorrei far notare che le campagne di disinformazione sono prodotte e controllate da un organo dei servizi segreti che risponde direttamente ed è controllato, dopo la riforma del governo prodi del 2007, direttamente al primo ministro.

  18. providor Rispondi

    Aprile 22, 2011 at 11:24 pm

    Evidentemente sei poco informato. Alcuni, non tutti, i Servizi di intelligence, hanno specifiche Sezioni che si occupano esclusivamente di organizzare e sostenere campagne di disinformazione, quasi sempre in direzione di obbiettivi stranieri. Il più classico di questi esempi è il KGB sovietico, che peraltro ha trasmesso queste sue iniziative ai servizi che l’hanno sostituito. I Servizi italiani, nè quelli attuali, nè i precedenti (dalla fine della guerra) hanno mai avuto simili strutture. In ogni caso questo è un tipo di disinformazione per così dire istituzionale, di un Paese contro un altro. Quella a cui si riferisce l’autore dell’articolo è invece una disinformazione “strisciante”, degli uni contro gli altri all’interno della stessa Nazione, volta a screditare e mettere in crisi gli avversari politici. Questa disinformazione utilizza mezzi ed uomini “di parte”, consapevoli o meno, prezzolati o volontari. Raramente, almeno nei regimi democratici, le Istituzioni e soprattutto i Servizi svolgono questo lavoro per conto degli uomini al Governo, anche perchè i governati passano ed i Servizi restano. Non è comunque il caso
    dei Servizi italiani, di cui in passato si è detto ogni male possibile, ma mai sono emerse situazioni di questo genere. Il tuo poco camuffato tentativo, quindi, di far ricadere sull’attuale Presidente del Consiglio la responsabilità di una campagna di disinformazione attuata attraverso i Servizi di informazione mi sembra naufragato, considerato anche che il P.d.C. (vedere la legge sulla riforma dei servizi del 2007) ha la responsabilità politica dei Servizi di informazione, ma non la direzione tecnica; in sostanza, non è lui che dice ai Servizi cosa devono fare e come!.

  19. Silendo Rispondi

    Aprile 23, 2011 at 3:40 am

    Complimenti providor per l’esaustiva e completa spiegazione in merito.
    io in generale evito di entrare nei dettagli (per ovvi motivi), ma preferisco fare discorsi più generalizzati, seppur comprensibili anche ai non addetti ai lavori.

    Colgo l’occasione per Augurare a tutti i lettori di questo sito e agli amministratori una serena BUONA PASQUA !

  20. frank Rispondi

    Aprile 25, 2011 at 4:42 am

    E’ a dirsi che l’aspro conflitto fra informazione e disinformazione nasce nello stesso istante in cui la cd. notizia, il fatto storico rilevante, è percepita dall’uomo e trasfusa in uno scritto o in qualsiasi altro atto informativo destinato alla diffusione. Quindi è il “notiziato”, colui il quale percepisce una notizia di prima mano, il vero dominus dell’informazione: quest’ultimo per quanto possa dirsi imparziale e quindi equidistante rispetto agli interessi sottesi al fatto che apprende, difficilmente sarà neutrale, cioè completamente indifferente rispetto agli stessi, interpretando l’evento in base alle sue convinzioni, al suo sostrato culturale, ai suoi interesssi e finalità. Da questo momento, la notizia “confezionata” inizia la sua diffusione sociale, diventando oggetto di ulteriori interpretazioni, chiose, conclusioni più o meno interessate.
    A ciò si aggiunge una cronica difficoltà di controllo della veridicità del fatto e dell’attendibilità della fonte, la non esaustività degli interventi delle Autorità di garanzia, l’interposizione fittizia personale come mezzo elusivo dei conflitti d’interesse nell’informazione, il discutibile livello di comprensione delle masse, la strumentalizzazione politica. Nulla è come sembra!!!

    • giuseppe Monza Rispondi

      Luglio 7, 2011 at 7:46 am

      Oggi abbiamo in Italia il governo Berlusconi da circa 15 anni .
      Silvio Berlusconi andò a potere per il dopo Craxi , certamente per salvarsi qualcosa che scottava .
      Le campagne che sono state fatte per fare si che Silvio Berlusconi andasse a Potere , sono tante dal basso sociale iniziando dalla Sicilia .
      Berlusconi da sempre ha avuto i contatti giusti nel sostrato sociale-politico-economico del paese Italia con confronti anche all’ estero .
      Per sociale intendo che egli è stato sempre inserito nella societa’ economica di potere (…)
      Egli è un capo settore di ciò che rappresenta a livello economico di potere .
      I preparativi dell’ avvento ci sono stati a tutti i livelli politici .

