di Marco Federico
www.informativadintelligence.eu
Guerriglia a Piazza San Giovanni a Roma è allerta in tutta Europa.
Si tratta di gruppi organizzati, questo lo si sapeva e lo si è scritto nei giorni scorsi, ma adesso bisogna individuare chi sono le frange aggregate ai Balck bloc, la Digos temeva che la manifestazione di oggi potesse sfociare in una guerriglia urbana ed infatti ciò si è verificato…
In piazza insieme ai disoccupati, studenti, Cobas e centri sociali, nonchè anarchici, sono arrivati i facinorosi di mestiere, gli intrusi o per meglio dire gli infiltrati di organismi internazionali che hanno trasformato la manifestazione civile di cittadini esasperati dalla crisi economico sociale, in una vera e propria rivolta.
Ci sono frange estreme pronti a tutto: il loro intento è quello di creare disordini e disorientamento, forzando i cordoni di polizia, lanciando pietre, bombe di carta e assaltando i blindati delle forze dell’ordine. Purtroppo ciò si sta verificando non soltanto a Roma ma anche in altre città d’Europa e del Mondo.
Cosa stanno organizzando “dietro le quinte” per strumentalizzare la rabbia e la disperazione della gente?
Marco Federico
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Fonte: LINKIESTA
Opinione di Stefano Casertano
Guerriglia a Roma, dov’erano i servizi segreti?
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/guerriglia-roma-dov-erano-i-servizi-segreti#ixzz1asURkAYO
I fatti di Roma dimostrano che è necessario un ripensamento dei servizi segreti. L’ultima riforma è del 2007, quando Sismi e Sisde sono diventati Aise, per l’estero, e Aisi, per l’interno. Un assetto che non funziona più. L’arrivo dei black bloc nella capitale sarebbe dovuto essere intercettato giorni prima del caos di oggi. Intanto, sul web montano già le teorie del complotto.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/guerriglia-roma-dov-erano-i-servizi-segreti#ixzz1asUtSM3U
http://www.linkiesta.it/segreto-stato-stragi-misteri-italia
Gentile Marco Federico,
alle Sue considerazioni rispondo ponendo alcune domande e permettendomi qualche riflessione. Com’è possibile che poche centinaia di persone abbiano messo a ferro e fuoco una città invasa da migliaia di pacifici manifestanti? Cui prodest? A chi hanno fatto comodo queste violenze che hanno delegittimato sul nascere un movimento di protesta globale che, chiedendone la revisione, mette in discussione il sistema economico-finanziario e la sua logica di funzionamento? Un movimento che chiede certezze alla società dell’incertezza. Un movimento che reclama una sicurezza ampiamente intesa e uno sviluppo umano sostenibile. Un movimento composto da giovani e da persone, private della possibilità di pianificare il proprio futuro. Un movimento che chiede che vengano restituite ed equamente redistribuite risorse che poche mani detengono, dopo averle illegittimamente sottratte alle mani di molti. Un movimento che chiede che non siano più l’economia e la finanza a dettare i contenuti dell’agenda politica, ma che sia la democrazia partecipata a dettare le regole dell’economia e a fissare limiti al mercato e alla speculazione finanziaria. Oggi, le televisioni e i siti web dei quotidiani, hanno forse mostrato immagini che non fossero di violenza e di guerriglia urbana? Si è parlato dei motivi della protesta e delle domande di cambiamento poste dagli “indignati”? Di cosa si parlerà domani e nei prossimi giorni? Si parlerà di numeri. Di numeri in termini di danni a cose e persone, di feriti tra forze dell’ordine e tra individui che non mi sento di definire “manifestanti”, così come non mi sento di definire “tifosi” gli ultras per i quali le partite di calcio rappresentano esclusivamente un’occasione per esercitare violenza e sopraffazione. I contenuti del movimento, oggi, dov’erano? Domani, nelle prossime settimane, dove saranno? Le immagini degli scontri, dei vigliacchi attacchi alle forze dell’ordine e della violenza gratuita, monopolizzando la scena hanno sortito un altro effetto: vestire il movimento di un’identità violenta, di cui diffidare. Un’identità diffusasi nel giro di poche ore nell’immaginario collettivo che sollecita il dubbio in chi pensa di prendere attivamente parte al movimento scendendo in piazza e che oscura la domanda di un pacifico e legittimo cambiamento. Una domanda di cambiamento che oggi camminava sulle gambe ed era scolpita sui volti puliti, di migliaia di figli, di padri e di nonni, sotto il cielo di Roma.
