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Servizi Segreti: Fulvio Martini, un galantuomo dell’Intelligence mondiale.

Ammiraglio Fulvio Martini

Mi piace ricordarlo con un suo leggendario concetto che sovente amava esprimere: ” per fare un determinato lavoro bisogna essere dei veri galantuomini, altrimenti, si rischia di sporcarsi, non solo le mani…”

In un momento in cui si discute di attuare la “riforma dei servizi segreti italiani”, non si può fare a meno di ricordare il grande protagonista dello spionaggio internazionale.

L’ex direttore del Sismi (oggi Aise) non prediligeva molto la parola “spia”, ma piuttosto preferiva, non a caso, il termine “Intelligence”. Sicuramente è stato un uomo riverito e riconosciuto a livello internazionale, un esempio di agente segreto ad Hoc., uno degli “attori principali” della “guerra fredda”.

Quando pensiamo a lui, i ricordi ci “conducono per mano” alla fatidica “notte di Sigonella” in cui, in quel lontano 1985,

dimostro al mondo intero il suo spirito di sacrificio, senso del dovere e amor di Patria…

“Il caso ha voluto che io diventassi l’uomo che, sul terreno, ha gestito, in nome del Presidente del Consiglio Craxi, la crisi con gli Stati Uniti…

Craxi in Parlamento

…Non so ancora, dopo tanti anni, quali siano stati i contatti diplomatici e i rapporti tra le parti, le promesse che si erano scambiate; non so quello che si dissero: Craxi, Andreotti, Mubarak, Arafat e gli altri che parteciparono alla trattativa. Seppi soltanto che ai dirottatori della “ACHILLE LAURO”,sbarcati ad Alessandria e presi in consegna dagli egiziani, erano stati promessi un salvacondotto e il trasferimento in un altro Paese arabo…

…Chi partecipò a quell’episodio, difficilmente potrà dimenticare i particolari: gli alti e bassi, l’oppressione delle responsabilità, le speranze, le tensioni, l’attesa delle decisioni altrui.

Il mio antagonista americano, il generale Steiner, era un privilegiato; aveva le notizie in tempo reale, parlava con gli Stati Uniti via satellite su strani apparecchiature che codificavano e decodificavano istantaneamente le sue parole.

I miei sistemi di comunicazione, invece, erano più ruspanti…

Uomini CIA

…La Cia consegnò al Sismi il testo definitivo cinque giorni dopo quello che è comunemente noto come “l’incidente di Sigonella”. Forse, se ce l’avessero dato un pò prima, le cose sarebbero andate diversamente.

E’ difficile dirlo…Certo è, che la posizione del gruppo dirigente italiano che aveva gestito la vicenda di Sigonella, non era compatto, sosteneva tesi diverse.

Il Sismi si trovò ancora una volta, come si dice, “in mezzo alla tempesta…” (Fulvio Martini)

Tornando ai giorni attuali, caratterizzati dalla crisi mondiale sia sul piano politico-economico che sociale, è indispensabile che le forze politiche trovino unità di intenti in ambito SICUREZZA, dimostrando forte senso di responsabilità, capacità di dialogo e confronto, in modo da attuare al più presto, un’adeguata riforma dei servizi segreti italiani, al passo con i tempi… Marco Federico

Presidente del Copasir Massimo D’Alema

Direttore DIS, G. De Gennaro con il Presidente del Consiglio, M.Monti

14 Responses to Servizi Segreti: Fulvio Martini, un galantuomo dell’Intelligence mondiale.

  1. K50R

    Maggio 2, 2012 at 3:44 am

    Un articolo inaspettato!Mi congratulo e sono daccordo con l’autore dell’articolo Marco Federico,nel sottolineare che il Grande Ammiraglio Martini, nomer in codice “Ulisse”, era un vero galantuomo e professionista dell’Intelligenze.

    Un uomo come Fulvio, sarebbe da esempio per molti che aspirano a diventare agenti. Inoltre, sicuramente, un punto di riferimento per chi agente segreto lo è già.

    Onore all’Illustre Ammiraglio Martini!

  2. Pingback: Servizi Segreti: Fulvio Martini, un galantuomo dell'Intelligence ... | Mossad | Scoop.it

  3. Mediterraneo

    Maggio 2, 2012 at 6:10 am

    Mi associo a chi ritiene ed ha ritenuto Fulvio Martini un vero Galantuomo. Un uomo di altri tempi? Per chi volesse approfondire, qui di seguito riporto uno stralcio estrapolato da ARCHIVIO ‘900. Buona lettura agli appassionati di Intelligence.

    22 ottobre 1990
    “Con quattro mesi di anticipo Andreotti congeda Martini, Andeotti ha ufficialmente comunicato ai membri istituzionali del Consiglio Supremo della Difesa (Presidente della Repubblica, Ministri, della Difesa, Interni, Esteri, Bilancio, Tesoro, Industria, i Capi di Stato Maggiore delle tre Armi) che dal 26 febbraio il nuovo Direttore del SISMI sarà il Generale Giuseppe Alessandro D’Ambrosio che, nella stessa riunione, è stato nominato Segretario del Consiglio Supremo della Difesa. Il “cambio” sta avvitando polemiche, sospetti e malizione connessioni in un clima surriscaldato dal caso Moro. La decisione di Andreotti è ineccepibile. Dopo otto anni a Forte Braschi si cambia. Gli ultimi dodici mesi sono stati durissimi. Hanno visto l’Ammiraglio Martini schierarsi contro i servizi americani, inglesi e francesi, es entrare più volte in rotta di collisione con Andreotti. Con il Presidente del Consiglio lo scontro è stato durissimo e soprattutto pubblico.”

