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	<title>Servizi Segreti &#187; Analisi storiche</title>
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		<title>Servizi Segreti:&#8221;Il Rais è morto. Nuvole.&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 17:44:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giano Josz &#8220;La caduta di Babilonia&#8221; Il 10 giugno del 323 a.c. Alessandro Magno muore a Babilonia a soli 33 anni. Quello stesso giorno, su una tavoletta miracolosamente giunta integra sino ai giorni nostri, uno scriba annota queste parole: “Il Re è morto. Nuvole”. E  il temporale seguente portò ad una lunga e sanguinosa guerra civile che si concluse con lo sterminio di familiari, sodali ed eredi di Alessandro e con la spartizione di uno sconfinato impero. In questi giorni sono in molti a domandarsi cosa sarà della Libia, il paese più ricco del Nord Africa, una volta che sarà stata scritta la parola “fine” sulla rivoluzione e sull’epopea personale del colonnello Muammar Gheddafi, che per oltre 40 anni ha esercitato, in modo tanto efferato quanto sorprendente, il suo dominio assoluto su un complesso mosaico di territori e di etnie, giocando un ruolo fondamentale per gli equilibri del Mediterraneo e del continente africano. Ma solo quando si attenuerà l’eco delle intollerabili atrocità commesse dal regime, sarà possibile esprimere un giudizio sull’operato di un leader insolito e pittoresco, che, non ancora trentenne, ha saputo guidare una rivoluzione, e che nei decenni seguenti ha spesso tenuto testa all’Occidente, riuscendo a sfuggire, [...]]]></description>
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		<title>Servizi Segreti:www.informativadintelligence.eu</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 06:48:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eccoci qua, quindi, per comunicarvi un&#8217;importante iniziativa che mira a realizzare una maggiore collaborazione ed interazione tra gli uomini di buona volontà, sia essi semplici appassionati che esperti del settore. L&#8217;obiettivo principale è quello di approfondire alcune tematiche di &#8220;informativadintelligence&#8221;, insieme a chi desidera &#8220;esplorare&#8221; questo particolare mondo. Tutto ciò allo scopo di creare sinergie duttili e di aiuto con chi veramente crede ancora nella collaborazione e partecipazione, con coloro che sono consapevoli di essere &#8220;OCCHI ED ORECCHIE&#8221; della democrazia ed intendono salvaguardarla:informativa di intelligence è un sito che &#8220;invia l&#8217;input&#8221; di analizzare le informazioni sotto diversi punti di vista, diverse angolazioni e prospettive, mantenendo come punto fermo la ricerca costante della realtà degli eventi. Marco Federico]]></description>
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		<title>Islam e democrazia: è necessario un lavoro lungo e faticoso</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 17:16:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniel Pipes National Post 7 febbraio 2011   Con le dimostrazioni antiregime che infuriano in Egitto e la possibilità di un nuovo governo guidato dai Fratelli musulmani o che li vede parte integrante, molti si chiedono se l&#8217;Islam sia compatibile con la democrazia. La risposta è sì. Potenzialmente lo è, ma ci vorrà tanto duro lavoro perché questo accada. http://it.danielpipes.org/9453/islam-democrazia Pezzo in lingua originale inglese: http://www.danielpipes.org/9435/islam-democracy La realtà attuale è tutt&#8217;altro che incoraggiante, perché la tirannia affligge in modo sproporzionato i Paesi a maggioranza musulmana. Frederic L. Pryor dello Swarthmore College, in un&#8217;analisi del 2007 pubblicata nel Middle East Quarterly ha argomentato che, con alcune eccezioni, &#8220;l&#8217;Islam è associato a una riduzione dei diritti politici&#8221;. Saliba Sarsar ha esaminato nella stessa pubblicazione il processo di democratizzazione di 17 Paesi arabofoni rilevando che &#8220;fra il 1999 e il 2005 (…) non solo nella maggior parte dei Paesi il progresso è assente, ma in tutto il Medio Oriente le riforme sono regredite&#8221;. Alla luce di questa situazione penosa è facile affrettarsi a concludere che la religione dell&#8217;Islam è la causa del problema. La fallacia causale post hoc, ergo propter hoc (&#8220;dopo di ciò, quindi a causa di ciò&#8221;) evidenzia questa illazione [...]]]></description>
