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Convegno: LA PERCEZIONE DELLA SICUREZZA 

09/05/2016 – ROMA

Il giorno 9 maggio u.s. si è tenuto un convegno sulla “Percezione della sicurezza ” organizzato dall’ O.F.C.S. Report, primo magazine on Line, diretto da Francesca Musacchio.

L’Ambasciatore, Giampiero Massolo, primo intervenuto, ha esordito con alcuni dati significativi riguardo all’enorme flusso di persone in Europa: 60 milioni si spostano da un Paese ad un altro e di essi l’1,2% è entrato in Italia. In Europa è stata stimata una presenza di 2000 foreign fighters. Nonostante tali dati, che fanno certamente riflettere, l’Ambasciatore ha continuato sottolineando la dissociazione tra minaccia e percezione della sicurezza. L’importante è non fomentare un dibattito sulla questione all’interno di uno Stato;infatti, un mondo ideale, secondo Massolo, è quello in cui l’opinione pubblica non è spaventata, ma neanche assonnata. La conoscenza rimane la base della prevenzione. Oltre alla minaccia di attacchi provenienti dall’esterno esiste un grosso problema economico-finanziario (per esempio i giochi di potere per fare affossare e rilevare un’azienda a discapito del personale che vi lavora). Inoltre, sempre secondo l’Ambasciatore, esiste una minaccia cibernetica. Per tutte queste minacce che aleggiano nel nostro Paese ed in Europa occorre che ci sia un’opinione pubblica fiduciosa riguardo agli organi preposti alla sicurezza. Un ostacolo che può danneggiare tale fiducia è la riservatezza di determinate informazioni sensibili che non possono essere divulgate. Massolo, in questo caso specifico, dichiara che la riservatezza deve essere uno strumento e non un fine.

Marco Rocco, esperto di scenari economici, ha descritto la crisi odierna in cui versa l’Italia “come peggiore di quella del 1929”. Il problema è costituito dagli investimenti, dalla mistificazione della realtà economica, da un debito pubblico aumentato in maniera esponenziale e da tasse forti. L’auspicio di Marco Rocco per l’Italia è che siano usate, in Europa, le stesse possibilità di aggiustare le proprie finanze; per esempio, all’Italia sono stati concessi solo sei mesi. Un’altra possibilità atta al recupero delle finanze è quella di saper sfruttare gli eventi; per esempio, la Gran Bretagna probabilmente uscirà dall’Europa, di conseguenza si verrà a creare una sorta di Commonwealth con altri Paesi europei che sono in difficoltà.

Andrea Purgatori (giornalista, scrittore e sceneggiatore ) non condivide “in toto” l’impostazione dell’ambasciatore Massolo; l’informazione deve avere un ruolo di controllo nel funzionamento dell’Intelligence ; informazione vista come elemento critico e di analisi perché la mancanza di analisi può sfociare in attentati non previsti come quelli di Parigi.

Oggi i problemi vengono da molti fronti : Micro e macrocriminalità , crisi economica ecc..creano il “male oscuro” che deve essere supportato da un’informazione analitica. L’opinione pubblica è sottoposta a bombardamenti di ogni specie senza che ci sia contraddittorio; proprio questo genera insicurezza. Purgatori pone l’accento sull’ importanza, per l’opinione pubblica, della questione tra mediazione ed eventi, tutto regolato dal rispetto dei ruoli.

Se dovessimo estrarre il leitmotiv del convegno, potremmo affermare che a favore della percezione della sicurezza sta il tentativo di non provocare il panico nell’opinione pubblica dando notizie negative non seguite da analisi. Purtroppo, la maggior parte dei mass-media non fa questo, spesso e volentieri ci propina notizie di cronaca nera limitandosi ai fatti e, dal momento che i fatti sono sempre più catastrofici, la percezione della sicurezza non appare tra le più rosee. L’opinione pubblica, in genere, non è ottimista per il futuro anche perché non tutti sono capaci di analizzare o capire il reale pericolo che rischiano.

L’Intelligence fa un buon lavoro dietro le quinte, ma per il fatto stesso di essere invisibile non riesce a dare la giusta percezione di sicurezza ai cittadini. Per contro, è doveroso trattenere tutte quelle notizie riservate che l’opinione pubblica non capirebbe, ma potrebbero essere rivelate informazioni che, probabilmente, aiuterebbero le persone a riflettere, là dove c’è ne fosse bisogno. Tutto questo al fine esclusivo del bene comune e per una più ottimistica percezione della sicurezza.

Gabriella Gagliardini