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Servizi Segreti: “manca l’anello di congiunzione…”

di Marco Federico

Sen. Giulio Andreotti

24 ottobre del 1990

…giorno in cui l’attuale Senatore a vita della Repubblica italiana, Giulio Andreotti, nella funzione di Presidente del Consiglio dei Ministri, decise di presentarsi alla Camera dei deputati per rivelare “coram populo” l’esistenza della Gladio, ovvero:“Stay-Behind”           (struttura NATO).

Un mese dopo, il 24 novembre del 1990, l’allora Ministro della Difesa,Virginio Rognoni, con un apposito provvedimento congelò e decretò lo scioglimento della suddetta struttura segreta che operava, come più volte si è detto e scritto, in ambito NATO.
La struttura venne definitivamente soppressa il 27 novembre 1990.

Perchè in Italia sono stati resi noti i nomi degli ex gladiatori?
In nessun altro Paese Nato, sono stati rivelati…Forse il vero motivo non si saprà mai…

Quirinale

Da allora sono passati ventidue anni, molti ex gladiatori non ci sono più, altri attendono ancora fiduciosi un gesto, un riconoscimento come servitori della Patria.

On. Francesco Cossiga

SENATO DELLA REPUBBLICA –  LEGISLATURA 14°
Disegno di legge N. 3171
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa del senatore COSSIGA
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 25 OTTOBRE 2004
Norme concernenti il personale appartenente alla disciolta struttura Stay Behind
Onorevoli Senatori. – Come è ben noto, con la sentenza n. 17 del 3
luglio 2001 la Corte di assise di Roma ha statuito in via definitiva,
conformemente al giudizio già espresso nella relazione finale del
Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per
il segreto di Stato del 4 marzo 1992, ciò che era già politicamente e
storicamente evidente: la piena liceità e legittimità della struttura
della rete italiana Stay Behind, conosciuta come «Gladio», sorta negli
anni ’50 e costituita in seno all’Alleanza atlantica nell’ambito dei
servizi di informazione e di sicurezza. Questa struttura era destinata
ad operare in clandestinità nell’ipotesi di invasione nemica di parte
dei territori degli Stati dell’Alleanza, in concorso con le forze
speciali e con i servizi di informazione alleati, anche al fine di
organizzare e supportare eventuali movimenti di «resistenza».
È altrettanto noto che i membri della struttura italiana in questione
hanno subìto durante tutto il periodo seguito allo scioglimento
dell’organizzazione, sino alla sentenza anzidetta, una vera e propria
persecuzione politica e giudiziaria, contraddistinta da pesanti
illazioni sulla pretesa natura eversiva di «Gladio» e sull’ingiusto
collegamento della relativa organizzazione ai non ancora del tutto
chiariti episodi di destabilizzazione sofferti dal nostro Paese dagli
anni ’60 sino alla definitiva sconfitta del terrorismo e soprattutto
alla fine della «guerra fredda».
In relazione a ciò, è necessario che la verità storica e anche ormai
quella giudiziaria finalmente emersa si sostanzi in un giusto
riconoscimento politico e morale anche sul piano dello status
militare, per tutti coloro che, in conformità al superiore dovere
sancito dall’articolo 52 della Costituzione e agli ordini del
legittimo Governo della Repubblica, avevano dato la loro consapevole
disponibilità per servire la Patria, al di sopra di ogni distinzione
di credo ideale politico o religioso, o di appartenenza sindacale.
È noto che i primi quadri della struttura furono costituiti da
ex-partigiani di formazioni militari, del Partito d’azione, liberali,
repubblicane e socialiste e di ispirazione cattolica, e che erano
rigidamente esclusi da essa elementi di ispirazione fascista o
collegati ai partiti di destra.
Con l’articolo 1 del presente disegno di legge viene sancita
l’equiparazione al servizio presso le Forze armate dello Stato del
servizio volontario prestato presso la struttura Stay Behind, da parte
dei suoi membri cosiddetti «esterni», ossia reclutati tra coloro che
avevano già assolto i propri obblighi militari ma che non
appartenevano in servizio permanente alle Forze armate, ovvero tra
cittadini di entrambi i sessi anche se non risultavano assoggettati a
tali obblighi.
Questa equiparazione non costituisce un caso isolato nell’ambito del
nostro ordinamento giuridico, in quanto in passato si è già provveduto
allo stesso modo per il Corpo volontari della libertà con la legge 21
marzo 1958, n. 285. L’equiparazione anzidetta rileva esclusivamente
sotto il profilo politico, morale e anche sul piano militare, posto
che l’articolo in esame espressamente esclude al riguardo qualsiasi
effetto retributivo, previdenziale e assistenziale.
Il medesimo articolo 1 dà mandato alla Presidenza del Consiglio dei
ministri, su relazione del SISMI, di certificare la pregressa
appartenenza alla struttura, su istanza di ciascuno dei membri
interessati e nell’osservanza delle vigenti disposizioni dettate in
materia di segreto di Stato.
È anche prevista la trascrizione del fatto dell’appartenenza alla
struttura, nella documentazione caratteristica e matricolare del
personale comunque appartenuto alle Forze armate dello Stato anche se
non transitato nel servizio permanente effettivo. Con un’opportuna
norma di rinvio si confermano invece le vigenti disposizioni per il
personale della struttura così detto «interno», ossia che presta o ha
prestato servizio permanente effettivo nelle Forze armate dello Stato.
Con l’articolo 2 viene prevista la istituzione di un distintivo
onorifico per gli appartenenti alla struttura, che può essere portato
dagli aventi titolo sull’uniforme militare in base alle disposizioni
vigenti in materia.
L’articolo 3, da ultimo, sancisce l’equiparazione dell’Associazione
italiana volontari Stay Behind, costituita in data 4 febbraio 1994 tra
gli appartenenti alla disciolta struttura, alle altre associazioni
d’arma riconosciute dal Ministero della difesa.

