Servizi segreti: ” Palermo – Saint Tropez”

aprile 22, 2011

Dopo lo svincolo di Bologna, tra Fidenza e Parma, Massimo Ciancimino è stato fermato ed arrestato da un nucleo della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) di Palermo, mentre con moglie e figlio si recava nella località di Saint Tropez, per le vacanze pasquali.

Massimo Ciancimino in aula

Il figlio di “Don Vito” (l’ex Sindaco di Palermo) salito alle cronache per aver dichiarato l’esistenza del famigerato “Papello”, documento secondo cui vi era la prova di una trattativa tra “mafia e Stato”.  Per tale motivo, sono finiti sotto inchiesta il Generale Mario Mori ed il Colonnello Mauro Obinu del ROS, accusati entrambi di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e di aver “favorito” la latitanza del Boss Bernardo Provenzano, nonchè la mancata cattura dello stesso nell’ottobre del 1995. Martedì prossimo, Ciancimino Massimo, dovrebbe essere sentito come teste, a Palermo, per il suddetto processo a carico del generale Mori, quest’ultimo, lo scorso 28 settembre 2010, di sua spontanea volontà si era presentato al Tribunale di Palermo per dimostrare che alcune copie delle lettere di Vito Ciancimino,  indirizzate a Silvio Berlusconi, erano state manipolate tramite i programmi Power Point e Photoshop.

Il Generale Mario Mori

 

Il figlio di “Don Vito” alcuni mesi fa, indicò l’ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, attuale direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, come il “famigerato signor Franco”. Per tale motivo è stato querelato ed accusato di calunnia aggravata e, adesso, inchiodato dalle prove della Polizia scientifica per aver falsificato il documento inviato alla Magistratura.

Il direttore del DIS (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza) Dott. Gianni De Gennaro

A questo punto non ci resta che chiederci chi è “il personaggio Massimo Ciancimino” ?

Inoltre, tutte queste bugie e calunnie a cosa realmente mirano? C’è una strategia dietro?

Marco Federico

 comunicazione@servizisegreti.com

Tags: , , , , , , , , ,

3 commenti per Servizi segreti: ” Palermo – Saint Tropez”

  1. nico on aprile 23, 2011 at 6:08 am

    non credo che ciancimin abbia un “disegno”, è solo che un pezzente figlio di un mafioso e al massimo spera di confondere le acque, forse sperando in sentenze meno severe per i suoi amici, per il ragionamento del “noi siamo stati gli esecutori, ma i veri mandanti sono ancora la….”
    un “disegno” sembra esserci tra quelli che credono alle sue storielle.. che per prenderle sul serio bisogna essere, come dico spesso, o tonti, o in mala fede.

  2. Fortitudo on aprile 23, 2011 at 9:57 am

    Nico, questo è un aspetto da non tralasciare: “tra esecutori e mandanti” quale convezione esiste? O meglio, forse “il Ciancimino star televisiva” ha attuato un linguaggio nuovo di comunicazione tra mafiosi? Per esempio, Riina sostiene che a Massimo, il figlio di “Don Vito”, interessano “i picciuli”.
    Ma a quanti non intererssano i soldi, forse non a tutti mafiosi? Allora, potrebbe trattarsi di un messaggio velato per chi deve intendere e volere di un potere che molti dicono “in naftalina”, mentre invece si sta ristrutturando con tecniche e modalità completamente nuove, in fin dei conti si vive nell’era della comunicazione e sappiamo che anche la criminalità organizzata non è a meno, si aggiorna e si adegua al mercato spregiudicato del “dare e dell’avere”. Un principio antico come il mondo, questo dell’economia mondiale, forse vale anche per i mafiosi e la criminalità organizzata?
    E’questa la nuova SPA pensata immagginata da Don Vito da Corleone? Un sistema clientelare in cui tutti si rincorrono “al piattino”, mentre l’avvocato Massimo, butta “la pallina altrove” e studia da grande investitore…Dal riciclaggio è passato alla “calunnia canalizzata” per fini a noi ancora oscuri…Chissà che il “signor Franco” un bel giorno non si presenti spontaneamente in televisione e ci sveli questa “pantomima cianciminiana”.

  3. nico on aprile 26, 2011 at 3:19 pm

    non è male questa teoria! ma c’è una cosa che non consideri: è vero, a tutti interessano i soldi, e spesso la gente è mossa dal desiderio di averne di più. Ma alla gente interessa anche un altra cosa (oltre la f**a), il potere. Io credo che massimino stia giocando a fare “l’ago della bilancia”, credendo che con le sue storielle stia facendo tremare chissà chi… certo, una sensazione piacevole per chiunque, specie per uno che come lui non ha niente da perdere.
    Comunque, io non stento a credere che tra esponenti mafiosi (ovvero dell’elite siciliana) e alcuni apparati dello Stato preposti a tale compito, dei contatti ci siano stati e ci siano. Non metto neanche in dubbio che l’elitè siciliana abbia avanzato delle richieste, spudorati come sanno essere solo quelli che hanno svoltolato il fieno fino a ieri e oggi girano in ferrari. Probabilmente, se tutto fosse dipeso da Giulio Andreotti, non stenterei a credere che molte altre richieste sarebbero anche state accolte, come molte lo sono state.
    Quello che non mi convince è che: a) il sindaco mafioso di palermo curasse a tal punto quello che gli americani chiamano “rapporto padre-figlio” da spiegare certi particolari della sua vita “professionale” a Massimo, all’epoca dei fatti appena diciottenne; b)credo piuttosto che se certi fatti gli sono stati realmente rivelati dal padre, ciò sia avvenuto in punto di morte, e infarcito di molti e fantasiosi particolari , inoltre c)le storie di massimo parlano di personaggi talmente “in alto” già all’epoca dei fatti, da rendere inverosimile un loro diretto coinvolgimento nelle presunte “trattative”; se avesse detto che berlusconi incontrava i mafiosi negli anni ’60, o che un allora sconosciuto ufficiale dei servizi incontrasse esponenti mafiosi millantando rapporti diretti con la presidenza del consiglio, sarebbe stato più credibile.
    Probabilmente, il signor Franco se è esistito (o meglio: se è esistita una persona che ha perseverato a lungo nel cercare un accordo, tanto da lasciare traccia nei ricordi di don vito) allora il signo Franco fu proprio un signore troppo zelante, o che si fidava troppo dei politici, o entrambe le cose. Magari questo signor franco aveva veramente avuto modo di parlare con andreotti o con craxi in qualche occasione, o più probabilmente con qualche sottosegretario o deputato della maggioranza, e può anche essere che in via informale qualcuno gli avesse prospettato quella che per lui era una soluzione ragionevole al problema della mafia siciliana, e questi l’aveva riferita come una proposta ai diretti interssati.
    Certo, di questa proposta don Vito non credo abbia parlato a cena con la famiglia. E certo quel poveraccio che ha girato la sicilia a prospettare “compromessi” tra stato e mafia non l’hanno fatto direttore della DIA a meno di un anno dalla strage di via d’amelio.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



Collabora

    Vuoi collaborare con noi scrivendo articoli e partecipando alle nostre discussioni? Scrivici: info@servizisegreti.com