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Servizi Segreti: “uscita di sicurezza…”

di Luigi Gallina

Dall’indagine dell’ex assistente di camera del Papa Paolo Gabriele al Opus Dei (chiamata da alcuni la “massoneria bianca”) alla P3,P4……..fino ad arrivare alla Massoneria  quella che viene definita l’”ombra” dei servizi viene sempre più usata per far risaltare alle cronache rilevanze ambigue verso l’operato dei servizi segreti.

I servizi di intelligence (siano essi militari o civili) operando con strutture dirette, o collaborazioni esterne, hanno il compito di raccogliere e successivamente analizzare notizie e dati relativi la sicurezza  atti a prevenire forme di destabilizzazione di qualsiasi natura che rappresentano un rischio per la Nazione.

La consapevolezza che organismi come i servizi segreti vigilano costantemente in tutte quelle situazioni che richiedono un passaggio di informazioni verso gli apparati di sicurezza Statale, e il fatto che siano presenti in gruppi, associazioni o situazioni definite “sensibili” per poterne monitorare l’operato è opera comune proprio per la loro natura.

Non bisogna scandalizzarci se durante alcune inchieste, emergono attività svolte dall’intelligence  ma  dobbiamo avere il massimo rispetto per coloro che fanno un lavoro, mai come oggi, molto complesso e importante per tutti noi.

Oggi invece si è costantemente alla ricerca di scoop che molte volte mettono a repentaglio le attività che ogni giorno vengono eseguite da coloro che lavorano “in segreto” e con il massimo riserbo per garantire principi Costituzionali e democratici del nostro Paese.

3 Responses to Servizi Segreti: “uscita di sicurezza…”

  1. Fortitudo Rispondi

    Novembre 6, 2012 at 9:26 am

    E’ evidente che garantire la sicurezza dei cittadini è compito dello Stato, che a sua volta si affida agli organismi istituzionali come la Polizia, i Carabinieri, in genere le Forze dell’ordine ma anche in particolar modo agli apparati di Intelligence,insomma, ai cosiddetti servizi segreti, che nonostante l’importanza che essi rivestono ai fini della Tutela e Difesa di un Paese, purtroppo, c’è ancora chi non li ama, ma preferisce fare campagne contro…Discriminando La loro effettiva natura che non è quella di lanciare bombe, o provocare disagi e tensioni sociali (come qualcuno afferma), ma quella di prevenire ed evitare ogni possibile ipotetico subdolo attacco sia interno che esterno ad uno Stato. Quindi bisogna fare cultura di INTELLIGENCE affinchè la gente capisca e non generalizzi più con i soliti luoghi comuni: “servizi segreti = stragi di Stato”.

    • Luigi Gallina Rispondi

      Novembre 7, 2012 at 2:21 pm

      Sono pienamente d’accordo con quanto scritto.
      Fare cultura è la base per per la crescita di una Nazione , ma purtroppo oggi i mass media prefiriscono fare “notizia”.

    • arturo Rispondi

      Novembre 9, 2012 at 5:04 pm

      ma certo allora la stampa si inventa tutto quando afferma, che in italia ci siano le cosidette “cellule impazzite”. Che organizzano stragi ed attentati con lo scopo di indebolire il governo e creare l’anarchia. Cultura intelligence? si certo cultura di “servizi deviati” rileggetevi gli articoli pubblicati dalla stampa in passato.

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