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		<title>Il discorso d&#8217;insediamento di John F. Kennedy</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 13:34:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniel Pipes 20 gennaio 2011 http://it.danielpipes.org/blog/2011/01/discorso-insediamento-john-f-kennedy Pezzo in lingua originale inglese:http://www.danielpipes.org/blog/2011/01/john-f-kennedy-inauguration  Il mio risveglio politico è avvenuto cinquant&#8217;anni fa, oggi. Ho seguito la corsa alla presidenza del 1960 tra Nixon e Kennedy e la sera delle elezioni sono persino restato in piedi fino a tardi per seguire i risultati: i miei genitori erano democratici, pertanto, sono stato ben felice dell&#8217;esito elettorale. Il discorso di insediamento di John Fitzgerald Kennedy Ma ciò che ha motivato l&#8217;interesse da me costantemente nutrito negli affari pubblici è stato l&#8217;insediamento presidenziale avvenuto a Washington in una luminosa giornata fredda e nevosa, con un attempato Robert Frost che incespicava nel declamare la sua nuova poesia, e Kennedy che chiedeva agli americani: &#8220;Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi; chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese&#8221;. Come simbolo di questo interesse, ho iniziato all&#8217;epoca a creare un album contenente le foto dei leader politici e persino le trascrizioni dei loro discorsi. Conservo ancora quell&#8217;album e posto qui la trascrizione del discorso d&#8217;insediamento che ho conservato. Anni dopo, mi trovavo a scuola a seguire una lezione di biologia, quando Kennedy venne assassinato, il 22 novembre 1963. Ciò mi addolorò a tal punto [...]]]></description>
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		<title>Tumulti in Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 08:13:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ L&#8217;improvvisa e pressoché inspiegabile uscita dell&#8217;uomo forte della Tunisia, Zine El Abidine Ben Ali, 74anni, dopo 23 anni di potere, potrebbe avere delle implicazioni in Medio Oriente e per il mondo musulmano. Come ha osservato un giornalista egiziano; &#8220;Ogni leader arabo guarda alla Tunisia con paura. Ogni cittadino arabo guarda alla Tunisia con speranza e solidarietà.&#8221; Io la guardo con questo insieme di sentimenti. di Daniel Pipes The Washington Times 18 gennaio 2011 http://it.danielpipes.org/9349/tumulti-in-tunisia Pezzo in lingua originale inglese: http://www.danielpipes.org/9326/tunisia-turmoil Durante la prima era dell&#8217;indipendenza, fino a circa il 1970, i governi dei paesi di lingua araba venivano di frequente rovesciati quando le truppe sotto il controllo di un colonnello insoddisfatto affluivano nella capitale, occupavano il palazzo presidenziale e le emittenti radiofoniche e poi annunciavano un nuovo regime. Solament nel 1949, i siriani hanno subito tre colpi di stato. Col tempo, i regimi hanno imparato a proteggersi grazie ai servizi di intelligence, al fatto di fare affidamento su familiari e membri tribali, alla repressione e ad altri meccanismi. Ne sono seguiti quarant&#8217;anni di stabilità sclerotica e sterile. Con solo qualche rara eccezione (l&#8217;Iraq nel 2003 e Gaza nel 2007) i regimi sono stati scalzati, e in casi ancor più rari [...]]]></description>