Mario Monti e Giampaolo Di Paola (rispettivamente presidente del Consiglio e Ministro della Difesa)

DISEGNO DI LEGGE
Art. 1.

(Servizio prestato presso la disciolta
struttura Stay Behind)
1. Il servizio volontario prestato dai soggetti non inquadrati
permanentemente nelle Forze armate nella rete italiana della struttura
Stay Behind, istituita nell’ambito dell’Alleanza del Nord Atlantico
dai governi del Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del nord,
della Repubblica francese, del Regno del Belgio, del Regno dei Paesi
Bassi, del Granducato del Lussemburgo, della Repubblica italiana, del
Regno e poi Repubblica di Grecia e della Repubblica federale di
Germania, di seguito denominata «struttura Stay Behind», sciolta dal
governo italiano in data 27 novembre 1990, è equiparato al servizio
prestato presso le Forze armate dello Stato, con esclusione di
qualsiasi effetto ai fini retributivi, previdenziali e assistenziali.
2. L’appartenenza alla struttura Stay Behind è certificata dalla
Presidenza del Consiglio dei ministri, in conformità alla proposta del
Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI), su
richiesta dell’interessato, nell’osservanza delle disposizioni
contenute nella legge 24 ottobre 1977, n. 801.
3. La certificazione di cui al comma 2, relativa al personale esterno
comunque appartenente ad altro titolo alle Forze armate dello Stato e
non transitato nel servizio permanente effettivo, è trasmessa a cura
del SISMI agli uffici competenti a custodire la documentazione
caratteristica e matricolare degli interessati, al fine della relativa
trascrizione con decorrenza dalla data di arruolamento nella
struttura.
4. Per il personale interno alla struttura Stay Behind, e che presta o
ha prestato servizio permanente effettivo nelle Forze armate dello
Stato, continua ad applicarsi l’articolo 7, secondo comma, della legge
24 ottobre 1977, n. 801.
5. Al personale di cui al comma 4 è equiparato chi, ricoprendo la
carica di Ministro della difesa o di Sottosegretario di Stato alla
difesa o di ufficiale o funzionario appartenente al Servizio
informazioni forze armate (SIFAR), successivamente al Servizio
informazioni difesa (SID) e da ultimo al SISMI, ha svolto, a motivo
del suo ufficio o perchè specificatamente delegato o incaricato,
compiti o funzioni collegate alla organizzazione, alle missioni, ai
compiti ed alle funzioni della struttura Stay Behind.
Art. 2.
(Distintivo onorifico)
1. Con decreto del Ministro della difesa, è approvato il modello di
distintivo onorifico che il personale militare interno, già
appartenente alla struttura Stay Behind e attualmente in servizio
nelle Forze armate dello Stato, ha facoltà di portare sull’uniforme.
2. Il personale interno ed esterno, già appartenente alla struttura
Stay Behind e congedato dalle Forze armate dello Stato, ha facoltà di
portare il distintivo di cui al comma 1 con le medesime modalità del
personale in servizio, se autorizzato a vestire l’uniforme militare
secondo le vigenti disposizioni.
3. Analogo distintivo ha diritto di portare sull’abito civile il
personale esterno in occasione di cerimonie militari e di
manifestazioni dell’Associazione di cui all’articolo 3.
Art. 3.
(Associazione Stay Behind)
1. L’Associazione italiana volontari Stay Behind, costituita in data 4
febbraio 1994 quale associazione non riconosciuta, è riconosciuta in
forza della presente legge, ai sensi e per gli effetti di cui al
decreto del Ministro della difesa 5 agosto 1982, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 272 del 2 ottobre 1982, ed è per legge iscritta
nell’albo istituito ai sensi del medesimo decreto del Ministro della
difesa, in attuazione dell’articolo 20, terzo comma, della legge 11
luglio 1978, n. 382.