    Per chi vuole continuare la lettura:
    SISMI − archivio900.it

    • Bill

      Maggio 14, 2012 at 12:09 pm

      Riporto non a caso questa frase storica ed emblematica: “Nonostante il profondo mutamento della situazione internazionale, non essendo noti a tutt’oggi i “protocolli segreti” firmati dal governo italiano al momento di adesione alla NATO, non conosciamo bene quali altri obblighi abbia l’Italia nei confronti degli USA.” L’Ammiraglio di cui parla Marco Federico è stato un uomo capace di assumersi le proprie responsabilità restando fedele alle Istituzioni. Oggi, come lui ne intravedo alcuni: il Prefetto Gianni De Gennaro ed il Prefetto Mario Mori, degni di Servire il proprio Paese! Sono dei veri galantuomini. Vi posso assicurare che alcuni uomini degli apparati governativi a questa mia affermazione storceranno il naso ma, si rassegnino, ci sono delle sostanziali differenze tra i tre da me menzionati ed altri pseudo gentleman!

      Complimenti non solo all’autore dell’articolo ma a chi c’è dietro a questo sito!

  4. Paolo

    Maggio 2, 2012 at 7:39 am

    All’Ammiraglio Martini, se oggi fosse in vita, chiederei se c’è in atto una “guerra monetaria contro l’Europa”. Quindi, ben vengano uomini di Intelligence come “Ulisse”.

  5. Gabriella

    Maggio 2, 2012 at 7:48 am

    Gli USA devono difendere il dollaro! L’ Ue deve necessariamente difendere se stessa dall’avanzamento in Europa, attuato dalla Cina e monitorato dagli americani. L’Intelligence è sicuramente parte fondamentale degli equilibri mondiali.
    Il mondo in cui viviamo è questo e mi sorprendo quando qualcuno si scandalizza dell’esistenza dei Servizi segreti nel mondo. Quindi, uomini che hanno lavorato ed operano per i Servizi, che sanno perfettamente quello che fanno, ma che non prescindono dall’essere galantuomini, sono da stimare e ricordare sempre.

    • maxmor61

      Maggio 8, 2012 at 9:28 am

      Non hò conosciuto personalmente l’ammiraglio Martini, ma conosco benissimo alcune persone che con lui hanno lavorato! e tutti sono concordi nel dire che dopo di lui, i servizi sono cambiati………..non in meglio!

  6. Anonimo

    Maggio 2, 2012 at 2:23 pm

    Grazie Marco per l’articolo su Martini, ogni tanto fa piacere ricordare cose belle.
    In riferimento a K50R, beh, hai toccato un punto cruciale, ovvero che sono sempre più rari i personaggi carismatici da cui prendere spunto, quelli da ammirare, seguire, i saggi che ti insegnano qualcosa per farti crescere, per imparare, avevano il piacere di insegnati quel “mestiere” al di la delel direttive e dei compiti precisi ed univoci del one-shot. Oggi siamo sempre più saturi di gente arrivista, senza scrupoli che preferisce pugnalarti alle spalle a prescindere perche nella sua incapacità ed insicurezza solo denigrando gli altri riescono a farsi notare in questo mondo di squali “grigi”. Troppi professori della carta che creano solo un clima pesante alimentando inefficienze e delusioni nel proprio lavoro, tutti solidali solo ad aspettare il giorno dell’accredito…

  7. Anonimo 2

    Maggio 4, 2012 at 11:40 am

    Condivido con l’omonimo ed aggiungo che se ci fosse oggi Fulvio, sicuramente, potrebbe dare una mano al Dipartimento nel reclutare uomini e donne capaci di Fare-Intelligence.
    Lui sapeva distinguere ed evidenziare certe lacune di chi è venale e troppo ambizioso.
    Questi prima o poi tradiscono, è matematico-scientifico.
    Molti oggi aspirano a diventare dei veri 007,soprattutto donne, che anche se hanno conseguito Diploma di laurea non vol dire che non tradiranno…Nulla contro le donne ma certe “veline” parlano chiaro. Non si può prescindere dal talento che non tutti hanno anche se sei bravo nelle lingue o a crittografare…

  8. Lucia

    Maggio 5, 2012 at 4:33 am

    Date una lettura:
    Nome in Codice: Ulisse – Fulvio Martini – 1999 | Filippo Colizza

  9. Anonimo

    Maggio 5, 2012 at 8:59 am

    Grazie Lucia per la segnalazione, conoscevo il libro di Fulvio ma non il Sig. Colizza ,e leggendo nel suo blog ( http://filippocolizza.com/ ) ci sono molte opinioni personali su diversi episodi che condivido anchio allo stesso identico modo.

    • Gabriella Gagliardini

      Maggio 6, 2012 at 5:19 am

      Ricordo la mia prima assegnazione alla Questura di Ancona, e` proprio la` che conobbi l’Ammiraglio Martini; fui presentata dal mio dirigente a lui, ma non capii subito chi fosse quella persona, del tutto affabile e di gran classe.
      Si dice che “la prima impressione e` quella che conta” e la mia fu davvero ottima nei suoi riguardi. Mi ero imbattuta in un galantuomo dei vecchi tempi che non aveva uguali.