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Cultura della Sicurezza

di Alessandro Continiello

Continiello

SINOSSI

DELLA TESI

(LIBERO) DOTTORATO (PhD) DI RICERCA (PRIVATO) IN

“RELAZIONI INTERNAZIONALI E INTELLIGENCE”

TITOLO:

“SISTEMI INFORMATIVI DI SICUREZZA (INTELLIGENCE) COMPARATI:

ITALIANO, SVIZZERO, VATICANO.

RELAZIONI (INTERNAZIONALI) DI NATURA ECONOMICA”

I.A.S.S.P. 2013/2014

(ISTITUTO DI ALTI STUDI STRATEGICI E POLITICI)

 

Prendo spunto da un passaggio del Presidente Rizzi, contenuto nella pubblicazionedal titolo “Difesa in tempo reale”, per compiere un breve sunto della mia attività diricerca.“In verità la storia non si era mai allontanata dal tempo, fu un autoinganno, più omeno preterintenzionale, soprattutto degli Stati Uniti e in genere dell’Occidente dopola fine del mondo bipolare, con la sua “elegante semplicità”, ma è bastato un attaccoa bassissima densità psico-morale, talmente arcaico da non essere contemplabiledall’intelligence più sofisticata del mondo, per farci tornare a rotta di collo al di quadello specchio.….Viceversa la “politica della Difesa” è per definizione difesa dell’interesse nazionale,posta cioè a garanzia delle istanze di libertà e di benessere espresse dalle formedella democrazia rappresentativa.La Difesa così è chiamata a rispondere al gioco di una geopolitica economica dovenon è più chiara la corrispondenza tra scelte necessarie e l’interesse nazionale toutcourt”.Da qualche anno a questa parte, soprattutto in seguito ai gravi fatti dell’undicisettembre duemilauno, si parla – per quanto concerne l’apparato militare in generale– di una “cultura dell’efficienza”, “cultura delle Forze armate” ovvero di “CyberDefense” per far comprendere come, la minaccia di attacchi, non sia più prettamente“convenzionale”.Tutti o quasi i Paesi sono, infatti, capaci di ottenere informazioni con i sistemitradizionali, come l’Humint (Human Intelligence) e il cosiddetto OSI (Open SourceIntelligence); pochi, invece, quelli in grado di padroneggiare in modo autonomo i piùavanzati come la SII (Space Intelligence Imaginery) e l’Elint.La raccolta d’informazioni, al fine di prevedere e prevenire potenziali minacce concontromisure idonee, è divenuta il fulcro di molte nazioni.

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SIGINT

L’apparato costituito ad hoc per tale fine è, necessariamente, l’”intelligence” ovvero i

“Servizi Segreti”.

Ho deciso di introdurre gli stessi con una breve parentesi storica (vedasi “i Servizi

Segreti nell’antichità”) fino a giungere alla loro “evoluzione nell’epoca moderna”.

Nello specifico, con non poche difficoltà, ho poi trattato, focalizzando il mio studio,

tre apparati di intelligence (italiano, elvetico e vaticano), cercando punti di contatto

tra gli stessi, anche alla luce delle “relazioni” annuali che sottopongono all’attenzione

dei nostri Governi.

La tesi ha proseguito, in modo naturale, con l’analisi della c.d. “intelligence

economica” (nazionale e comparata) e della “intelligence e relazioni internazionali”

(alla luce degli organismi sovranazionali presenti, forse con troppa ingerenza, in

questo momento).

Non ho omesso, peraltro, una ulteriore parentesi di natura comparata, con un focus

specifico sulla “economia”.

La ricerca ha visto la sua (giusta) conclusione con un capitolo ad hoc sul rapporto

“intelligence e politica” domestica – non trascurando la “politica dell’intelligence

nell’Europa comunitaria” – ove ho analizzato la c.d. “cultura della sicurezza”, ossia

un mutamento di visione quanto all’importanza per una nazione del suo apparato più

segreto.

L’interviste rilasciate da alcune personalità, gravitanti attorno al mondo dei Servizi,

hanno messo l’accento sulle criticità del sistema e sulle necessarie evoluzioni, da me

riprese con osservazioni personali.

Avv. Alessandro Continiello

(Membro di ECIPS: European Centre for Information Policy and Security)