      Adesso dopo 15 anni di politica ci ricordiamo ” a livello mediatico ” perchè solo questa è la questione , che questo personaggio è veleno per gli italiani .
      Allora il potere occulto del controbilanciamento ha saputo ” menzionare ” bene del dove spostare le ” redini politiche ” piu’ avverse al potere stesso .
      Quindi da questo preciso istante , Berlusconi da fastidio !
      Ormai le componenti politiche si stanno adempiendo sotto il profilo comunitario affinchè le realta’ sociali partitiche possano coaugularsi in forma stabilita .
      Il POTERE è sempre lo stesso , si è spostato ancora altrove …
      Nella societa’ , nella politica , noi popolo giochiamo ruoli compiacenti alla classe del Potere tramite ” strumenti ” come partiti , sindacati , associazioni , e quanto altro per il fine comune e per conto di esso .
      Intanto la gente non si nutre del giusto cibo (…) , ma bensi’ si nutre del cibo artificiale (…) donato dai nobili .
      Ed ecco il divario classista ( nel sociale ) tra tutti noi uomini e donne che in realta’ non siamo tutti uguali come hanno voluto dimostrare ” per prenderci per il culo ” i comunisti di Massimo D’ Alema e la Cgil in tutti questi anni .
      Non dimendichiamo le cooperative rosse , il sindacato-partito ( cgil )che è una vera cinghia di trasmissione del partito comunista-democratico al governo .
      La cgil fattura come una grande azienda , ma con la particolarita’ che non produce benefici e non da posti di lavoro , bensi’ mantiene gli scansafatiche dei funzionari , segretari negli uffici pagati dai cittadini che vanno a buttare il sangue presso i datori di lavoro .
      I lavoratori sono costretti a pagare l’ ENTE BILATERALE obbligatoriamente con prelievi forzati dalle buste paga a fine mese .
      L’ ENTE BILATERALE dovrebbe promuovere i corsi di formazioni e quanto altro con lo scopo dell’ evoluzione della classe lavorativa , invece esso si riduce a mero collettore di scarica ” soldi dei dipendenti ” nelle casse di CGIL, CISL, UIL e padroni di aziende .

      Cosa ha fatto Massimo D’ Alema in merito ? Cosa ha fatto bertinotti prima di andarsene ? Massimo D’ alema con le cooperative rosse , con i giornali della sinistra comunista e quanto altro .
      Noi critichiamo Berlusconi ? berlusconi non sta facendo altro che i cavoli suoi come lo hanno sempre fatto gli altri politici votati con il sangue della gente .

      • Max Rispondi

        Luglio 7, 2011 at 8:21 pm

        I sindacati di sinistra funzionavano quando la sinistra comunista stava relegata all’opposizione. Adesso che i comunisti sono un partito liberale di governo, che si alterna a questa destra liberale, i sindacati fanno da spalla al partito.
        Questo è il modello bipolare anglosassone, con due poli, che fanno finta di litigare e stanno entrambi al servizio del potere.

  21. giuseppe Monza Rispondi

    Luglio 7, 2011 at 8:02 am

    INFORMAZIONE E CONTROINFORMAZIONE

    Puntare il dito sui servizi segreti è facile ,oppure sulle polizie quando ci sono scontri in mezzo alle piazze con i dimostranti .
    La societa’ globale dal livello territoriale al livello nazionale con la coaugulazione estera, sta subendo connotati diversi tra la gente .
    La gente si sta stringendo , si sta ribellando in modo pilotato ed in modo facinoroso ; questo tipo di politica riporta ” sembianze sociali emergenti ” .

    Dunque , l’ informazione individuale avviene immediatamente perchè quasi tutti possono trovarsi in mezzo al ” dato politico ” dove sta emergendo questa situazione .
    Proprio qui in mezzo bisogna fare il lavoro ” informativo ” e ovviamente viene anche fatto il lavoro ” controinformativo ” che serve alla costruzione del ” dato esemplare ” da innestare nella politica statale .
    La societa’ si muovera’ diversamente con la globalizzazione politica perchè in realta’ è una globalizzazione sociale di sostrato , divisa in rami .
    La divisione si avra’ anche nei tronchi .

    1) è la radice del potere ( sotto )
    2) il corpo sociale unico (è il popolo globale sta nel mezzo )
    3) l’ albero da il frutto ( sopra )

    L’ individio è la via , la verita’ e la vita . Nessuno entra nella conoscenza se non per mezzo dell’ essere .

    Shalom a tutti
    Pace a voi , siate sereni

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