10 Responses to Servizi Segreti: “manca l’anello di congiunzione…”

  1. Fortitudo Rispondi

    Novembre 6, 2012 at 5:38 am

    Il tempo è un galantuomo!
    Sappiamo che le illazioni fatte in tutti questi anni non hanno attecchito sull’opinione pubblica ed è arrivato,forse,il momento anche storico-politico di riconoscere CORAM POPULO la liceità della struttura Stay-Behind, o meglio Gladio.

    La disinformazione è sempre in agguato e c’è chi rema contro…

  2. Gabriella Gagliardini Rispondi

    Novembre 8, 2012 at 3:46 am

    L’Italia è un Paese tutto “sui generis”, nel senso che non è abituato a convivere con un’organizzazione limpida e onesta perchè è stato sempre ampiamente deluso nel corso della storia.In questa particolare forma mentis si è creato un fantasioso pericolo riguardo a “Gladio”. Se andiamo ad esaminare la struttura dei servizi segreti stessi è normale, per come è concepita,che esista un’ulteriore sicurezza interna che possa “controllare i controllori” anche perché i “controllori” spesso si rivelano non all’altezza del compito affidato loro. Quindi, tutto il polverone che si è alzato su tale organizzazione interna, a mio avviso, sembra essere fuori luogo o essere stato creato apposta per qualche recondito motivo di qualcuno…Gli appartenenti a Gladio erano persone votate al rischio anche della propria vita, persone che credevano in quello che facevano, che si sacrificavano per la propria Patria, certamente persone scelte per particolari doti ed in tutto questo non riesco a vedere nulla di anomalo. La cosa strana, invece, è la rivelazione dell’esistenza di Gladio da parte di Andreotti, ma questo solo lui può spiegarlo. Se l’organizzazione era segreta nei servizi segreti, allora doveva rimanere tale, altrimenti non sarebbe dovuta nascere affatto….

    • adriano Rispondi

      Novembre 9, 2012 at 4:58 pm

      ma i controllori intende il copasir? a posto siamo…………….

  3. GB Rispondi

    Novembre 9, 2012 at 5:30 am

    l’antiamericanismo dei soliti “ignoti”ha sempre voluto cercare fantasmi in questo o quell’altro organismo di contatto non ufficiale tra Cia e Servizi italiani (ex Sifar). Ma è evidente che in piena “guerra fredda” ci si doveva premunire ed eventualmente difendere da ogni possibile attacco nemico. Era semplicemente questa la funzione della Stay-Behind, ovvero della cosidetta Gladio!