@ mistero: ribatto con questo link: http://blog.panorama.it/italia/2011/09/21/lallarme-dei-servizi-segreti-guerriglia-urbana-a-roma/
Buonasera utente, e ora chiediamoci, se la relazione è stata data non solo al Governo, chi ha pensato di sottovalutare la manifestazione? Se basta fare una piccolissima ricerca su tale notizia, gli organizzatori delle associazioni che ,oggi hanno manifestato si possono ritenere “ingenui”? Io penso di no!
Negli ultimi anni le istituzioni deputate alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica hanno sortito vittorie ma anche innumerevoli sconfitte. Per esemplificazione, si pensi agli errori giudiziari-investigativi dei casi Pipitone, Gravina di Puglia, Stasi, Perugia, Brembate che evidenziano enormi carenze degli organi di p.g.. A mio modesto parere il problema principale è da ricondurre alle modalità di assunzione e formazione del personale e a politiche di sicurezza errate. All’uopo si facciano due esempi: un sistema non meritocratico di assunzione a tutti i livelli, con speciale riguardo a ufficiali e funzionari delle forze di polizia, la cui preparazione è rimessa in gran parte al fato; politiche della sicurezza non efficaci soprattutto con riguardo alla prevenzione dei reati (si pensi al pasticcio dell’ultimo visto ai rifugiati cui è stato materialmente conferito il “pezzo di carta” e nulla più, lasciando vagare gli stessi sul territorio nazionale senza controllo!) Roma è la replica delle proposte no tav, solo che non si tratta di una lontana vallata di montagna ma del cuore del potere repubblicano: ciò evidenzia la fragilità del sistema e l’insufficienza dei suoi responsabili.
Beh, è evidente che non penso che la situazione sia stata sottovalutata, anche perché ci sono centinaia e centinaia di siti promotori di certe attività che da mesi hanno fatto il tam tam per radunare più gente possibile, a quanto pare però non tutti sono arrivati con intenzioni “pacifiche” alla manifestazione :
http://italy.indymedia.org/
http://italianrevolution-roma.blogspot.com/2011/07/vecchi-ricordi-assemblea-pubblica-al.html
http://www.tmcrew.org/csa/csa.htm
Possibile zero prevenzione? paradossale o anomalo…?
http://www.youtube.com/watch?v=HY4G1FDopRk
La domanda : forse a qualcuno giova tutta questa esasperazione, dato che non è stata fatta (apparentemente) nessuna operazione di prevenzione partendo proprio dai luoghi dove questi tizi si sono organizzati (centri sociali ed altri punti di ritrovo, reali e virtuali..) ?? Sfruttare l’indignazione per strumentalizzarla? Beh, se fosse così. oltre il danno la beffa.
In arrivo una nuova ondata di terrorismo e chi sottovaluta questo rischio, come al solito, non ha capito quanto sta avvenendo. La situazione può precipitare ed andare oltre i termini di legge nonchè di convivenza civile,democratica. Dopo il 15 ottobre, emerge questo dato di fatto: “chi voleva manifestare non ha potuto farlo pacificamente e democraticamente. Perchè?
Adesso qualche politico non di primo pelo, sicuramente dichiarerà che è colpa o della sinistra o della destra. Per favore, basta coglionarci con questi discorsi oramai superati. Chi attua il terrore tra la gente è (non può essere catalogato diversamente)un vero criminale. Non importa a quale ideale politico appartenga (Cesare Battisti insegna). Ci vogliono le misure adeguate per far fronte a questa galoppante “AGGREGAZIONE TERRORISTICA”.