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		<title>Perché mai un non-americano dovrebbe promuovere gli interessi americani?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 19:43:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prof. Daniel Pipes di Daniel Pipes 1 gennaio 2011 http://it.danielpipes.org/blog/2011/01/promuovere-interessi-americani Pezzo in lingua originale inglese: http://www.danielpipes.org/blog/2011/01/why-a-non-american-should-promote-american Nel fondare il Middle East Forum nel gennaio 1994, ho scelto come slogan &#8220;Promuovere gli interessi americani&#8221; perché ero rimasto colpito dal fatto che la partecipazione americana negli accordi di Oslo che erano stati appena conclusi e in altri atti della diplomazia in Medio Oriente non tendeva a considerare gli interessi americani. Questa stessa lacuna esisteva, sebbene in qualche modo in misura minore, anche nella politica americana verso il Libano, l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran. In questi casi, Washington sembrava apertamente preoccupata del benessere di questi paesi e non lo era abbastanza degli interessi americani. Woodrow Wilson ha dato inizio a una nuova era nella politica estera americana. Nel 1996, Michael Mandelbaum colse l&#8217;essenza di questa tendenza dandole il nomignolo in modo canzonatorio, ma esatto, di &#8220;politica estera come lavoro socialmente utile&#8221;. Questo approccio raggiunse l&#8217;orribile culmine con l&#8217;operazione del 2003 chiamata in modo bizzarro &#8220;Operazione libertà irachena&#8221;. Ho criticato questo approccio sotto [l'amministrazione di] George W. Bush, lamentandomi che le guerre in Afghanistan e in Iraq, &#8220;vengono giudicate più in base al benessere dello sconfitto che in base ai guadagni dei vincitori&#8221;. &#8220;Promuovere gli [...]]]></description>
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		<title>Daniel Pipes: &#8220;Israele non ha nessuna politica&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 07:13:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Dennis Mitzner e Ariel Solomon Pajamas Media 10 dicembre 2010  http://it.danielpipes.org/9210/israele-non-ha-nessuna-politica Pezzo in lingua originale inglese: http://www.danielpipes.org/9168/israel-has-no-policy Dal momento che gli ultimi decenni sono stati afflitti dal terrorismo islamico e dalle guerre in Medio Oriente, l&#8217;Islam ha occupato una posizione focale nel discorso politico occidentale. E Daniel Pipes si trova al centro di questo dibattito, offrendo a decine di milioni di persone le sue penetranti analisi. Questo certosino lavoro ha fatto sì che Pipes diventasse un&#8217;autorità nelle questioni legate all&#8217;Islam e al Medio Oriente. Oltre a fornire delle analisi attraverso il suo sito web personale e del Middle East Forum, da lui fondato, Pipes viaggia per il mondo, facendo delle conferenze nelle un&#8217;università, ospite di thnik tanks e non solo. Le sue apparizioni causano spesso disordini e proteste, ottenendo al contempo un appoggio incondizionato. Ci siamo trovati con lui a discutere di Israele, di Iran, della presidenza di Barack Obama e di altre questioni di attualità. Si è lasciato andare al ricordo di un dibattito – che considera il momento clou della sua carriera – tenutosi a Londra nel 2007 in cui lui e il neo-conservatore britannico, Douglas Murray, hanno stracciato i loro avversari, il sindaco di Londra Ken [...]]]></description>
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		<title>Gettare acqua fredda su Wikileaks</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 23:22:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniel Pipes National Review Online 14 dicembre 2010 Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/9195/wikileaks-leader-arabi Pezzo in lingua originale inglese: http://www.danielpipes.org/9182/wikileaks-arab-leaders Di tutte le rivelazioni di Wikileaks, quella più affascinante potrebbe essere stata l&#8217;aver appreso che alcuni leader arabi incalzano il governo americano ad attaccare gli impianti nucleari iraniani. Come è noto, Re Abdullah dell&#8217;Arabia Saudita ha chiesto a Washington di &#8220;mozzare la testa del serpente&#8221;. È pressoché opinione generale che queste dichiarazioni smascherano le reali politiche dei politici sauditi e non solo. Ma è proprio così? Vi sono due ragioni per dubitarne. Innanzitutto, come osserva astutamente Lee Smith, gli arabi potrebbero