  4. giovanni Rispondi

    Novembre 11, 2012 at 7:59 am

    Mi permetto di andare un pò controcorrente. Come più volte messo in luce dallo stesso Cossiga, la guerra fredda è stata molto più difficile di quanto la ricostruzione agiografica di questi tempi lasci intendere. Addirittura il capo del contro-spionaggio inglese nei paesi comunisti – Kim Philby – era una spia del KGB. Molti esponenti della politica italiana e del mondo della cultura erano informatori dei servizi dell’Est, più o meno consapevolmente. Forse per questo, la difesa della Patria non sempre è stata affidata a persone di grande spessore democratico, secondo il motto à la guerre comme à la guerre. Alcuni personaggi a cui era affidata la nostra sicurezza sono stati però impresentabili come i loro antagonisti. In Italia manca purtroppo una cultura dell’intelligence che sia scevra da valutazioni di carattere politico: tutto è fazione. Per cui le colpe dell’uno finiscono per lavare dell’altro, non creando i presupposti per l’affermazione di una vera identità nazionale democratica e libertaria che trascenda il gioco politico. E in questo vuoto si inseriscono i servizi stranieri foraggiando alcuni giornali d’opinione e fornendo facile occasione per questo o quello scandalo. Facendo un esempio: non credo che il caso Petraeus sia quello che ci raccontano. Ma se dovessimo applicare questo metro di giudizio al nostro Paese, credo che rimarrebbero ben pochi civil servant in grado di assicurarci una effettiva protezione.

  5. Luigi Rispondi

    Novembre 12, 2012 at 12:17 pm

    Scusatemi, ma essendo un giovane che legge per la prima volta di queste faccende, considerate le cose come sono andate dopo tutti questi anni, non sarebbe opportuno dare voce ai protagonisti rimasti in silenzio troppo a lungo?
    Logicamente mi riferisco ai cosiddetti gladiatori.

    Inoltre, sarebbe anche interessante avere la possibilità di organizzare dei dibattiti pubblici, nelle università, nelle varie associazioni d’Arma, su questi temi che sicuramente fanno parte della nostra storia.

  6. Luigi Gallina Rispondi

    Novembre 13, 2012 at 9:43 am

    Su Gladio molto e’ stato detto e scritto ma poco e nulla e’ stato chiarito
    La sua costituzione, sotto approvazione NATO, doveva garantire ai paesi appartenenti “azioni” e “reazioni” comuni e condivise nei confronti delle minacce che in quel periodo attraversavano metà del pianeta mettendo e a rischio il sistema democratico già in alcuni casi molto debole.
    La sua operatività non era clandestina ma segreta ( due cose ben diverse) per non andare a coinvolgere altre funzioni degli apparati statali impegnati su altri fronti.
    Il suo scioglimento lo si può ricercare in mille rivoli, ma indubbiamente è stata una volontà “politica” in quanto la struttura iniziava ad avere una organizzazione e preparazione sia nella gestione “operativa”(militare) che in quella di intelligence ormai autosufficiente dagli apparati governativi.
    Rimane il fatto che molti Gladiatori non erano appartenenti a strutture Statali ma uomini che collaboravano in ” esterna ” e si sono trovati allo scoperto mettendo a rischio le proprie vite e quelle dei propri cari senza una motivazione.
    Molte volte sappiamo che la bravura non viene premiata ma pagata
    ” ragiona da uomo d’azione e agisci da uomo di pensiero”

  7. giovanni Rispondi

    Novembre 13, 2012 at 10:16 am

    Beh quello che dice Luigi è ineccepibile. Purtroppo è lo scotto da pagare alla società italiana, che rende pochissimo onore a chi la difende. Molti italiani sono italiani solo quando gioca la nazionale di calcio.

