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Generale Mario Mori: un servitore dello Stato e dei cittadini italiani.

Gen. Mario Mori

Gen. Mario Mori

Il 17 luglio 2013 la IV Sezione Penale del Tribunale di Palermo ha pronunciato la seguente sentenza: Il Tribunale di Palermo, visti gli articoli 378 e 530 del Codice di procedura penale, assolve Mori Mario e Obinu Mauro del’imputazione ai medesimi ascritta perché il fatto non costituisce reato. Visto l’articolo 207 del Codice di procedura penale ordina la trasmissione di copia della presente sentenza delle deposizioni rese da Ciancimino Massimo e da Riccio Michele all’ufficio del Procuratore della Repubblica in sede per quanto di sua competenza[6]. Il Tribunale ha quindi assolto con formula piena Mori e Obinu dall’accusa di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano e ha ravvisato, a carico dei due principali testi dell’accusa, Massimo Ciancimino e Michele Riccio, ai sensi dell’art. 207[10] del Codice di Procedura Penale, indizi del reato previsto dall’articolo 372[11] del Codice Penale (falsa testimonianza)[12]. Immediatamente dopo la sentenza, intervistato dai numerosi giornalisti presenti, il PM Vittorio Teresi si è detto amareggiato per l’esito del processo, annunciando che la Procura proporrà appello verso una sentenza che non condivide ma che rispetta[13][6]. Esponenti dell’associazione Agende Rosse, presenti in aula, hanno contestato in maniera decisa la sentenza[6][12].

Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 2003[16]
Medaglia militare al merito di lungo comando (20 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia militare al merito di lungo comando (20 anni)
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d’oro per anzianità di servizio (40 anni)