semplicemente dire agli americani ciò che pensano che questi ultimi vorrebbero sentirsi dire: &#8220;Sappiamo ciò che gli arabi dicono ai diplomatici e ai giornalisti riguardo all&#8217;Iran,&#8221; egli scrive &#8220;ma non sappiamo cosa realmente pensino dei loro vicini persiani&#8221;. I loro appelli potrebbero far parte di un processo diplomatico che consiste nel fare propri i timori e i desideri degli alleati. Quindi, quando i sauditi dicono che gli iraniani sono i loro nemici mortali, gli americani tendono ad accettare senza battere ciglio questa comunione di interessi, ma Smith sostiene che &#8220;le parole che i sauditi dicono ai diplomatici americani non intendono offrirci [...]]]></description>
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		<title>&#8220;Non si può combattere l&#8217;islamismo con delle idee provenienti dall&#8217;Europa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 22:51:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Citizen Times 1 dicembre 2010 http://it.danielpipes.org/9197/combattere-islamismo-europa Pezzo in lingua originale inglese: http://www.danielpipes.org/9130/islamism-europe Intervista realizzata a Berlino il 27 ottobre 2010 Citizen Times: Signor Pipes, Lei dirige diverse organizzazioni che si occupano di Medio Oriente e Islam, ed è uno dei più celebri autori americani che tratta questi argomenti. Come è iniziato tutto questo? Daniel Pipes: Sono uno storico dell&#8217;Islam e nutro un interesse particolare per il ruolo dell&#8217;Islam nella vita pubblica. Ho conseguito il mio dottorato di ricerca nel 1978, proprio quando appariva Khomeini. Per la prima volta nella storia moderna, l&#8217;Islam aveva un ruolo importante e manifesto nella vita pubblica occidentale. Ciò che negli anni Settanta era stato un interesse astratto, allora si trasformò in un interesse molto pratico. In seguito, le questioni islamiche sono diventate di attualità. Il che mi ha indotto a passare dalla storia medievale all&#8217;attualità. Pur trattando molti altri argomenti oltre all&#8217;Islam, l&#8217;Islam è sempre al centro dei miei interessi. Ho un punto di vista che spero sia utile per comprendere il ruolo dell&#8217;Islam nella politica. Citizen Times: E qual è questo punto di vista? Daniel Pipes: Che l&#8217;Islam conta molto nella vita pubblica dei musulmani. Che l&#8217;Islam è una religione di leggi, e queste [...]]]></description>
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		<title>Una Turchia islamista contro un Iran secolare?</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 11:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Daniel Pipes Washington Times 30 novembre 2010 http://www.danielpipes.org/9123/islamist-turkey-secular-iran Agli inizi del XVI secolo, mentre gli imperi ottomano e safavide combattevano per avere il controllo del Medio Oriente, Selim il Crudele governando da Istanbul assecondava il suo lato artistico componendo eccellenti poesie in persiano, che in seguito divenne la lingua colta del Medio Oriente. Al contempo, Ismail I, che governava da Isfahan, scriveva poesie in turco, la lingua dei suoi avi. Questa giustapposizione fa venire in mente come le popolazioni della Turchia e dell&#8217;Iran ora siano impegnate in un&#8217;altra lotta. Mentre la Turchia secolare fondata da Atatürk rischia di sparire sotto un&#8217;ondata di islamismo, lo stato iraniano islamista fondato da Khomeini a quanto pare è sull&#8217;orlo del secolarismo. I turchi desiderano vivere come gli iraniani e gli iraniani amano vivere come i turchi. La Turchia e l&#8217;Iran sono due Paesi a maggioranza musulmana estesi, influenti e piuttosto progrediti, sono storicamente importanti, in posizione strategica e osservati da tutti con attenzione; e man mano che le loro strade si incrociano, come da me previsto nel 1994, correndo in opposte direzioni, i loro destini influenzeranno non solo il futuro del Medio Oriente, ma in fieri anche l&#8217;intero mondo musulmano. È quello che [...]]]></description>
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