  8. Luigi Gallina Rispondi

    Novembre 14, 2012 at 11:15 am

    L’onore delle persone che hanno, e continuano a diverso titolo, a difendere la nostra Nazione trova poco spazio tra i cittadini perchè si dimenticano molto in fretta la storia del nostro Paese.
    Nel periodo della nascita di Gladio in Italia (ufficialmente si parla del 1964, ma sottostrutture erano già presenti nel nostro paese anni prima)c’erano persone che godevano il boom economico e altre che lavoravano per organizzare una contro-offensiva ad una possibile invasione dell’Europa occidentale da parte dell’unione Sovietica e dei paesi aderenti al Patto di Varsavia.Era il periodo della “guerra fredda” dove i giochi post-bellici del secondo conflitto mondiale non trovavano ancora un assetto Internazionale stabile.
    Le persone che iniziarono ad operare nella struttura in prima istanza avevano di certo un compito molto delicato che andava dal reclutamento di personale civile(curandone anche l’addestramento) allo svolgimento di esercitazioni, anche in comune con gli altri paesi membri al fine di scambiarsi informative e mettere a confronto esperienze, fino ad immaginare azioni comuni sui vari suoli nazionali(questo comportava il fatto che ogni gladiatore doveva essere a conoscenza dei più importanti siti sensibili nella varie Nazioni, perchè se mai si fosse dovuti intervenire ognuno doveva sapere cosa fare).
    Poi la guerra fredda finì e parte consistente del PCI contestò la struttura mentra la DC affermava la sua ascesa nel nostro Paese di conseguenza bisognava dare un segnale politico ai contestatori….ma non mi innoltro in questo argomento molto delicato e complesso.
    Andreotti disse.” Gladio fu necessaria durante i giorni della Guerra Fredda, ma in vista del collasso del Blocco Orientale,l’Italia avrebbe suggerito alla NATO che l’organizzazione non era più necessaria”
    Le conseguenze a questa dichiarazione le conosciamo tutti, ma sono convinto che la soria di quel periodo la conosciamo in pochi.

  9. Luigi Gallina Rispondi

    Novembre 23, 2012 at 9:52 am

    L’opinione pubblica associa GLADIO ad un riferimento politico strettamente di destra tralasciando alcune storicità molto importanti.
    Pochi sanno che vi erano due tipi di GLADIO denominate “bianca” e “rossa”( quest’ultima chiamata inizialmente Viglilanza rivoluzionaria).
    Tutte e due avevano uno scopo simile: addestrare personale che in caso di invasione potesse far fronte in prima istanza con una resistenza armata, mentre una parte metteva a riparo i vari capi ed esponenti delle rispettive correnti politiche da un eventuale colpo di colpo di Stato.
    La GLADIO BIANCA in Italia ebbe inizio con De Gasperi sotto lecita della NATO e “sponsorizzata” dall’America con la CIA , la quale forniva fondi ed armamenti.
    La GLADIO ROSSA nasce come apparato paramilitare dell’allora PCI e sponsorizzata dal KGB che , anche in questo caso,forniva fondi e armamenti.Fu Giorgio Amendola nel 1967 che chiese formalmente l’assistenza sovietica per preparare il partito alla soppravivenza come movimento illegale e clandestino nel caso di colpo di stato.
    La differenza tra le due organizzazioni è da ricercare nel modo di “operare” sul campo,mentra la GLADIO bianca aveva un’organizzazione comune coordinata dalla NATO , quella rossa lavorava in modo autonomo, specialmente in Italia, pur essendo presente in vari paesi.Gli appartenenti venivano mandatiin URSS per l’addestramento militare e poi rientravano in Italia e operavano nelle più importanti federazioni provinciali del partito.Le regioni in Italia con il più alto numero di gladiatori rossi furono:Piemonte,Liguria,Lombardia, Emila Romagna e Toscana.
    Con la caduta del muro di Berlino ,considerato il simbolo della Cortina di ferro cioè linea di confine tra la zona d’influenza statunitense ( ricordiamo che la germania era suddivisa in quattro zone: francese,inglese,americana (GLADIO bianca) e russa (GLADIO rossa)finì definivamente la guerra fredda.
    l’Iitalia stava affrontando il “compromesso storico” tra DC e PCI e, secondo alcuni, non avevano più necessità di esistere queste organizzazioni.
    Diventa molto difficile, considerando che queste organizzazioni hanno continuato a lavorare per un pò di tempo anche dopo il loro sciogliimento, andare a collocare GLADIO dietro alcune stragi verificatesi in Italia…..rossa o bianca?
    Sta di fatto che il 3 ottobre 1990 cade ufficialmente il muro di Berlino e il 24 ottobre 1990 l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Giulio Andreotti rende noto l’esistenza di GLADIO e ne dichiara lo scioglimento.
    da quel momento in poi viene fatto grande uso del “segreto di Stato” per molte vicende ancora oggi da chiarire.

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